Calafiori sicuro: «Sulla carta noi superiori»

«Se ci arriveremo, negli Stati Uniti potrà poi succedere di tutto»
Il difensore spinge l’Italia.
«Se ci arriveremo, negli Stati Uniti potrà poi succedere di tutto»
Il difensore spinge l’Italia.
FIRENZE - Il suo presente ricco di soddisfazioni all’Arsenal, con il quale sogna il successo in Premier League e quello in Champions League, e il suo passato difficile alla Roma e al Genoa. Il tutto, però, spolverato di quell’azzurro che vestirà tra qualche giorno, per gli spareggi mondiali. A Sportweek Riccardo Calafiori ha voluto raccontare la sua carriera e, soprattutto, sottolineare il suo sogno-Mondiale. Lui che è uno dei difensori più forti della nazionale di Rino Gattuso, una di quelle colonne sulle quali l’Italia spera di costruire la sua qualificazione alla Coppa del Mondo della prossima estate.
Il 23enne non si è nascosto parlando della sfida all’Irlanda del Nord e a quella, eventuale, contro Bosnia o Galles. «Non vedo l'ora di essere a Coverciano con i compagni - ha spiegato il calciatore romano - Le sensazioni sono positive: c'è un'immensa voglia di andare al Mondiale. E, se giochiamo come sappiamo, ci andiamo. Sulla carta siamo superiori, bisogna credere nei nostri mezzi. La nostra storica ci insegna che, se riusciamo a fare gruppo, ce la giochiamo con chiunque. Se ci arriveremo, negli Stati Uniti potrà poi succedere di tutto».
E la carriera? «L’Arsenal è l’Arsenal e ci sto bene. In Serie A, invece… A Roma ho probabilmente deluso Mourinho e, quando sono tornato dal prestito al Genoa, ho appreso da un sms che ero fuori rosa. Anche al Genoa è stata dura: con Blessin il feeling non è mai scattato, tanto che anche a distanza di anni, non ho sensazioni positive su di lui». Diverso il discorso con il Bologna. «Mi sono trovato subito con Thiago Motta, che con Spalletti e Arteta mi ha cambiato la vita».








