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MOTOGP
19.08.2021 - 12:270
Aggiornamento : 23:17

Talentuoso, bravo ragazzo ma con una fragilità emotiva e mentale imbarazzanti: ecco a voi Viñales

Maverick Viñales, eccessi e limiti di un fuoriclasse che non è un pilota da Mondiale

Firma con l’Aprilia dopo le liti con Yamaha, ma lo spagnolo non trova pace.

di Redazione

NOALE - dal nostro corrispondente, Leonardo Villanova

Si può lasciare la Casa che guida il Mondiale per quella che dal suo sbarco in MotoGP non ha ottenuto neppure un podio? Si può rompere un contratto di 8 milioni di euro con Yamaha e firmare per 2 con Aprilia? No. O sì, se ti chiami Maverick Viñales, hai un talento enorme e sei un bravo ragazzo, ma hai una fragilità emotiva e mentale imbarazzanti. Limiti importanti che ora ne definiranno, in negativo, la carriera.

Il caso-Viñales ha agitato il doppio weekend austriaco, con la sospensione da parte della Yamaha dopo che nel finale del GP di Austria-1, frustrato per avere pregiudicato l’ennesima gara spegnendo il motore al via, lo spagnolo aveva cercato di romperlo con una serie di fuorigiri. Come con i replay nel calcio però, le moto non sfuggono all’analisi impietosa dei dati. In più, quando in Yamaha si sono anche sentiti riferire che Maverick aveva raccontato in giro il proprio gesto, non ci hanno pensato due volte a fermarlo. Per una gara, intanto, ma potrebbe essere per sempre.

Ha chiesto scusa davanti alle tv, “Top Gun”, ma non ai vertici, poi in pista è andato a tifare piloti concorrenti, pregiudicando ulteriormente la propria posizione. E di fronte a questi comportamenti, è inevitabile rivolgere lo sguardo a chi Maverick lo gestisce o lo frequenta. La nascita della figlia sembrava avergli dato la tranquillità mai avuta. Invece, dopo la vittoria in Qatar, ecco tornare a galla i vecchi limiti, le lamentele, il perdere la strada, “ammazzato” sportivamente dai risultati del neo compagno Fabio Quartararo.

Due inverni fa Viñales aveva trovato l’accordo con la Ducati per il 2021 e 2022. Poi però, convinto dal padre e senza che Lin Jarvis, managing director Yamaha, ne sapesse nulla, era volato in Giappone a negoziare coi vertici giapponesi il rinnovo, lasciando di sasso Borgo Panigale. Un’altra stagione di alti (pochi) e bassi (tanti), poi a fine 2020 ecco pure il benservito al manager storico, Paco Gomez, per passare con quel Giovanni Balestra che, sentitosi dire di rompere con Yamaha (dopo la Germania), non è riuscito a fargli capire come la scelta fosse economicamente e tecnicamente illogica. Di sicuro, firmando con lo spagnolo l'Aprilia trova quel top rider che cercava inutilmente. E magari con lui centrerà risultati mai raggiunti. Ma Maverick ha fatto capire inequivocabilmente che non è un pilota da Mondiale.

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