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Patrick Mathys, capo della Sezione gestione delle crisi e collaborazione internazionale dell’UFSP
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14.01.2021 - 15:310
Aggiornamento : 16:14

Variante inglese: «I casi raddoppiano ogni settimana»

Gli esperti della Confederazione commentano le decisioni comunicate ieri dal Consiglio federale.

C'è soddisfazione per le misure prese, ma anche preoccupazione in vista dei prossimi mesi.

BERNA - Il giorno dopo la conferenza stampa del Consiglio federale, indetta per presentare i nuovi provvedimenti validi fino alla fine di febbraio, a prendere la parola da Palazzo federale per fare un punto della situazione sono esperti della Confederazione.

Variante sempre più presente - Dopo aver brevemente commentato l'evoluzione dei contagi in Svizzera, con tasso di riproduzione del virus e numero di ricoveri che sono in leggero calo, Patrick Mathys (capo della Sezione gestione delle crisi e collaborazione internazionale dell’UFSP) ha annunciato che attualmente in Svizzera sono stati registrati 120 casi di mutazioni della malattia. Per la maggior parte si tratta delle varianti britanniche e sudafricane, ma ci sono anche 34 mutazioni che non è ancora stato possibile definire.

Economia sotto pressione - Monika Bütler, vicepresidente della task force scientifica nazionale COVID-19, ha poi preso la parola e parlato della campagna di vaccinazione e di come la situazione epidemiologica sia «un pesante fardello per l'economia». « L'eccessiva mortalità porta a costi elevati», ha sottolineato. Gli economisti della task force prevedono che la performance economica della Svizzera diminuirà drasticamente nei prossimi mesi. Chiusure e restrizioni portano infatti al fallimento molte attività commerciali, ha affermato Bütler. «Ma i provvedimenti che mantengono basso il numero di contagi, sul lungo termine, sono comunque positivi per l'economia».

Giusto agire ora - Martin Ackermann, presidente della task force, ha parlato nel dettaglio della variante britannica. Secondo le informazioni a disposizione, la variante B.1.1.7 viene confermata come più contagiosa. La proporzione di questa variante sta inoltre crescendo in modo esponenziale, raddoppia ogni settimana. «La proporzione della variante britannica al momento non è evidente, ma si prevede che si diffonderà sempre più nei mesi di febbraio e marzo. Ecco perché ora si dovevano attuare le necessarie misure». «Ridurre al minimo i contatti e la mobilità rimane una priorità», ha concluso Ackermann.

I cantoni pigiano sull'acceleratore - Erik Jakob, capo della direzione per la promozione della piazza economica ha parlato degli aiuti per i casi di rigore. Due terzi dei Cantoni sono pronti a pagare la prima indennità già a gennaio. «I cantoni stanno pigiando sull'acceleratore», ha detto Jakob.

66'000 vaccinazioni - Nora Kronig (vicedirettrice della Divisione affari internazionali dell’UFSP) ha fatto un primo bilancio della campagna di vaccinazione nel nostro Paese. Al momento sono state somministrate 66mila dosi (Pfizer/BioNTech), mentre ieri sono giunte in Svizzera 200mila dosi del preparato di Moderna.

La disoccupazione aumenterà - Durante le domande dei giornalisti, Monika Bütler ha affermato che ci sarà di nuovo più lavoro a tempo ridotto e probabilmente aumenterà anche la disoccupazione. L'andamento economico nel nostro Paese dipenderà in larga misura dalla velocità con cui si riuscirà a vaccinare le persone.

Mutazioni e mascherine - Patrick Mathys ha invece risposto a una domanda sulla protezione garantita dalle mascherine FFP2. Finora non ci sono conferme che offrano una migliore protezione per la popolazione nei confronti delle mutazioni del virus. «Per le persone che già trovano scomodo indossare una maschera, passare alle maschere FFP2 è un grande cambiamento», ha aggiunto.

Fiori sì, libri no - Il Consiglio federale ha deciso che i negozi di fiori possono rimanere aperti, le librerie no. «Da un punto di vista epidemiologico, non ci sono dati per spiegare questa decisione perché non è possibile distinguere i contagi che avvengono dal fiorista o nelle librerie. Ma non tutte le decisioni vengono prese sulla base dei dati», ha detto Mathys. «È un compromesso deciso dal Governo», ha aggiunto Mike Schüpbach.

Telelavoro: nessuna multa - Sull'obbligo di telelavoro, Jakob ha detto che i datori sono obbligati a implementarlo, ma hanno margine di manovra. «A marzo si era visto che il 50% dei posti di lavoro poteva essere trasferito a casa. Il controllo a volte è difficile, lo stesso vale per la regola delle cinque persone». Al momento non sono previste multe.

Le persone infette possono vaccinarsi? - Infine è stato precisato che le persone che presentano sintomi non dovrebbero recarsi a farsi vaccinare, ma dovrebbero prima aspettare di guarire. Per quanto riguarda le persone che non sanno di essere positive, non c'è comunque a priori alcun rischio nell'effettuare la vaccinazione. Sulla durata dell'efficacia del vaccino, al momento non è possibile dare una risposta.

Partecipano alla conferenza stampa Erik Jakob (capo della Direzione per la promozione della piazza economica della SECO), Patrick Mathys (capo della Sezione gestione delle crisi e collaborazione internazionale dell’UFSP), Martin Walker (vicedirettore della Divisione Politica della spesa pubblica), Martin Ackermann (presidente della task force nazionale Covid-19), Monika Bütler (vice presidente della task force nazionale Covid-19), Mike Schüpbach (vicedirettore della sezione Area legale dell’UFSP) e Nora Kronig (vicedirettrice della Divisione affari internazionali dell’UFSP).

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