Sarà una domenica ricca di votazioni

Vasto programma di consultazioni popolari nei cantoni
Vasto programma di consultazioni popolari nei cantoni
BERNA - Oltre che in Ticino, in vari cantoni i cittadini domenica prossima sono chiamati a esprimersi su numerosi oggetti. Il caleidoscopico menu della democrazia diretta offre talora piatti originali, portate di sapore nazionale e pietanze evocatrici di recenti specialità del sud delle Alpi.
Tra queste certamente l'iniziativa, promossa dall'UDC, "Deducibilità dei premi per tutti" ("Prämienabzug für alle") sottoposta al giudizio del popolo di Basilea Campagna. Il testo, analogamente all'iniziativa della Lega accolta in votazione in Ticino lo scorso settembre, chiede che i premi dell'assicurazione malattia possano essere dedotti integralmente dal reddito imponibile.
I democentristi intendono così alleggerire soprattutto la classe media dal peso crescente dei costi sanitari. Finora nel cantone è possibile detrarre forfait di 2000 franchi per le persone singole e di 4000 franchi per le coppie sposate per diverse spese, tra cui i premi dell'assicurazione malattia. I costi annuali dell'assicurazione malattia superano però il forfait.
Il Consiglio di Stato teme una grossa perdita di gettito fiscale per il Cantone e per i Comuni. Boccia l'iniziativa, ma ha elaborato un controprogetto: oltre a un aumento delle deduzioni forfettarie a 3000 franchi per le persone singole e a 6000 per le coppie coniugate, prevede deduzioni più elevate per la cura dei figli e la formazione professionale e continua. Il Gran Consiglio, a netta maggioranza, raccomanda di bocciare i due oggetti e di preferire il controprogetto nella domanda sussidiaria.
Limite di velocità a Basilea - Lo stesso giorno, sempre a Basilea Campagna, sarà sottoposta a votazione anche un'iniziativa relativa al limite di velocità di 30 km/h promossa da cerchie vicine al Touring club svizzero. Il testo, intitolato "Limite di velocità a 30 km/h sulle strade principali - solo con il consenso del popolo" prevede che i Comuni possano richiedere al Cantone l'introduzione di tale limite sulle strade principali solo col consenso dei votanti, anche con effetto retroattivo sulle modifiche già apportate. I promotori dell'iniziativa intendono così rafforzare la legittimità popolare e aumentare gli ostacoli alla riduzione della velocità.
La Commissione della giustizia e della sicurezza del Gran Consiglio ha lanciato un controprogetto. Questo riprende la richiesta dell'iniziativa relativa alla legittimità popolare, ma non il suo effetto retroattivo. Il Consiglio di Stato respinge iniziativa e controprogetto. Teme infatti che siano incompatibili con il diritto superiore. Il Gran Consiglio si è espresso contro la prima, ma a favore del secondo.
Il dibattito sulla velocità minima nelle località è di grande attualità a livello nazionale e locale. Lo scorso dicembre si è conclusa la procedura di consultazione sulle modifiche proposte dal Consiglio federale alle ordinanze sulla segnaletica stradale e contro l'inquinamento fonico. Per gli ambientalisti le revisioni produrranno un indebolimento del limite di 30 km/h, nonostante a loro avviso sia una delle misure più efficaci per migliorare la sicurezza stradale e la protezione dal rumore.
Già affossata a Lugano - Ma anche a livello regionale il tema è di attualità. Ad esempio a Lugano alla fine di settembre dalle urne è uscito un netto no (66,3% dei votanti) a un aggiornamento delle zone 30 esistenti e all'adozione di nuove zone con moderazione della velocità a 30 e 20 km/h. L'ultimo episodio in Svizzera sul tema è di questa settimana: sinistra, associazioni ambientaliste e di residenti ginevrine hanno lanciato un referendum contro l'obbligo dei 50 km/h sulle arterie principali del cantone. L'inserimento di questo principio nella legge è stato approvato dalla maggioranza del Gran Consiglio a metà mese.
Nel ricco menu di votazioni di Basilea Campagna figurano anche due temi ambientali - un'iniziativa per potenziare la posa di pannelli solari e l'iscrizione nella Costituzione del principio dell'economia circolare - e uno originale, per cui Consiglio di Stato e maggioranza del parlamento temono effetti negativi sulla separazione dei poteri: l'"Iniziativa trasparenza e partecipazione", promossa in particolare dall'Associazione dei proprietari fondiari, mira a introdurre un controllo astratto delle norme. Ciò significa che le leggi cantonali, una volta emanate, potranno essere impugnate dinanzi al Tribunale cantonale (e non solo dinanzi al Tribunale federale) senza dover attendere un caso concreto di applicazione.
A Uri si chiede l'abolizione dell'indennità di partenza - Gli urani si esprimo tra l'altro su un'iniziativa popolare dei Giovani UDC che chiede l'abolizione dell'indennità di partenza per i membri del Consiglio di Stato che non vengono rieletti. Dal primo gennaio 2006, i "ministri" che non vengono riconfermati al termine del loro mandato ricevono un'indennità di sei mesi di salario (circa 90'000 franchi). Chi al momento della mancata rielezione ha già compiuto 62 anni non riceve nulla. Con il suo testo, la sezione giovanile dei democentristi chiede l'abolizione totale di questa indennità.
A differenza di altri Cantoni, Uri ha abolito già oltre 20 anni fa la rendita per i suoi ex "ministri". Recentemente hanno compiuto lo stesso passo i Grigioni: alla fine di novembre, con una maggioranza popolare del 65%, è stata approvata l'iniziativa promossa dall'UDC - e avversata da tutti gli altri partiti - intitolata "Basta con il paracadute dorato per i membri del Governo". La stessa domenica, il 53% dei votanti ha bocciato il controprogetto del Gran Consiglio che proponeva di limitare la rendita a tre anni dalla fine del mandato.
Dal canto suo il Gran Consiglio turgoviese alla metà di gennaio ha accolto a larga maggioranza una mozione che chiede di abolire i vitalizi per gli ex membri del Consiglio di Stato. Il governo, che ora dovrà elaborare un modifica di legge in tal senso, si è mostrato aperto alla proposta.
Due iniziative al voto in Argovia - Gli argoviesi sono chiamati a pronunciarsi su due iniziative popolari, una promossa dai Giovani UDC, l'altra dai "coetanei" del PLR. La prima mira a ridurre l'aiuto sociale, la seconda a limitare l'uso dei radar per il controllo di velocità. Per entrambi gli oggetti si profila uno scontro tra sinistra e destra.
L'iniziativa dei giovani democentristi "Deve valer la pena lavorare!" ("Arbeit muss sich lohnen!") mira a ridurre di almeno il 5% il contributo corrispondente al fabbisogno di base dei beneficiari dell'aiuto sociale dopo due anni di prestazioni. Attualmente per una persona sola al mese il contributo ammonta a 1061 franchi. Se l'iniziativa passasse, sarebbe ridotto di almeno 53,05 franchi. Secondo i dati del 2024, gli aiuti sociali nel canton Argovia riguardano l'1,6% della popolazione. La quota si è contratta per il settimo anno consecutivo.
La seconda iniziativa popolare, lanciata dai Giovani liberali radicali, riguarda un tema politico ricorrente in Argovia. Il testo intitolato "Stop alla truffa dei radar!" ("Blitzerabzocke stoppen!") chiede che gli impianti fissi per il controllo della velocità e del rispetto del semaforo rosso siano soggetti ad autorizzazione cantonale. Inoltre, per i radar semistazionari andrebbe prevista una limitazione di impiego nel tempo. Se l'obbligo di autorizzazione venisse accolto, Argovia sarebbe l'unico Cantone con una disposizione di questo tipo: tutti gli altri non limitano l'uso di impianti fissi e semifissi per il controllo della velocità e dei semafori.
A Ginevra, il salario minimo - I ginevrini si pronunciano in merito a una deroga al salario minimo: la retribuzione degli studenti durante le vacanze semestrali verrebbe ridotta del 25% a 18,44 franchi all'ora. Secondo il governo e i partiti borghesi, l'entrata in vigore del salario minimo nel cantone nel novembre 2020 ha portato a una diminuzione dei lavori estivi a partire dal 2021. Il Gran Consiglio raccomanda di approvare la modifica di legge per promuovere l'occupazione degli studenti. Sinistra e sindacati sono contrari al progetto.
Questa una carrellata degli oggetti più controversi, ma il menu di votazioni è assai più copioso: i solettesi si esprimono ad esempio sull'aumento di 15 franchi dell'assegno familiare e su un credito milionario per la costruzione di una nuova sede per la polizia cantonale. Nel cantone saranno sottoposti a votazione anche due progetti volti a ridurre leggermente gli oneri finanziari per lo Stato (poco meno di tre milioni di franchi all'anno), trasferendoli ai Comuni. I sangallesi devono dare il loro giudizio su vari temi, tra cui un progetto di sviluppo industriale contestato da Verdi e UDC per la perdita di terreni fertili; e i lucernesi su un credito per lavori stradali.




