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«Non abbiamo mai ordinato niente», una nuova truffa dello shopping online

Una coppia tornata dalle vacanze ha scoperto di aver “comandato” online abiti e mobili per migliaia di franchi. 
Lettore 20Minuten
«Non abbiamo mai ordinato niente», una nuova truffa dello shopping online
Una coppia tornata dalle vacanze ha scoperto di aver “comandato” online abiti e mobili per migliaia di franchi. 
ZURIGO - Un ritorno dalle vacanze da incubo. Una volta rientrati a casa dopo un mese in viaggio, una coppia di 30 anni che ha voluto mantenere l’anonimato, si è trovata sommersa da solleciti e minacce per abiti e mobili che avrebbero ord...

ZURIGO - Un ritorno dalle vacanze da incubo. Una volta rientrati a casa dopo un mese in viaggio, una coppia di 30 anni che ha voluto mantenere l’anonimato, si è trovata sommersa da solleciti e minacce per abiti e mobili che avrebbero ordinato senza però pagare. «Noi non abbiamo mai comprato niente», spiega la donna a 20Minuten. «Sono state ordinate sedie e tavoli e ogni sorta di cose sotto il nostro nome», dice invece il padre di famiglia.

4'000 franchi in pacchi Zalando - La coppia ha chiesto informazioni all'ufficio postale. Alcuni pacchi arrivati davanti all'abitazione pesavano fino a 14 kg. «Qualcuno deve aver intercettato i pacchi davanti a casa nostra. Non riesco quasi a immaginare che nessuno dei vicini abbia visto niente». Il truffatore ha ordinato anche su Zalando. Il valore totale degli ordini supera i 4000 franchi. «In un ordine, una borsa è stata persino rispedita indietro», ha affermato la coppia.

Le due vittime della truffa hanno trascorso più di 70 ore tra chiamate e incontri con agenzie di recupero crediti e rivenditori online. «In polizia ci è stato detto che non siamo danneggiati fintanto che non riceviamo alcuna esecuzione del debito».

La risposta della polizia - Su richiesta di 20 minuti, Lena Zurbuchen, portavoce per i media della polizia cantonale di Berna, ha commentato il caso. «Anche senza aver ricevuto un avviso da un rivenditore online, è possibile sporgere denuncia penale. Raccomandiamo alle persone colpite di contattare la polizia in modo da poter svolgere le indagini appropriate». Dopo questa dichiarazione la coppia si è recata ancora una volta, la quarta nell'arco di poche settimane, al commissariato di Thun. Solo allora è stato possibile sporgere denuncia. «Hanno detto che potevamo farlo, ma non sarebbe servito a niente».

La frode e i solleciti - A XXXLutz, un rivenditore di mobili online, la coppia è stata in grado di dimostrare che non erano stati loro a ordinare la merce. «Eravamo all'estero in quel momento». A Zalando, l'agenzia di recupero crediti ha riconosciuto il caso come frode e la procedura di sollecito è stata temporaneamente interrotta. Interpellato da 20Minuten, Zalando ha scritto: «Il nostro servizio clienti farà in modo che gli articoli nei due ordini vengano annullati e il processo di raccolta venga interrotto».

Nuove misure - La coppia però ha preso ulteriori precauzioni. All'ufficio postale, ad esempio, ora è memorizzato che i pacchi devono venire consegnati solo con una firma. «Sappiamo che i truffatori possono utilizzare anche altri servizi di consegna, come DHL o Fedex», afferma D.B. «Se si verifica un altro caso, installeremo una videocamera», hanno spiegato le due vittime della truffa.

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