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Mottis e la prima da presidente: «L'obiettivo? Riacquistare fiducia e credibilità»

Nella partita di stasera contro il Losanna si apre una nuova epoca per il club leventinese. Abbiamo sentito il suo nuovo "uomo forte": «Sono qui anche per un senso di responsabilità e di riconoscenza nei confronti di tutti coloro che hanno contribuito alla storia dell'Ambrì».
Ti-Press
Mottis e la prima da presidente: «L'obiettivo? Riacquistare fiducia e credibilità»
Nella partita di stasera contro il Losanna si apre una nuova epoca per il club leventinese. Abbiamo sentito il suo nuovo "uomo forte": «Sono qui anche per un senso di responsabilità e di riconoscenza nei confronti di tutti coloro che hanno contribuito alla storia dell'Ambrì».
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AMBRÌ - Quella di stasera alla Gottardo Arena contro il Losanna sarà una partita speciale per l'Ambrì-Piotta. Una partita che chiude (di fatto) un'epoca. Dopo 17 anni e ben 960 partite a capo del sodalizio leventinese non vi sarà infatti più Filippo Lombardi. Al suo posto, lo scorso 8 febbraio, l'Assemblea straordinaria del club ha infatti scelto Davide Mottis come suo successore con il 57enne che questa sera festeggia ufficialmente la sua prima da presidente. «Emozionato? Sinceramente - ammette Mottis al telefono - non avevo nemmeno riflettuto su questo fatto. Non che non sia importante. Ma essendo un po' preso nel turbinio di attività con il nuovo CdA non ho realizzato. Quella di stasera è comunque una data importante».

Cosa cambierà tra la presidenza di Lombardi e quella di Mottis?
«Filippo e io siamo due persone caratterialmente molto differenti. Entrambi abbiamo una gran passione per l'Ambrì, ma io non sarò un presidente alla Lombardi. Non sarò presente come lui a ogni evento. Sarò però sempre accanto alla società, alla squadra e ai tifosi. Ma in maniera un po' più discreta. E questa non è una critica al suo modo di essere presidente, ma solamente un modo per far capire che siamo differenti».

Durante la pausa olimpica ha visto la squadra? Quali le sensazioni per il finale di stagione?
«Sì, durante la pausa sono andato a presentare me e i miei nuovi colleghi del Consiglio d'Amministrazione. Ho parlato brevemente alla squadra. Ho parlato allo staff tecnico e con Lars Weibel. C'è la consapevolezza di quanto questo momento della stagione sia importante. L'obiettivo resta naturalmente quello di salvarsi il prima possibile. Detto questo è stato un approccio nello spirito della mia presidenza, molto discreto e delicato, lasciando i discorsi tecnici e motivazionali allo staff tecnico e al DS».

L'obiettivo è salvarsi? O c'è una piccola speranza di raggiungere ancora i play-in?
«Fintanto che la matematica non ci condanna noi ci crediamo. I giocatori, e l'ho percepito, giocheranno per quell'obiettivo. Però è chiaro che l'obiettivo minimo è quello di salvarsi il prima possibile».

E l'obiettivo a lungo termine, suo e del nuovo CdA, qual è?
«A lungo termine vogliamo ristabilire una solidità e una tranquillità finanziaria della società. Professionalizzare e modernizzare maggiormente la gestione e dare un segnale verso l'esterno della volontà di lavorare per il futuro. Riacquistando un po' quella serenità e quella fiducia che negli ultimi mesi era andata persa. Anche nei rapporti con la curva e gli svizzeri tedeschi. In questo senso, la settimana scorsa il CdA ha incontrato tutto il personale, facendo chiarezza su quelli che sono i nostri obiettivi e su quello che ci aspettiamo da tutti i collaboratori. Perché in questo momento un po' delicato è fondamentale che si lavori uniti per migliorare e recuperare un po' il terreno perso».

Lei è stato vice-presidente sotto Gian Paolo Grassi dal 2002 al 2009, cosa l'ha convinta a tornare?
«Prima di tutto una grande passione per questo club e per i suoi valori. Poi certamente la nuova squadra che andrà a comporre il Consiglio d'Amministrazione. E non da ultimo, senza voler assurgere a un ruolo che non è il mio, c'è stato una sorta di senso di responsabilità e di riconoscenza nei confronti di tutti coloro che hanno contribuito alla storia dell'Ambrì in questi 89 anni. Ho capito che questo era un momento delicato. E se si può fare qualcosa, bisognava farlo per aiutare questa realtà e questa società ad avere un futuro. Ma questo, ripeto, sarà possibile solo se saremo tutti uniti: all'interno del CdA, dello staff, ma anche e soprattutto con i sostenitori e i tifosi. È quindi un senso di riconoscenza con tutte queste persone che hanno già dato molto e che ora sono pronte a rimettersi in gioco per uscire da questo momento difficile e rilanciarci».

Weibel fino a maggio è sotto contratto con la Nazionale, ma nel contempo deve pure costruire l'Ambrì della prossima stagione. Il prossimo anno sarà dunque un anno di transizione?
«Lars Weibel è ancora alle dipendenze della Federazione, ma come disse lui stesso "dopo le 10 di sera" è a disposizione. E questo lo posso confermare. Perché le volte che ci siamo parlati o ci siamo sentiti era alla sera tardi. Senza togliere nulla alla Federazione, lui sta già pianificando il futuro dell'Ambrì. Ha un suo progetto che verrà spiegato nel dettaglio appena entrerà ufficialmente in carica. È chiaro che la prossima stagione sarà un anno di ricostruzione. Ma questo non vuol dire rassegnazione sportiva o mancate ambizioni. Lui ha delle ambizioni e ce le ha espresse. Sta lavorando in questa direzione. Ci vorrà pazienza per ricostruire, ma c'è un progetto ben delineato. Io sono fiducioso e tranquillo che quando entrerà in carica ufficialmente inizierà subito a cento all'ora».

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