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I RACCONTI DELLA F1

Ferrari, scosse e sospiri prima del 2026

Formula 1 tra poltrone che cambiano, silenzi strategici e un certo Lewis con l’esame finale già sul banco
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Ferrari, scosse e sospiri prima del 2026
Formula 1 tra poltrone che cambiano, silenzi strategici e un certo Lewis con l’esame finale già sul banco
Venerdì sarà presentata la nuova Ferrari. Monoposto ambiziosa e, per qualcuno, rischiosa.
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MARANELLO - Oggi ne "I Racconti della F1" i protagonisti non sorpassano: viaggiano affiancati, sulla stessa strada che porta dritta al 2026. A pochi giorni dalla presentazione della nuova Ferrari, a Maranello qualcuno ha deciso di dare una mescolata al mazzo. Riccardo Adami saluta il muretto e passa alla Ferrari Driver Academy e al ruolo di Test Previous Cars Manager. Il nome del sostituto? Mistero fitto, come la nebbia a Fiorano all’alba.

Lo spostamento di Adami arriva dopo quello – ben più chirurgico nei tempi – di Silvia Hoffer Frangipane, storica responsabile della comunicazione F1, ora chiamata a un ruolo strategico nel Corporate Communications. Qui l’orologio ha segnato l’ora giusta, là un po’ meno. Risultato? Il mondo Ferrari si scompiglia, ma l’amore per la Rossa resta fede pura: al primo rombo del 2026, il bagno di folla è già prenotato.

E poi c’è lui. Lewis Hamilton. Viene quasi da canticchiare Venditti: non “Notte”, ma notti prima degli esami. Il 2026 è l’anno che pesa più di tutti. I sette titoli mondiali sono lì, intoccabili, ma qualche scivolone comunicativo nel 2025 ha acceso i riflettori. E quando il faro si accende, non perdona.

Sono sempre dalla parte dei piloti, soprattutto dei supereroi. Ma la parabola degli atleti straordinari, prima o poi, conosce la discesa. È fisiologia, non blasfemia. In griglia oggi ci sono ragazzi con metà dei suoi anni, e il confronto su energia, fame e riflessi è impietoso. Succede ovunque: ciclismo, calcio, sci. Il tempo non chiede permesso.

La domanda allora è una sola: quanto ha pesato l’ultima stagione sul Lewis tecnico e sul Lewis leader? La risposta è lì, davanti agli occhi di tutti, anche se fa male ammetterlo. Il mio augurio, da romantico della F1, è che Hamilton riesca ancora ad accendere l’entusiasmo, a zittire chi ha già il dito sul grilletto. Perché se dovesse andare male anche quest’anno, il saluto sarebbe inevitabile e il mercato piloti diventerebbe un flipper impazzito.

Nel frattempo, occhi puntati su Ferrari e su Lewis e piede giù sul gas, sempre e comunque, senza paura. Qui non si molla un centimetro.

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