Le agenzie di intelligence cercano segnali da parte di Mojtaba Khamenei

Il Ministero della Difesa britannico critica gli attacchi iraniani definendoli «una minaccia per gli interessi britannici»
Al termine di una giornata di forti tensioni, scandita dalle dure parole che Donald Trump ha rivolto alla Nato in risposta al mancato sostegno su Hormuz, ieri il presidente degli Stati Uniti ha infine "scaricato" sugli alleati la responsabilità di difesa dello Stretto che fa da porta al Golfo persico - «sia pattugliato da chi lo usa» - e ha annunciato che Washington sta valutando un ridimensionamento dell'operazione in corso in Iran. «Siamo ormai molto vicini al raggiungimento dei nostri obiettivi e valutiamo di ridimensionare i nostri ingenti sforzi militari in Medio Oriente», ha scritto su Truth.
Iran: «Colpite basi negli Emirati e in Kuwait»
L’Iran afferma di aver colpito con missili balistici e droni le basi di Al-Minhad negli Emirati Arabi Uniti e Ali Al Salem in Kuwait, distruggendo hangar e serbatoi di carburante. Secondo l’emittente statale IRIB, le strutture ospitavano “aerei americano-sionisti” impiegati in operazioni contro il territorio iraniano. Le dichiarazioni non sono verificabili in modo indipendente e non ci sono commenti da parte di Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.
L'operazione in Iran? «Praticamente conclusa»
Lo speaker della Camera statunitense, Mike Johnson, afferma che l’operazione militare è quasi conclusa e che gli obiettivi principali — eliminare i missili balistici, le capacità produttive e neutralizzare la marina — sono stati raggiunti. Johnson ammette che la minaccia dell’Iran nello Stretto di Hormuz sta rallentando la situazione, anche per il limitato sostegno degli alleati, ma si dice fiducioso: «Appena tornerà la calma, sarà praticamente conclusa».
Quasi 21mila feriti dall'inizio della guerra
Il Ministero della Salute iraniano, citato da Al Jazeera, riferisce che dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran almeno 20.984 persone sono rimaste ferite; sette ospedali sono stati evacuati e 36 ambulanze danneggiate.
Attacchi contro un deposito di missili, morti «un gran numero» di soldati iraniani
Le Forze israeliane di difesa (IDF) hanno pubblicato sui social le immagini di una serie di attacchi aerei contro un'infrastruttura di stoccaggio di missili balistici nella parte occidentale dell'Iran. Il blitz avrebbe provocato la morte di un gran numero di militari iraniani. Non è stata indicata la data dei raid.
תיעוד מיוחד משמי איראן: חמש תקיפות שונות תוך שניות לעבר אתר אחסון טילים בו חוסלו מספר רב של חיילי מערך הטילים
— צבא ההגנה לישראל (@idfonline) March 21, 2026
לאורך מבצע "שאגת הארי", חיל האוויר תוקף ללא הפסקה את מערכי האש של משטר הטרור האיראני, בדגש על מערך הטילים הבליסטיים בכל רחבי איראן.
בתיעוד שמתפרסם כעת, חיל האוויר… pic.twitter.com/QlIrXywsuJ
Nuovi missili contro Israele
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver rilevato una nuova ondata di missili lanciati dall'Iran. Non è ancora chiaro quanti di essi siano stati intercettati dai sistemi di difesa aerea.
IMAGO / ZUMA Press WireDov'è Khamenei?
Le agenzie di intelligence di Stati Uniti e Israele stanno cercando prove del ruolo effettivo di Mojtaba Khamenei, dichiarato nuovo leader supremo dell’Iran ma mai apparso in pubblico dopo la morte del padre. Lo riferisce il sito di informazione Axios. L’assenza di un messaggio video per il Nowruz e la diffusione di un solo comunicato scritto alimentano dubbi sulla sua autorità. Funzionari americani e israeliani ammettono di non avere prove che stia realmente guidando il Paese, definendo la situazione anomala.
Colpita fabbrica di missili a Teheran
Israele avrebbe «significativamente ridotto» la produzione di missili balistici in una fabbrica di Teheran, grazie ai raid della scorsa notte che hanno colpito «decine» di obiettivi» Tra le strutture colpite figuravano un deposito di componenti, un impianto di carburante per missili e un sito di produzione.
«Riprese le forniture di gas dall'Iran» - Le forniture di gas iraniano all'Iraq sono riprese a un ritmo lento, di cinque milioni di metri cubi al giorno, indica il ministero dell'elettricità iracheno secondo quanto riportato sul sito dell'agenzia di stampa britannica Reuters.
I flussi erano stati interrotti dopo l'attacco israeliano al principale giacimento di gas iraniano, South Pars, avvenuto mercoledì. Gli attuali cinque milioni di metri cubi rappresentano solo una frazione dei 50 milioni di metri cubi previsti dal contratto.
Funzionari iracheni affermano che i volumi aumenteranno gradualmente, ma non hanno fornito né una tempistica né dettagli sui danni subiti dagli impianti del gas iraniani. (fonte ats)
Indebolita la capacità offensiva dell'Iran su Hormuz - L'esercito statunitense ha indicato che la capacità dell'Iran di minacciare lo Stretto di Hormuz è stata «indebolita» dal bombardamento, avvenuto questa settimana, di una struttura sotterranea dove erano stoccati missili da crociera e altre armi. «Non solo abbiamo distrutto la struttura, ma anche siti di supporto ai servizi segreti e ripetitori radar missilistici utilizzati per monitorare i movimenti delle navi», ha affermato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del comando militare statunitense per il Medio Oriente (Centcom), in un videomessaggio pubblicato sulla rete sociale X. «Di conseguenza, la capacità dell'Iran di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e nelle aree circostanti è stata indebolita e non smetteremo di perseguire questi obiettivi». (fonte ats)
Ora sono 22 i paesi pronti ad impegnarsi per Hormuz - Salgono a 22 i paesi pronti a impegnarsi per la sicurezza dello Stretto di Hormuz dopo una tregua nella guerra scatenata tre settimane fa dagli attacchi israelo-statunitensi all'Iran.
Lo si evince dal sito del governo britannico dove si legge che altri 16 paesi hanno aderito alla dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone. "In seguito alla pubblicazione, Canada, Repubblica di Corea del Sud, Nuova Zelanda, Danimarca, Lettonia, Slovenia, Estonia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Romania, Bahrein, Lituania, Australia ed Emirati Arabi Uniti" hanno aderito all'iniziativa. (fonte ats)
afpMissili su Diego Garcia: «Minaccia agli interessi britannici» - Il Ministero della Difesa britannico ha criticato gli attacchi iraniani definendoli «una minaccia per gli interessi britannici» dopo le notizie relative al lancio di due missili balistici contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia. Lo riporta SkyNews citando il portavoce del Ministero: «Gli attacchi sconsiderati dell'Iran, che si abbattono su tutta la regione e tengono in ostaggio lo Stretto di Hormuz, rappresentano una minaccia per gli interessi britannici e per gli alleati della Gran Bretagna.»
«I jet della Raf e altri mezzi militari britannici continuano a difendere il nostro personale e le nostre truppe nella regione», ha proseguito la Difesa Gb sottolineando che «questo governo ha concesso agli Stati Uniti il permesso di utilizzare le basi britanniche per operazioni difensive specifiche e limitate.» Secondo quanto appreso da Sky News, i missili sono stati lanciati contro Diego Garcia prima dell'aggiornamento fornito ieri dal governo britannico sull'utilizzo delle sue basi da parte degli Stati Uniti. (fonte ats)
L'Iraq blocca la produzione di petrolio in concessioni straniere - L'Iraq ha dichiarato lo stato di forza maggiore su tutti i giacimenti petroliferi sviluppati da compagnie petrolifere straniere, ordinando la chiusura totale della produzione nelle aree di concessione interessate, senza alcun risarcimento previsto dai termini contrattuali. Lo scrive Reuters, citando tre funzionari del settore energetico. «La navigazione attraverso lo Stretto è stata gravemente compromessa da un'attività militare senza precedenti», recita una lettera del ministero del petrolio in una lettera datata 17 marzo e visionata da Reuters. (fonte ats)
Usa e Israele attaccano l'impianto nucleare di Natanz - Gli Stati Uniti e Israele hanno colpito l'impianto nucleare iraniano di Natanz, ha dichiarato l'organizzazione per l'energia atomica della Repubblica islamica. «A seguito dei criminali attacchi perpetrati dagli Stati Uniti e dal regime sionista usurpatore contro il nostro Paese, il complesso di arricchimento di Natanz è stato preso di mira questa mattina», ha affermato l'organizzazione in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Tasnim, aggiungendo che «non è stata segnalata alcuna perdita di materiale radioattivo» nella zona dell'Iran centrale. (fonte ats)
Operazione terrestre Idf nel sud del Libano: «Uccisi 4 terroristi» - L'Idf ha comunicato di essersi scontrato con Hezbollah nel sud del Libano, uccidendo quattro persone. Lo si legge su Telegram. «Durante un'operazione di terra mirata nel Libano meridionale, le truppe della 91esima Divisione hanno identificato diversi terroristi armati di Hezbollah. Le truppe hanno eliminato un terrorista in uno scontro a terra. Inoltre, hanno diretto un aereo dell'Aeronautica Militare Israeliana che ha colpito diversi altri terroristi che avevano aperto il fuoco contro truppe Idf. Successivamente, le truppe hanno eliminato altri tre terroristi con il fuoco dei carri armati». Non sono stati segnalati feriti tra le truppe Idf. Nello stesso comunicato si specifica che inoltre, l'Aeronautica Militare Israeliana, agendo su informazioni di intelligence Idf, ha colpito diverse sedi di Hezbollah a Beirut. (fonte ats)
Teheran conferma l'attacco all'isola Diego Garcia - Teheran conferma di aver lanciato due missili balistici contro la base congiunta anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, a 3.810 chilometri dall'Iran: lo scrive Mehr. «Questo lancio rappresenta un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti», sottolinea l'agenzia. Il fatto che l'Iran abbia preso di mira l'isola suggerisce che i suoi missili abbiano una gittata maggiore rispetto a quanto stimato. Il mese scorso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato che Teheran aveva deliberatamente limitato la gittata dei propri missili a 2.000 km. (fonte ats)
«Iran testa del terrorismo mondiale, lo stiamo vincendo» - «L'Iran rappresenta la testa del serpente del terrorismo globale e, grazie all'operazione Epic Fury del presidente Trump, stiamo vincendo questa battaglia cruciale a un ritmo persino più rapido del previsto». Lo scrive sui social media il segretario al Tesoro americano annunciando il via libera, temporaneo, alla vendita di petrolio iraniano già in navigazione. «In risposta agli attacchi terroristici dell'Iran contro le infrastrutture energetiche globali, l'amministrazione Trump continuerà a dispiegare la potenza economica e militare dell'America per massimizzare il flusso di energia verso il mondo, rafforzare l'offerta globale e adoperarsi per garantire la stabilità del mercato», ha sottolineato Bessent.
L'Iran lancia due missili contro l'isola Diego Garcia - L'Iran ha lanciato due missili balistici a raggio intermedio contro Diego Garcia, ma non ha colpito la base militare americano-britannica che sorge sull'isola nell'Oceano Indiano. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando diverse fonti ufficiali statunitensi. Uno dei missili ha avuto un malfunzionamento durante il volo, mentre una nave da guerra americana ha lanciato un intercettore SM-3 contro l'altro, ha precisato il quotidiano. Non è chiaro quando sia avvenuto l'attacco. (fonte ats)
United Airlines taglia i voli: «Carburante schizzato alle stelle per la guerra» - La compagnia americana United Airlines ha annunciato una riduzione della propria capacità di volo a causa dell'impennata dei costi del carburante per la guerra contro l'Iran. Nelle ultime tre settimane, i prezzi del greggio sono schizzati a circa 100 dollari al barile e secondo Scott Kirby, amministratore delegato di United «il prezzo del petrolio raggiungerà i 175 dollari al barile e non scenderà a 100 dollari al barile prima della fine del 2027». Se i prezzi dovessero mantenersi ai livelli attuali, il conto del carburante per United lieviterebbe di ulteriori 11 miliardi di dollari quest'anno, ha dichiarato Kirby in una nota ai dipendenti. Di conseguenza, la compagnia aerea ha deciso che taglierà i voli sulle rotte che non risultano più redditizie agli attuali prezzi del carburante. (fonte ats)
afp«Valuto un ridimensionamento dell'operazione in Iran» - Donald Trump ha scritto in un lungo post su Truth che gli Stati Uniti sono vicini agli obiettivi della guerra in Iran e quindi stanno valutando un «ridimensionamento» dell'operazione militare. «Siamo ormai molto vicini al raggiungimento dei nostri obiettivi e valutiamo di ridimensionare i nostri ingenti sforzi militari in Medio Oriente nei confronti del regime terroristico dell'Iran», ha sottolineato Trump che ha poi elencato i suddetti obiettivi.
«(1) Degradarne completamente le capacità missilistiche, i sistemi di lancio e tutto ciò che vi è correlato. (2) Distruggere l'industria della difesa iraniana. (3) Eliminare la loro Marina e la loro Aeronautica, inclusi i sistemi d'arma antiaerei. (4) Non consentire mai all'Iran di avvicinarsi, neppure lontanamente, al possesso di capacità nucleari e mantenere costantemente gli Stati Uniti in una posizione tale da poter reagire in modo rapido e incisivo a una simile eventualità, qualora dovesse verificarsi. (5) Proteggere, ai massimi livelli, i nostri alleati mediorientali, tra cui Israele, l'Arabia Saudita, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, il Kuwait e altri ancora». (fonte ats)



