Cerca e trova immobili
People

1200 firme contro il boicottaggio del cinema di Israele

Contro-mobilitazione a Hollywood, l'industria cinematografica e dell'intrattenimento appare spaccata a metà
IMAGO / ZUMA Press Wire
Liev Schreiber.
Fonte Ats Ans
1200 firme contro il boicottaggio del cinema di Israele
Contro-mobilitazione a Hollywood, l'industria cinematografica e dell'intrattenimento appare spaccata a metà
LOS ANGELES - Oltre 1200 nomi dell'industria dell'intrattenimento degli Stati Uniti, tra cui Liev Schreiber, Mayim Bialik e Debra Messing, hanno firmato una nuova lettera aperta per denunciare l'appello al boicottaggio delle istituzioni cinematografi...

LOS ANGELES - Oltre 1200 nomi dell'industria dell'intrattenimento degli Stati Uniti, tra cui Liev Schreiber, Mayim Bialik e Debra Messing, hanno firmato una nuova lettera aperta per denunciare l'appello al boicottaggio delle istituzioni cinematografiche israeliane a causa della guerra a Gaza.

La lettera, diffusa oggi dalle organizzazioni non profit Creative Community for Peace e The Brigade, invita i quasi 4.000 firmatari dell'impegno al boicottaggio — tra cui Emma Stone, Olivia Colman Joaquin Phoenix — a riconsiderare la loro posizione. Altri personaggi che hanno dato il proprio sostegno alla nuova lettera aperta includono Gene Simmons, Sharon Osbourne, Greg Berlanti, Jerry O'Connell, Howie Mandel, Jennifer Jason Leigh, Lisa Edelstein, Erin Foster, Anthony Edwards, Rebecca De Mornay, Sherry Lansing e Haim Saban. Lo riporta Variety.

«Conosciamo il potere del cinema. Conosciamo il potere della narrazione. Ecco perché non possiamo restare in silenzio quando una storia viene trasformata in un'arma, quando le menzogne si travestono da giustizia e quando gli artisti vengono indotti in errore ad amplificare propaganda antisemita», inizia la lettera.

«L'impegno diffuso sotto l'insegna di Film Workers for Palestine non è un atto di coscienza. È un documento di disinformazione che promuove una censura arbitraria e la cancellazione dell'arte. Censurare proprio quelle voci che cercano di trovare un terreno comune ed esprimere la loro umanità è sbagliato, inefficace e rappresenta una forma di punizione collettiva».

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE