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LORENZO ONDERKA

Promesse e decisioni: quale direzione per il nostro potere d’acquisto?

Lorenzo Onderka, sostenitore Avanti con Ticino&Lavoro
LORENZO ONDERKA
Promesse e decisioni: quale direzione per il nostro potere d’acquisto?
Lorenzo Onderka, sostenitore Avanti con Ticino&Lavoro

Nel suo discorso del 1° gennaio, il Presidente del Consiglio di Stato ha affermato che il Governo è al lavoro per migliorare il nostro potere d’acquisto. Un obiettivo certamente condivisibile e, mai come oggi, necessario—direi quasi una di quelle promesse che fanno iniziare l’anno con un pizzico di fiducia in più.

Tuttavia, osservando le decisioni adottate nel primo trimestre del 2026, viene spontaneo, da cittadini, farsi qualche domanda. Perché tra ciò che si annuncia e ciò che poi arriva concretamente nelle nostre vite quotidiane, la distanza a volte si fa sentire.

Prendiamo ad esempio la decisione di aumentare le stime immobiliari. Sulla carta si parla di un’operazione neutra, ma nella pratica molti proprietari potrebbero accorgersi che tanto neutra non è. I Comuni potranno infatti applicare la tassa LALIA, pari al 3% dell’aumento di valore degli immobili. E così, senza nemmeno cambiare casa, ci si ritrova con un valore più alto… e anche con qualche preoccupazione in più.

Poi c’è la nuova fatturazione per il servizio sanitario a domicilio: CHF 0.50 per ogni 5 minuti di presenza del personale. Una cifra che, presa singolarmente, può sembrare modesta, ma che nel tempo rischia di pesare proprio su chi è più fragile. Persone che, spesso con grande dignità, fanno già i conti con una perdita di autonomia e con spese non sempre facili da sostenere.

A questo si aggiunge il prospettato aumento della franchigia minima delle casse malati, da CHF 300 a CHF 400. Una decisione a livello federale che, per molti, significa semplicemente dover mettere mano ancora un po’ più spesso al portafoglio. E su questo fronte, va detto, dal nostro Cantone non si sono sentite voci particolarmente forti in senso contrario.

E a proposito di casse malati, era stato anticipato che entro fine marzo avremmo saputo in quale misura e con quali modalità sarebbero state implementate le due iniziative in materia. Forse ci è sfuggito qualcosa, oppure la comunicazione sta ancora viaggiando… fatto sta che, per ora, tutto tace.

Infine, l’aumento dell’IVA, sostenuto da gran parte della politica per garantire maggiori finanziamenti all’esercito. Anche qui, un piccolo aumento che, distribuito su tanti acquisti quotidiani, finisce per farsi notare—magari non subito, ma alla lunga sì.

Messe insieme, queste decisioni danno una sensazione un po’ particolare: quella di un carrello della spesa che si riempie sempre uguale, ma che alla cassa costa un po’ di più ogni volta.

Il potere d’acquisto non si rafforza solo con le intenzioni, ma con scelte coerenti e misure che si percepiscono davvero nella vita di tutti i giorni. Ed è proprio da cittadini—più che da osservatori—che ci si trova a chiedersi se la direzione intrapresa sia davvero quella giusta.

E allora, in questo periodo pasquale, possiamo permetterci una domanda con un sorriso: nell’uovo di Pasqua immaginario che il Governo ci consegnerà, troveremo finalmente qualche misura concreta per migliorare—come promesso—il nostro potere d’acquisto?

Buona Pasqua a tutti.

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