Banksy, l'artista che voleva rimanere anonimo

Una carriera fatta di opere tanto iconiche quanto provocatorie riesce a dividere anche nel suo smascheramento. Fra chi non vedeva l'ora di sapere chi fosse e chi, invece, pensa che sia stata una violenza.
«La vera arte non ha bisogno di proclami e si compie in silenzio» disse Marcel Proust, elogiando la capacità di certi artisti di esprimersi unicamente con le proprie opere, mettendo a tacere l’umana voglia di notorietà e fama. Banksy, lo street artist più famoso al mondo, ha fatto dell’anonimato la sua cifra stilistica, affidando il proprio pensiero ai graffiti disseminati in giro per il mondo, senza reclamare per sé stesso le luci della ribalta.
C’è voluta l’agenzia di stampa Reuters per mettere fine a tutto ciò, svelando, dopo un’accurata indagine giornalistica, la presunta identità dell’artista che al secolo si chiamerebbe Robin Gunnigham, nome poi cambiato in David Jones, e sarebbe nato a Bristol nel 1973.
Imago/ZumaL'opera sul muro di una casa ucraina che avrebbe “incastrato” BanksyIl murale “galeotto“ in Ucraina
Il principale filone d’indagine trae spunto dall’opera di Banksy, raffigurante un uomo con la barba che si lava la schiena dentro ad una vasca da bagno, realizzata, nel 2022, nel muro di una casa semidistrutta della città ucraina di Horenka. Dei testimoni oculari hanno raccontato di aver visto tre persone impegnate nella realizzazione del murales: un uomo con un braccio solo e delle protesi alle gambe, identificato in Giles Duley, un fotografo e documentarista inglese che perse le gambe a causa dello scoppio di una mina in Afghanistan nel 2011, e due uomini di cui uno identificato in Robert Del Naja, fondatore del gruppo trip hop Massive Attack.
Un testimone ha raccontato di aver incontrato quest’ultimo all’hotel Hilton di Kiev proprio nel novembre del 2022 quando Banksy si trovava in Ucraina per realizzare la propria opera. Un’altra fonte accreditata ha poi raccontato alla Reuters che Duley e Del Naja attraversarono il confine con la Polonia il 28 ottobre del 2022, lo stesso giorno in cui lo attraversò anche un altro cittadino inglese di nome David Jones, nato a Bristol lo stesso giorno di Robin Gunnigham.
Nel 2008 questo nome era già stato accostato a quello di Banksy dal Daily Mail che aveva pubblicato una foto dell’uomo dicendo di aver finalmente scoperto la vera identità del famoso street artist che, sempre secondo Reuters, immediatamente dopo la pubblicazione di questo articolo cambiò il proprio nome nel più comune David Jones. Come riportato sul Post, secondo Mark Stephens, il legale di Banksy, la ricostruzione dell’agenzia stampa tedesca «è irrealistica e potrebbe minare la sicurezza del proprio cliente che, negli anni, è stato oggetto di comportamenti morbosi, minacciosi ed estremisti».
Imago/Zuma Wire“Cardinal Sin”, il busto di denuncia per le molestie nella ChiesaUno smascheramento che divide
In molti si sono chiesti se fosse veramente necessario rendere pubblica l’identità dell’artista, andando contro la volontà dello stesso e privandolo, in qualche modo, della possibilità di agire in maniera indisturbata, come era stato fino a ora. La libertà creativa di cui ha goduto l’artista, grazie proprio al fatto di non aver mai voluto rivelare la propria identità, è ritenuta una caratteristica essenziale della sua produzione artistica, senza la quale, come detto da Stephens, viene meno la possibilità “di dire la verità al potere senza timore di ritorsioni o censura”.
C' chi ha parlato di “violenza culturale”, avendo definito “interesse pubblico” ciò che era invece una curiosità morbosa nei confronti di un artista che ha fondato la sua intera carriera sulla segretezza. Sono decenni che si parla di Banksy, e mentre ora l’artista si trova al centro di polemiche legate al disvelamento della sua presunta identità, un tempo le stesse erano fomentate dalla natura dissacrante e polemica delle sue opere artistiche, veicoli di importanti messaggi politici e sociali.
IMAGO/UIG“The Mild Mild West”, una delle prime opere di Banksy.Sweet home Bristol
Il nome di Banksy è iniziato a circolare, a metà degli anni Novanta, nella zona di Barton Hill, a Bristol, e i giochi di parole, l’ironia e la critica irriverente nei confronti dell’autorità costituita divennero, fin da subito, la sua cifra stilistica, rendendolo, con il passare del tempo, uno degli artisti più importanti della nostra epoca.
«Non sono diventato un writer per farmi dire dagli altri cosa fare» disse Banksy a Time Out, iniziando a muovere i primi passi proprio nella sua città d’origine collaborando con altri street artist come Inkie e Robert Del Naja.
Dei primi lavori di Banksy, l’unico a essere sopravvissuto è quello intitolato “The Mild Mild West”, che ritrae un orsacchiotto che lancia un cocktail molotov contro tre agenti in tenuta antisommossa. La forza dell’opera si basa sul gioco di parole tra Wild West, ossia selvaggio West, e Mild West, tranquillo West, affidando ad un oggetto inoffensivo come un orsetto di peluche la protesta giovanile contro le forze dell’ordine che impedivano l’organizzazione di feste non autorizzate.
Imago/AndalouUna ragazza a un'esposizione di Banksy a Milano, sulla destra la celebre “Laugh Now”Tra le sue opere più note e controverse non possono non elencarsi “The Banality of the Banality of Evil”, nel quale è possibile vedere un nazista seduto su di una panchina intento ad ammirare un romantico paesaggio bucolico, o ‘Slave Labour’, nel quale è raffigurato un bambino intento a cucire bandiere dell’Union Jack.
Creata nel 2012, anno nel quale in Gran Bretagna si festeggiò il Giubileo della Regina Elisabetta II e le Olimpiadi di Londra, l’opera è una chiara critica all’imperialismo britannico e al falso senso patriottico fondato sullo sfruttamento dei più deboli costretti a produrre merce di massa per i festeggiamenti reali.
“Love is in the air” è un’altra famosissima opera di Banksy, realizzato nel muro della Cisgiordania che separa lo stato di Israele dalla Palestina: raffigura un uomo che, con il viso semicoperto da un fazzoletto, è intento a scagliare un mazzo di fiori impugnandolo come fosse una molotov. L’evidente messaggio pacifista auspica a una pace giusta per quella terra martoriata.
L’artista è solito far riferimento anche al mondo animale per veicolare i propri messaggi politici: è il caso di “Laugh Now”, nel quale si vede una scimmia che porta attaccato al collo un cartello nel quale è scritto «Ridi ora, ma un giorno saremo al comando», o “Devolved Parliament”, un olio su tela nel quale sono rappresentati degli scimpanzé che dominano la Camera dei Comuni del Regno Unito al posto dei politici umani. L’opera venne venduta da Sotheby’s per 9,9 milioni di sterline il 3 ottobre del 2019.
Imago/Zuma PressLa colossale tela di “Devolved Parliament”Iconico e caustico allo stesso tempo
“Girl with Balloon”, la bambina che tende la mano verso un palloncino rosso a forma di cuore portato via dal vento, è stato realizzato dall’artista a Londra nel 2002 e poi riproposto in varie occasioni, come nel 2005 sul muro di separazione in Palestina o nel 2014 a supporto della situazione dei profughi siriani.
Nel 2018 l’opera è stata al centro di un vero e proprio caso mediatico quando una sua copia incorniciata è stata deliberatamente distrutta durante un’asta di Sotheby’s da un meccanismo nascosto nel telaio.
L’opera era stata appena battuta per la cifra record di 1'042'000 sterline e la performance voleva denunciare la mercificazione dell’arte, considerata solo come una forma di investimento e non per il suo valore intrinseco.
Imago/XinhuaL'opera milionaria, distrutta, diventa un'opera.Banksy confermò successivamente di essere stato il responsabile della distruzione della sua stessa opera, avvenuta solo parzialmente per un inceppamento del meccanismo, ribattezzata per l’occasione “Love is in the Bin”, l’amore è nel cestino della spazzatura.
Tra le sue opere più controverse e provocatorie bisogna anche annoverare “Cardinal Sin”, una scultura del 2011 raffigurante il busto di un cardinale con il viso sostituito da delle piastrelle bianche per ottenere l’effetto pixel, una chiara denuncia allo scandalo degli abusi sui minori ad opera di molti prelati cattolici e del suo successivo insabbiamento. Oppure “Dismaland”, un parco artistico a tema distopico creato da Banksy nel 2015 a Weston-super-Mare, in Gran Bretagna, nel quale i canoni dell’estetica tipici del parco dei divertimenti sono stati sovvertiti per essere una esperienza disturbante.
Imago/DepositphotosIl parco a tema distorto “Dismaland”«È l'equivalente artistico di un tweet»
Le opere di Banksy risultano spesso polarizzanti e se in tanti lo considerano un artista geniale, per molti altri critici il suo lavoro risulta troppo semplicistico e privo di quella profondità tipica di una vera opera d’arte. Il critico d’arte Jonathan Jones, anni fa, polemizzò sul Guardian sul fatto che “The Girl with Balloon” fosse stata votata nel 2017 come l’opera più amata della Gran Bretagna sostenendo che «Banksy fosse un brillante propagandista (…) votato alla semplificazione assoluta. L’equivalente artistico di un tweet».
Altri esperti d’arte si sono espressi in maniera simile, criticando il successo delle sue opere presso il grande pubblico senza però fornire spunti di riflessione più profondi ed articolati sui temi denunciati. Per Banksy, invece, essere uno street artist «è il modo più onesto di essere un artista» nell’intento di svincolare l’arte da oggetto «fatto solo per pochi eletti. Un piccolo gruppo che promuove, acquista, mostra e decide il suo successo».
Non rimane che vedere quale sarà l’effetto dell’indagine di Reuters sul suo lavoro, e se la perdita dell’anonimato si riverbererà su quella libertà d’espressione che tanto aveva voluto difendere nei suoi anni di attività.
Imago/avalon.redLa celeberrima “Girl with the Balloon”Appendice 1
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Imago/XinhuaL'opera milionaria, distrutta, diventa un'opera.
Imago/avalon.redLa celeberrima “Girl with the Balloon”
Imago/AndalouUna ragazza a un'esposizione di Banksy a Milano, sulla destra la celebre “Laugh Now”
Imago/ZumaL'opera sul muro di una casa ucraina che avrebbe “incastrato” Banksy
Imago/DepositphotosIl parco a tema distorto “Dismaland”
IMAGO/UIG“The Mild Mild West”, una delle prime opere di Banksy.
Imago/Zuma Wire“Cardinal Sin”, il busto di denuncia per le molestie nella Chiesa
Imago/Zuma PressLa colossale tela di “Devolved Parliament”



