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"Boris 4", una sola cosa da dire: guardatelo

La più sgangherata troupe della storia della tv alle prese con le sfide lanciate dalla Piattaforma e dall'Algoritmo
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"Boris 4", una sola cosa da dire: guardatelo
La più sgangherata troupe della storia della tv alle prese con le sfide lanciate dalla Piattaforma e dall'Algoritmo
ROMA - Non c'è più la Rete, ma - in omaggio ai tempi che cambiano e alla nuova fruizione dei prodotti audiovisivi - la Piattaforma. Non è più "Occhi del Cuore" o "Medical Dimension", ma "Vita di Gesù". Non ci sono l...

ROMA - Non c'è più la Rete, ma - in omaggio ai tempi che cambiano e alla nuova fruizione dei prodotti audiovisivi - la Piattaforma. Non è più "Occhi del Cuore" o "Medical Dimension", ma "Vita di Gesù". Non ci sono le direttive del dottor Cane, ma la ricetta del successo elaborata dall'Algoritmo. E c'è sempre la scalcinata, approssimativa e irresistibile troupe guidata da René Ferretti.

Stiamo ovviamente parlando di "Boris 4", l'attesissima nuova stagione della serie italiana di culto, che è sbarcata su Disney+ il 26 ottobre. Anche in Svizzera, contrariamente a quanto si temeva nelle scorse settimane. Non avere la possibilità di vedere questi otto episodi sarebbe stato un grandissimo peccato a prescindere, per quello che ha significato "Boris" dalla sua uscita, ormai 15 anni fa. Ma ancora di più lo si dice dopo aver visto questi otto episodi che vedono i protagonisti alle prese con un nuovo progetto, un'ambiziosa serie che dovrebbe raccontare Gesù da un nuovo punto di vista. E non potrebbe essere altrimenti, se a interpretare il Nazareno c'è Stanis La Rochelle - che, a complicare le cose, è anche produttore.

In realtà non vi vogliamo svelare troppo, anzi non vi diremo nulla se non questo: guardatevi assolutamente "Boris 4", ne vale davvero la pena. Perché c'è tutto quello che abbiamo amato nelle tre stagioni precedenti e nel film: la comicità, l'ironia, le battute fulminanti, i personaggi eccessivi e grotteschi ma che entrano nel cuore e nella testa degli spettatori. La sceneggiatura legge molto bene (e prende in giro) le forzature dovute al "politically correct" a tutti i costi e offre uno sguardo critico e divertito su varie tendenze in corso, nelle piattaforme di streaming e nella società.

In più c'è una qualità produttiva ancora migliore (merito della Piattaforma, quella vera e non quella raccontata nella fiction) e una sensazione che si avverte dall'inizio alla fine: "Boris 4" è un prodotto che è stato scritto e realizzato con grande partecipazione e con qualcosa di non scontato se parliamo di una serie comica: la commozione. Questa è evidente nell'omaggio iniziale alla scomparsa Roberta Fiorentini (che interpretava Itala) e ancora di più se parliamo di Mattia Torre, che insieme a Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico ha scritto Boris fin dall'inizio e che se n'è andato nel 2019, al termine di una lunga malattia. Siamo piuttosto sicuri che il finale vi sorprenderà - speriamo in positivo, come è successo a noi.

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