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Italia (e le altre big), al Mondiale va chi lo merita

«In Nord America qualche big è destinata a fallire, lo dice la storia»
Italia (e le altre big), al Mondiale va chi lo merita
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Italia (e le altre big), al Mondiale va chi lo merita
«In Nord America qualche big è destinata a fallire, lo dice la storia»
Arno Rossini: «Il Marocco mi ha fatto un’ottima impressione. Già quattro anni fa è arrivato vicino alla finale. Ora sembra poter salire un ulteriore gradino».
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INGLEWOOD - Alcune selezioni hanno deluso, altre hanno rispettato le aspettative. Poi ci sono stati gli arbitri che non hanno ascoltato il VAR e quelli che hanno deciso di… non decidere prima dell’intervento del supporto tecnologico. Altro? Biglietti con prezzi alle stelle e stadi (a volte) semivuoti, responsabili del food&beverage che hanno scelto di spennare i tifosi e anche gli odiatissimi (dai giocatori, non dagli sponsor o dalla FIFA, che ne hanno fatto un business) hydration break, che poco c’entrano con il calcio. Tenendo conto di tutto ciò, in poco più di una settimana, cosa si può dire del Mondiale nordamericano?

«Temevo fosse più noioso, almeno nella prima parte, invece devo ammettere che tutto sommato mi sono divertito - è intervenuto Arno Rossini - Certo, non tutte le partite sono state emozionanti e le prestazioni non eccelse di qualche selezione europea hanno un po’ abbassato il livello; in generale però si è visto un bel calcio. E alcune nazionali hanno mostrato identità precise. Forti. Come il Giappone per esempio. Le squadre che non hanno grandi qualità tecniche, poi, sono almeno state molto accorte tatticamente. E in questo caso penso a Capo Verde».

Quella che ha fatto l’impressione migliore?
«Puntare una big è troppo facile. Se devo indicarne una, dico il Marocco. Già quattro anni fa i Leoni dell’Atlante sono arrivati vicini alla finale. Ora sembrano essere riusciti a trovare la giusta mentalità, quella che può permettere loro di salire un ulteriore gradino». 

La latitanza di qualche big continuerà?
«Qualche nobile è destinata a fallire, lo dice la storia. In generale però, credo che tante di quelle partite con il piede sbagliato riusciranno, con il passare dei giorni, a prendere le misure ad avversarie e torneo». 

A proposito di big e piccole, nei giorni scorsi Alessandro “Spillo” Altobelli ha avanzato una proposta interessante: pensare a delle wild card per le grandi che non si qualificano. L’ex bomber parlava ovviamente della sua Italia, il discorso potrebbe però allargarsi a tutte le migliori del ranking FIFA. Qualora vivessero un periodo di difficoltà…
«Come nel tennis? No, diciamo che un sistema del genere nel calcio non lo vedo proprio. Parlando di questo Mondiale, che l’Italia non sia presente per me, ma credo per tutti i tifosi, è un dispiacere enorme. Una wild card non gliel’avrei in ogni caso data. Proprio no. E lo stesso discorso vale per chiunque, in futuro, mancherà l’appuntamento. Le qualificazioni possono non piacere ma sicuramente sono democratiche: va avanti chi fa meglio. Il pallone deve essere il più trasparente possibile: immaginate quante polemiche genererebbe il ripescaggio di una selezione piuttosto che di un’altra? Andiamo avanti così: alla Coppa del mondo partecipa solo chi si guadagna sul campo il diritto di esserci».

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