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MEDIO ORIENTE

Israele: «Espanderemo e intensificheremo gli attacchi», i morti in Iran sono almeno 1'900

Trump estende il cessate il fuoco sugli stabilimenti energetici. Rubio si dice fiducioso sulla riapertura dei negoziati con Teheran. Ma, nel frattempo, Hormuz resta invalicabile.
AFP
Trump estende il cessate il fuoco sugli stabilimenti energetici. Rubio si dice fiducioso sulla riapertura dei negoziati con Teheran. Ma, nel frattempo, Hormuz resta invalicabile.

La guerra continua, nonostante il presidente degli Stati Uniti abbia annunciato di aver prorogato di 10 giorni il termine entro il quale l'Iran deve riaprire lo Stretto di Hormuz, pena attacchi alle sue centrali elettriche. La sospensione terminerà lunedì 6 aprile alle 20, ora della costa orientale degli Stati Uniti. Donald Trump ha inoltre assicurato che i colloqui con Teheran «sono in corso, malgrado le dichiarazioni false. Stanno procedendo molto bene», ha scritto su Truth.

23:34

Trump a Miami beach: «Sempre più vicini all'ascesa del Medio Oriente»
«Stasera siamo più vicini che mai all’ascesa del Medio Oriente». Ha dichiarato il presidente Trump, intervenendo a una conferenza a Miami Beach organizzata dal fondo sovrano saudita. Secondo quanto riportato dal Nyt, si è poi vantato della forza degli alleati americani nella regione, citando gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, che ha definito potenti. Il Times ha reso noto questa settimana che il leader de facto dell’Arabia Saudita, il principe ereditario Mohammed bin Salman, sta spingendo Trump a proseguire la guerra contro l’Iran, anche se alti funzionari di entrambi i governi avvertono che gli Stati Uniti potrebbero rimanere intrappolati in una guerra senza fine. (nyt)

22:23

Attacchi dall'Iran: sei impatti e un morto in Israele
A seguito di un attacco missilistico iraniano, i servizi di soccorso israeliani segnalano sei impatti nell'area metropolitana di Tel Aviv. I vigili del fuoco e i servizi di soccorso si stanno recando sui luoghi degli impatti, ha dichiarato un portavoce in tarda serata. Secondo le informazioni disponibili, nella zona centrale di Israele un uomo anziano è stato trovato privo di sensi e in condizioni critiche in uno dei luoghi di impatto. Poco dopo è deceduto a causa delle gravi ferite riportate. Si contano inoltre diversi feriti lievi. Il sistema di difesa antimissile israeliano Iron Dome è in grado di distruggere la maggior parte dei missili lanciati contro Israele, ma non offre una sicurezza al 100%. (sda dpa)

22:19

L'inviato speciale degli Stati Uniti prevede colloqui con l'Iran «questa settimana»
L'inviato speciale del governo statunitense, Steve Witkoff, prevede che i colloqui con l'Iran avranno luogo già questa settimana. «Riteniamo che questa settimana ci saranno degli incontri», ha dichiarato durante un congresso nello Stato della Florida. Non è chiaro in quale contesto si terranno i colloqui menzionati da Witkoff. Egli non ha fornito ulteriori dettagli al riguardo. Witkoff ha ribadito che gli iraniani “dispongono già da tempo” di un piano in 15 punti. “Ci aspettiamo una loro risposta, e con ciò tutto sarebbe chiarito”, ha affermato. In questo contesto dovrebbe essere chiarita, tra l'altro, la questione dell'arricchimento dell'uranio. Secondo Witkoff, sarebbe così chiarito anche che l'Iran deve cedere le proprie scorte di uranio arricchito. Diversi media statunitensi avevano riferito del piano. Witkoff ha sottolineato che gli Stati Uniti non possono permettersi «una seconda Corea del Nord in Medio Oriente», perché ciò «destabilizzerebbe completamente la regione e il mondo». (sda dpa)

22:18

Rubio mette in guardia dai piani iraniani di istituire un pedaggio nello Stretto di Hormuz
Il ministro degli Esteri statunitense Marco Rubio avverte che, una volta terminata la guerra, la leadership iraniana potrebbe istituire un sistema di pedaggio nello Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio petrolifero internazionale. «Questo non solo è illegale, ma anche inaccettabile e pericoloso per il mondo, ed è importante che la comunità internazionale abbia un piano per contrastare tale eventualità», ha affermato dopo i colloqui dei ministri degli Esteri del Gruppo delle democrazie economicamente avanzate (G7) tenutisi a Parigi. Gli Stati Uniti d’America non dovrebbero necessariamente assumere la guida del piano, ha detto Rubio. Allo stesso tempo, gli USA sarebbero lieti e pronti a collaborare. La posta in gioco è alta non solo per i paesi del G7, ma anche per i paesi asiatici e di tutto il mondo. Bisogna garantire che «né lo Stretto di Hormuz né alcuna via navigabile internazionale siano mai controllati o dominati da uno Stato nazionale o da un governo terroristico come quello attuale in Iran (...)», ha affermato Rubio. (sda dpa)

22:15

Israele lancia una nuova ondata di attacchi contro obiettivi di Hezbollah a Beirut
Secondo quanto riferito da un portavoce, in tarda serata l'esercito israeliano ha dato il via a una nuova ondata di attacchi contro obiettivi di Hezbollah nella capitale libanese Beirut. Già poche ore prima erano stati sferrati attacchi contro la milizia filo-iraniana. Non sono stati forniti ulteriori dettagli. Il capo di Stato Maggiore israeliano Ejal Zamir, durante una visita alle truppe nel sud del Libano, aveva parlato in serata di «piani significativi per la prosecuzione dell’operazione». «Ci troviamo a una svolta storica», ha affermato Zamir. Israele sta perseguendo un piano «per cambiare radicalmente la situazione della sicurezza – da Teheran a Beirut». In serata, secondo quanto riferito dall'esercito, è stata lanciata anche una nuova ondata di attacchi contro l'Iran. L'esercito non ha fornito inizialmente alcuna informazione sugli obiettivi. (sda dpa)

21:20

Borsa: Wall Street chiude in calo
La borsa di New York ha nuovamente terminato le contrattazioni in calo, sulla scia del conflitto in Medio Oriente che imperversa ormai da quasi un mese. L'indice Dow Jones ha perso l'1,72%, il Nasdaq ha ceduto il 2,15% e l'indice S&P 500 ha perso l'1,67%. (ats afp)

20:28

Gruppo hacker iraniano si è infiltrato nelle mail del direttore dell'FBI
Un gruppo di hacker noto come Handala, ritenuto essere vicino all'Iran, ha violato una casella di posta elettronica personale di Kash Patel, direttore dell'FBI, pubblicando online documenti e fotografie, secondo quanto riportato oggi da diversi media statunitensi. Contattato dall'agenzia francese AFP, l'FBI ha confermato l'attacco informatico, precisando tuttavia che le informazioni sottratte risalgono a un periodo precedente alla nomina di Patel alla guida dell'agenzia USA nel 2025 e non hanno carattere ufficiale. "L'FBI è a conoscenza del fatto che cibercriminali stanno prendendo di mira le informazioni contenute nella casella di posta personale del direttore Patel e abbiamo adottato tutte le misure necessarie per rispondere ai potenziali rischi legati a questa attività", si legge in un comunicato. "Le informazioni in questione sono per loro natura datate e non riguardano alcun dato governativo", ha aggiunto l'FBI. Gli hacker hanno diffuso fotografie ed email di Kash Patel, in particolare relative a viaggi effettuati tra il 2011 e il 2022, riferisce tra gli altri la CNN, citando fonti vicine al dossier che ne confermano l'apparente autenticità. Handala, uno dei gruppi di cibercriminali più attivi dall'inizio della guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, è considerato da molti esperti essere vicino alla Repubblica islamica. Il gruppo ha rivendicato l'attacco alla casella di posta di Patel in un messaggio rilanciato su account di monitoraggio sui social, affermando che si tratta di una "ritorsione" per il sequestro da parte dell'FBI di alcuni domini del gruppo, dopo che questo aveva compiuto un attacco informatico contro una società statunitense. (ats afp)

20:24
20:24

Colpita due delle più grandi acciaierie dell'Iran
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato in un post sui social media che Israele avrebbe colpito due delle più grandi acciaierie dell’Iran, oltre a una centrale elettrica e a quelli che ha definito impianti nucleari civili. Nel messaggio diffuso ha inoltre sostenuto che gli attacchi fossero stati condotti in coordinamento con gli Stati Uniti. Araghchi ha poi affermato che i bombardamenti contraddicevano la promessa del presidente Trump di rinviare l’attacco alla rete elettrica del Paese al 6 aprile per consentire ulteriori sforzi diplomatici. Ha infine minacciato che la farà pagare casa per gli attacchi commessi da Israele. (red)

17:35

Oggi la risposta dell'Iran all'accordo di pace proposto da Trump
È attesa per oggi - secondo quanto riportato da CBS News - la risposta dell'Iran all'accordo di pace in 15 punti proposto dal presidente americano Donald Trump. Secondo i media statali iraniani, Teheran avanzerà una controproposta che contiene cinque punti irrinunciabili per porre fine alle ostilità: fra questi il pagamento dei danni di guerra, il riconoscimento internazionale del "diritto sovrano dell'Iran di esercitare la propria autorità sullo Stretto di Hormuz" e la garanzia che l'Iran non verrà attaccato di nuovo.

17:14

Oltre 300 soldati USA feriti dall'inizio della guerra contro l'Iran: 13 i morti.
Oltre 300 militari statunitensi sono rimasti feriti, per la maggior parte in modo lieve, dall'inizio della guerra condotta congiuntamente con Israele contro l'Iran. Lo ha annunciato oggi l'esercito americano, aggiungendo che i soldati morti sono 13. (ats)

17:12

L'Iran: «Colpito un impianto di lavorazione dell'uranio»
Attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele hanno colpito un impianto di lavorazione dell'uranio nell'Iran centrale. Lo riferisce l'organizzazione iraniana per l'energia atomica. L'impianto sarebbe quello di Ardakan, situato nella provincia di Yazd. Sul suo canale Telegram, l'organizzazione afferma che l'attacco «non ha provocato il rilascio di materiale radioattivo». (The Guardian)

16:54
Foto AFP

I soccorritori e alcuni residenti sul luogo di un attacco aereo israeliano che ha colpito un edificio nel villaggio di Sarafand, nel sud del Libano.

16:52

Il bilancio degli attacchi in Libano: 1.142 morti e 3.315 feriti. Il Ministero della Salute ha annunciato nel suo rapporto giornaliero aggiornato che, a partire dal 2 marzo, gli attacchi israeliani hanno causato 1.142 morti e 3.315 feriti. Intanto in questi minuti l'esercito israeliano sta intensificando gli attacchi nella periferia meridionale di Beirut. Violenti scontri tra Hezbollah e soldati israeliani a sud di Tiro. (L'Orient-Le Jour).

16:42

Non solo medicinali e cibo: dalla Russia «in arrivo una spedizione di droni per Teheran»
Secondo un alto funzionario europeo, le agenzie di intelligence europee ritengono che la Russia stia per fornire una partita di droni da utilizzare nella guerra contro Stati Uniti e Israele. Il funzionario non ha fornito dettagli sull'entità delle consegne, ritenendo comunque che gli aiuti russi non si limiterebbero all'invio di medicinali e cibo. Da Mosca il portavoce di Putin, Dmitrij Peskov, Peskov, ha dichiarato che «circolano molte notizie false in questo momento. Una cosa è certa: stiamo continuando il nostro dialogo con la leadership iraniana». (The Guardian)

16:23

Colpiti due importanti complessi siderurgici in Iran: un morto e alcuni feriti.
Complessi siderurgici e impianti nucleari civili in Iran sono stati presi di mira quest'oggi da attacchi congiunti israeliani e americani. Teheran ha promesso una risposta dura contro gli aggressori. "Il nemico americano-sionista ha preso di mira impianti siderurgici nel Khūzestān, e a Esfahan, in due attacchi distinti", ha dichiarato l'agenzia di stampa iraniana FARS, precisando che "i soccorsi sono giunti immediatamente sul posto". Anche la radiotelevisione pubblica IRIB ha riferito dei raid. Stando a tali fonti, si tratta di uno stabilimento del gruppo siderurgico Mobarakeh, il gigante dell'acciaio iraniano, situato nella regione di Esfahan, nonché di un altro complesso nella provincia del Khūzestān, nel sud-ovest del Paese. Attacchi aerei statunitensi e israeliani hanno inoltre colpito un impianto di arricchimento dell'uranio, secondo quanto annunciato dall'Organizzazione nazionale per l'energia atomica. "Lo stabilimento di Ardakan, situato nella provincia di Yazd (nel centro dell'Iran), è stato oggetto di un attacco sferrato dal nemico sionista-americano", ha dichiarato l'organizzazione sul proprio canale Telegram, aggiungendo che l'attacco non ha "causato alcuna fuoriuscita di materiale radioattivo". Teheran farà pagare "un prezzo molto alto" in segno di rappresaglia per i "crimini israeliani", ha promesso il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Israele ha colpito due dei più importanti impianti siderurgici dell'Iran, nonché una centrale elettrica e siti nucleari civili, in coordinamento con gli Stati Uniti", ha denunciato Araghchi su X. I Guardiani della Rivoluzione della Repubblica islamica hanno esortato i dipendenti dei siti industriali della regione legati agli Stati Uniti e a Israele a lasciare tali strutture, promettendo inoltre rappresaglie contro gli attacchi odierni. (ats afp)

16:20

Il Kurdistan chiede a Baghdad di fermare gli attacchi delle milizie filo-iraniane
Il Kurdistan iracheno ha chiesto alle autorità di Baghdad di porre fine agli attacchi con droni che colpiscono quotidianamente la regione autonoma, dove sono stanziati militari statunitensi impegnati in una coalizione internazionale anti-jihadista, ha dichiarato un alto responsabile in un'intervista all’AFP. «Gli attacchi sono opera di milizie marginali che operano nei territori sotto il controllo del governo federale», ha deplorato Qubad Talabani, vice primo ministro della regione autonoma nel nord dell'Iraq. L'alto responsabile del Kurdistan iracheno ha affermato che gli Stati Uniti non stanno armando i gruppi dell'opposizione curda iraniana in esilio nella regione autonoma, ricordando che il suo governo è contrario a qualsiasi coinvolgimento di questi movimenti nel conflitto regionale con l'influente vicino iraniano. (ats)

15:28

Israele: «Oltre 5mila feriti per gli attacchi iraniani, 261 nelle ultime 24 ore».
Il Ministero della Salute israeliano afferma che 5'492 persone sono rimaste ferite dall'inizio degli attacchi missilistici iraniani contro Israele, 116 delle quali sono attualmente in cura. Ha inoltre aggiunto che, solo nelle ultime 24 ore, i feriti sarebbero 261.

14:50

Libano, «1 milione di civili in fuga. Rischio catastrofe umanitaria»
A quasi un mese dall'inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il Libano si trova ad affrontare una crisi umanitaria che rischia di sfociare in una catastrofe. Lo ha detto Karolina Lindholm Billing, rappresentante dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati in Libano. Secondo l'UNHCR, da quando Israele ha intensificato gli attacchi contro il gruppo libanese di Hezbollah, oltre un milione di persone – un quinto della popolazione – sono state costrette ad abbandonare le proprie case. (Al Jazeera).

14:29

La Germania accusa la Russia: «Aiuta l'Iran a localizzare gli obiettivi da colpire»
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, dal G7, muove accuse alla Russia: «Aiuta gli iraniani a localizzare gli obiettivi da colpire». Per Wadephul, il presidente russo Vladimir Putin starebbe anche usando la guerra in corso in Medio Oriente per distogliere l'attenzione dal conflitto ucraino (Al Jazeera).

13:26

Houti pronti ad appoggiare l'Iran
Gli Houti sono pronti ad entrare in guerra, nel caso di un'escalation degli attacchi all'Iran da parte di Usa di Israele. I ribelli yemeniti parlano di una «responsabilità religiosa, morale e umanitaria» di supportare l'Iran.


12:45
AFPSoccorritori in cerca di superstiti fra le macerie, a Teheran.
12:41

«Almeno 1'900 morti in Iran dall'inizio della guerra»
Sarebbero «almeno 1'900» le persone che hanno perso la vita in Iran dall'inizio delle ostilità con Israele e Stati Uniti. A riportarlo è la Mezzaluna Rossa iraniana che parla anche di almeno 20'000 persone ferite. «La situazione sta peggiorando rapidamente», ha dichiarato la delegata per l'Iran Maria Martinez davanti alle Nazioni Unite. A venire distrutte fra le bombe anche molte strutture civili compresi 289 ospedali e 600 scuole. Colpite o danneggiate anche 100 ambulanze.

12:28

Israele: «Intensificheremo ed espanderemo i nostri attacchi all'Iran»
In risposta dei continui attacchi missilistici da parte di Teheran, le forze armate israeliane prevedono di intensificare gli attacchi ed allargarne la portata. È quanto ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz nella giornata di venerdì come riferito dalla CNN. «Continueremo la nostra caccia ai leader del Regime del terrore e a distruggere le loro capacità offensive e strategiche».

11:26

«Profondo orrore» per il bombardamento di una scuola in Iran
L'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha manifestato «profondo orrore» per il bombardamento mortale di una scuola in Iran il 28 febbraio. Ha esortato Washington a concludere rapidamente le indagini al riguardo e a «fare giustizia». «Il bombardamento della scuola elementare Shajareh Tayyebeh a Minab ha suscitato profondo orrore», ha dichiarato Türk dinanzi al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, sottolineando che «spetta agli autori dell'attacco condurre un'indagine rapida, imparziale, trasparente e approfondita». In occasione della sessione annuale a Ginevra, oggi il Consiglio tiene una riunione d'urgenza sulla sicurezza dei bambini nel conflitto in Medio Oriente proprio in seguito al bombardamento di Minab, nel sud del paese, che secondo Teheran ha causato oltre 165 vittime. (ats ans)

11:04

«Lo Stretto di Hormuz è chiuso», le navi in transito subiranno «misure severe»
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica iraniana ha annunciato il divieto di traffico marittimo verso e dai porti di Paesi considerati alleati dei nemici israelo-americani e ha dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz. Ha inoltre avvertito che le navi in transito subiranno «misure severe». Tre portacontainer di diverse nazionalità sono già state bloccate mentre cercavano di entrare nello stretto.

10:56

Attacco con droni al principale porto del Kuwait
Il principale porto commerciale del Kuwait, a Shuwaikh, è stato colpito oggi all'alba da droni «nemici», hanno indicato le autorità portuali. L'attacco ha causato danni materiali ma nessuna vittima, hanno precisato in un comunicato pubblicato sulla rete sociale X. Il ministero dei lavori pubblici ha poi annunciato che è stato preso di mira anche un secondo porto, attualmente in costruzione e situato nella parte settentrionale dell'emirato, a Mubarak al-Kabeer. Secondo il ministero, è stato colpito da droni e missili che, anche in questo caso, hanno causato danni materiali ma non hanno provocato vittime. (ats afp)

10:45

Accordo di difesa aerea Ucraina-Arabia Saudita
Ucraina e Arabia Saudita hanno firmato un accordo di cooperazione in occasione della visita del presidente Volodymyr Zelensky, ha riferito oggi all'agenzia di stampa France-Presse (Afp) un alto funzionario. L'intesa consentirà a Kiev di condividere la propria esperienza nella lotta contro gli attacchi dei droni. «L'obiettivo dell'accordo è che l'Ucraina aiuti (i sauditi) a sviluppare tutti i componenti necessari per la difesa aerea di cui attualmente sono sprovvisti» per «contrastare gli Shahed e altri droni», ha precisato. Il documento è stato firmato ieri, ha precisato un altro alto funzionario all'Afp. (ats ans)

09:49
AFP
09:47

Petrolio sempre più caro, nonostante l'annuncio di Trump
Il prezzo del petrolio sta ulteriormente aumentando oggi, malgrado la proroga dell'ultimatum all'Iran decisa dal presidente americano Donald Trump. Un barile di Brent del Mare del Nord viene scambiato a 109,46 dollari, con un incremento dell’1,4% rispetto a ieri. L'annuncio di Trump di sospendere gli attacchi contro gli impianti energetici iraniani almeno fino al lunedì di Pasqua non ha finora avuto un impatto significativo sui corsi del greggio. (ats ans)

09:26

Arrestati per condivisione di contenuti sensibili
Almeno 15 persone sono state arrestate nella provincia di Isfahan con l'accusa di aver condiviso presunte informazioni sensibili su apparati mediatici che Teheran considera ostili. Lo riferisce l'emittente IRIB.

08:33

Usa e Iran si preparano per contatti diretti?
Stati Uniti e Iran hanno già avuto contatti indiretti per risolvere la crisi in atto, ma si starebbero preparando per colloqui diretti. Lo ha affermato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadepuhl ai microfoni della radio Deutschlandfunk. L'incontro «avverrà molto presto in Pakistan, apparentemente».

08:18

Sirene in Qatar e Bahrain
Le sirene di allarme hanno risuonato venerdì mattina in Qatar e Bahrain, per una potenziale minaccia proveniente dall'Iran. Le autorità qatariote hanno inviato un messaggio ai residenti, dicendo che «la minaccia è stata eliminata e la situazione è tornata alla normalità».

07:48

Colpiti siti iraniani legati alla produzione di missili
Durante la notte, l’Aeronautica militare israeliana ha colpito in Iran siti legati alla produzione di missili balistici e sistemi di difesa aerea. Secondo le Forze di difesa israeliane (IDF), gli attacchi hanno interessato infrastrutture a Teheran e lanciatori e depositi nell’ovest del Paese, ritenuti una minaccia per Israele. Ulteriori dettagli sulle operazioni saranno forniti successivamente.

07:21

Rubio: «Fiducioso sulla riapertura dei negoziati con l'Iran»
Il segretario di Stato degli USA Marco Rubio ha espresso ieri la sua fiducia sulla riapertura dei negoziati con l'Iran, prima di partire per la Francia e per la ministeriale del G7 (Gruppo dei sette, di cui fanno parte Canada, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Giappone e Stati Uniti).

Rubio ha rimarcato che "sono stati compiuti progressi", dopo che questa settimana gli Stati Uniti hanno inviato a Teheran una bozza di proposta di pace.

"C'è un crescente flusso di energia che transita attraverso gli stretti. Non tanto quanto dovrebbe, ma il flusso ha subito un certo incremento", ha aggiunto l'ex senatore repubblicano della Florida. "Dunque, ribadisco: vi sono stati alcuni progressi per quanto concerne lo scambio di messaggi. Si tratta tuttavia di un processo continuo e fluido, e non di una questione che intendiamo negoziare o discutere attraverso i media", ha concluso il segretario di Stato. (ats ans)

06:50

Trump estende per la seconda volta l’ultimatum all’Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente prolungato il suo ultimatum all'Iran. Fino al 6 aprile, non ci saranno attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane. Lo ha annunciato Trump, parlando di colloqui “molto positivi”. Tuttavia, la leadership di Teheran aveva già dichiarato di non avere alcuna intenzione di conformarsi a un ultimatum. Secondo i media, il governo statunitense starebbe inoltre valutando l’invio di altri 10.000 soldati nella regione.

La scadenza fissata da Trump era inizialmente prevista per martedì sera e, dopo una prima proroga, per sabato. In un’intervista a Fox News, ieri giovedì 26 marzo, Trump ha dichiarato che l’Iran aveva chiesto una proroga di sette giorni: “E io ho risposto: ve ne darò dieci”. La nuova scadenza è quindi fissata alle 2:00 del mattino del 7 aprile.

In precedenza, Trump aveva minacciato che, se l’Iran non avesse aperto completamente lo Stretto di Hormuz alla navigazione “senza minacce”, avrebbe fatto distruggere le infrastrutture energetiche del Paese. Successivamente, ha giustificato la sua decisione affermando che la parte iraniana aveva consentito il passaggio di diverse petroliere attraverso lo stretto nel Golfo Persico. (sda/dpa)

06:47
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