Immobili
Veicoli

SVIZZERAInfezioni chirurgiche al ribasso a livello nazionale

27.09.22 - 10:31
Tranne qualche eccezione, i tassi d'infezione sono fissi o in calo per la maggior parte degli interventi considerati.
Depositphotos (PicsFive)
Infezioni chirurgiche al ribasso a livello nazionale
Tranne qualche eccezione, i tassi d'infezione sono fissi o in calo per la maggior parte degli interventi considerati.

BERNA - Ci si infetta di meno nelle cliniche e negli ospedali svizzeri, rispetto a qualche anno fa. È quanto emerge dal monitoraggio delle infezioni del sito chirurgico pubblicato oggi dall’Associazione nazionale per lo sviluppo della qualità in ospedali e cliniche (ANQ) e da Swissnoso.

Dai dati 2020/21 emerge un miglioramento della prevenzione delle infezioni prima di un intervento mediante somministrazione di antibiotici. Fanno eccezione la chirurgia rettale e i tagli cesarei, che mostrano una tendenza al rialzo.

Il rapporto si basa su quasi 574'400 operazioni svolte dal 2009. Il periodo di misurazione 2020/21 include dodici interventi chirurgici e poco meno di 40'500 pazienti di 162 ospedali e cliniche. Le infezioni, non sempre evitabili, possono avere gravi conseguenze. Il monitoraggio e l’analisi forniscono agli istituti preziose indicazioni per una prevenzione mirata.

Tendenza pluriennale: tassi d'infezione inferiori o stabili
Nel confronto pluriennale dal 2011, le infezioni del sito chirurgico risultano in calo o stabili per la maggior parte degli interventi considerati. Sono in costante diminuzione dopo appendicectomie, interventi di ernia, bypass gastrici, operazioni al colon, interventi alla colonna vertebrale con impianto, protesi primarie elettive dell’anca e interventi di chirurgia cardiaca. Sono invece in aumento dopo le operazioni rettali e i tagli cesarei.

Ultimi risultati e confronto con il periodo precedente
Rispetto a quello precedente, nel periodo di misurazione in esame (2020/21) si è constatato per la prima volta un tasso d'infezione più alto dopo le isterectomie. I tassi dopo interventi di chirurgia rettale sono calati, ma non in modo statisticamente significativo. Entrambi questi sviluppi non hanno avuto alcun influsso sulla tendenza pluriennale.

Si segnalano cambiamenti anche a livello di "gravità": le infezioni agli organi o alla cavità, considerate maggiormente rischiose, sono aumentate dopo le isterectomie e gli interventi di chirurgia cardiaca, mentre sono diminuite in modo significativo dopo le appendicectomie e i bypass gastrici.

La situazione sanitaria eccezionale dovuta alla pandemia si è ripercossa anche sul monitoraggio delle infezioni. La misurazione è stata infatti interrotta tra novembre 2020 e marzo 2021, e il numero degli interventi rilevati è stato dunque notevolmente inferiore rispetto al periodo precedente. La maggior parte delle infezioni è stata di nuovo riscontrata dopo la dimissione. Oltre il 40% dei casi ha comportato una riammissione, oltre la metà un reintervento.

Miglioramento della profilassi antibiotica
La somministrazione preventiva di antibiotici è un’importante misura per contenere il rischio d'infezione. Nelle appendicectomie, nella chirurgia rettale, nelle operazioni cardiache in generale e nei bypass aorto-coronarici, il tasso di pazienti che hanno ricevuto la profilassi antibiotica entro l’ora che precede l’intervento è aumentato, mentre è calato nella chirurgia della colonna vertebrale con impianto. Si constatano inoltre una diminuzione prima, ma un aumento dopo i tagli cesarei. Nonostante i progressi, resta ancora un potenziale margine di ottimizzazione in materia di profilassi antibiotica.

La qualità del monitoraggio è decisiva per la rappresentatività dell’analisi e per l’individuazione d’infezione. Per questa ragione, dal 2012 l’osservazione è effettuata sul posto. Dopo la prima verifica, la qualità del monitoraggio in seno agli ospedali e alle cliniche è migliorata significativamente, e da allora è rimasta stabile. Al momento, è in corso il quarto giro di validazioni.

 

COMMENTI
 
NOTIZIE PIÙ LETTE