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Quartz 2026: «L'ultimo turno» di Petra Volpe è il miglior film

Quartz 2026: premi anche a “Bagger Drama”, “À bras-le-corps” e al documentario “I love you, I leave you”; onorificenza a Villi Hermann.
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Fonte Ats
Quartz 2026: «L'ultimo turno» di Petra Volpe è il miglior film
Quartz 2026: premi anche a “Bagger Drama”, “À bras-le-corps” e al documentario “I love you, I leave you”; onorificenza a Villi Hermann.

ZURIGO - "L'ultimo turno" della regista argoviese Petra Volpe si è aggiudicato il Premio del cinema svizzero Quartz 2026 nella categoria "Miglior film". Il riconoscimento è stato attribuito questa sera dall'UFC nel corso di una cerimonia tenutasi al Kongresshaus di Zurigo.

La pellicola, selezionata nella rosa dei 15 film candidati all'Oscar per il miglior film straniero anche se non è poi riuscita ad entrare nella cinquina finale, continua il suo percorso di successo vincendo questo importante riconoscimento. "L'ultimo turno" ("Heldin", 2025) si è aggiudicato anche il premio per la "Migliore sceneggiatura" (Petra Volpe) e "Miglior sonoro" (Jacques Kieffer, Gina Keller, Marco Teufen).

Al film è andato anche il "Box Office Quartz", assegnato per la prima volta, di cui l'Ufficio federale della cultura (UFC) aveva già reso noto il vincitore nelle scorse settimane. Tale riconoscimento premia il film più visto nelle sale elvetiche nell'anno precedente. Nel 2025 "L'ultimo turno", ha totalizzato 207'363 entrate.

"L'ultimo turno" è un dramma coinvolgente ambientato nel reparto di chirurgia sotto organico di un ospedale svizzero. La regista pone al centro della storia un'infermiera instancabile ma sempre oberata di nome Flora (interpretata dall'attrice tedesca Leonie Benesch) che cerca di mantenere tutto sotto controllo durante un frenetico turno notturno.

Selezionata in una dozzina di festival e premiata svariate volte, la pellicola è stata presentata in prima mondiale alla Berlinale a febbraio dello scorso anno.

Due premi per i favoriti - I due film favoriti, "Bagger Drama" di Piet Baumgartner e "À bras-le-corps" di Marie-Elsa Sgualdo, che erano nominati rispettivamente in sette categorie, si sono aggiudicati due premi ciascuno.

"Bagger Drama" l'ha spuntata nelle due categorie dedicate alle migliori interpretazioni. Il premio per la migliore attrice è andato a Bettina Stucky, che nel film veste i panni di Conny, e quello per il migliore attore è stato attribuito a Phil Hayes, che interpreta Paul.

Il primo lungometraggio di Baumgartner si è già aggiudicato il premio della regia al Festival internazionale del cinema di San Sebastián a settembre 2024. Si tratta di una fiction autobiografica che parla di una famiglia che, dopo aver perso la figlia in un incidente, ha difficoltà a parlare di sentimenti, amore e intimità.

"À bras-le-corps" ha vinto nelle categorie "Miglior fotografia" (Benoit Dervaux) e "Miglior montaggio" (Karine Sudan). Questa coproduzione Svizzera-Belgio-Francia, presentata in prima mondiale alla Mostra di Venezia, racconta la storia della 15enne Emma che scopre di essere incinta dopo essere stata stuprata. La giovane, nonostante la situazione difficile, saprà trasformare questo trauma in motore di emancipazione.

La pellicola, ambientata nella Svizzera rurale e repressiva della Seconda Guerra mondiale, è prodotta dalla losannese Box Productions, di cui fa parte anche la produttrice ticinese Elena Tatti.

"I love you, I leave you" miglior documentario - Fra i documentari ha vinto "I love you, I leave you" di Moris Freiburghaus. Nel quale il regista accompagna il suo migliore amico, il musicista svizzero-angolano Dino Brandão, attraverso un periodo tormentato della sua vita. Il film si è aggiudicato anche un Quartz per la migliore colonna sonora, scritta proprio da quest'ultimo.

Dopo un viaggio in Angola, il paese d'origine del padre, Brandão affronta episodi maniacali legati al suo disturbo bipolare, condividendo le sue esperienze personali. Il film aveva già trionfato allo Zurich Film Festival dove si è aggiudicato il premio del pubblico, un "Occhio d'oro" per il miglior documentario nonché una menzione speciale della critica lo scorso settembre.

Fra i cortometraggi si è distinto "Yonne" di Julietta Korbel e Yan Ciszewski, già presentato al Locarno Film Festival nella sezione Pardi di domani. Il film di 23 minuti è ambientato nella Francia del 1842 e mette in scena due sorelle costrette a travestirsi da uomini per arrivare a Parigi via fiume.

"Ich bin nicht sicher" di Luisa Zürcher è stato scelto come miglior film d'animazione. In esso, passato dai Pardi di domani lo scorso anno e candidato agli European Film Awards, la regista ripercorre la sua permanenza in ospedale.

Premio d'onore a Villi Hermann - Nel corso della serata la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha consegnato il Premio d'onore del cinema svizzero 2026 al regista Villi Hermann. Hermann, nato a Lucerna nel 1941 da padre svizzerotedesco e madre ticinese, viene ricompensato per la sua forza nel "rigenerare il cinema svizzero in lingua italiana, contribuendo a delinearne l'identità", aveva indicato l'UFC a febbraio.

Il suo primo lungometraggio "San Gottardo" (1977), girato durante la costruzione della galleria autostradale e presentato al Festival di Cannes, si aggiudica il Pardo d'argento al Locarno Film Festival. Negli anni '80 Hermann porta i suoi film alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e alla Berlinale. Fra le sue pellicole più note si citano "Matlosa" (1981), "Innocenza" (1986) e "Bankomatt" (1989).

I riconoscimenti, che non prevedono una ricompensa in denaro, vengono attribuiti dall'Ufficio federale della cultura (UFC) in collaborazione con la Società svizzera di radiotelevisione (SSR), l'Associazione "Quartz", Swiss Films (l'agenzia di promozione del cinema elvetico), l'Accademia del cinema svizzero e le Giornate di Soletta.

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