Addio a Goffredo Fofi

Morto il geniale critico dalla parte dei deboli
ROMA - Intellettuale fuori dagli schemi, geniale critico, sempre controcorrente, schierato dalla parte dei più deboli, burbero ed empatico nello stesso tempo, Goffredo Fofi è morto a Roma, a 88 anni.
Era stato ricoverato in seguito a una caduta che gli aveva provocato la rottura del femore e doveva essere trasferito in una clinica di riabilitazione. Sempre attivo, continuava a occuparsi di nuovi progetti e libri.
Stava lavorando a un saggio per Feltrinelli, casa editrice con cui aveva pubblicato nel 2022 Cari agli dei, dedicato alla memoria di Aldo Capitini, che è tra i suoi ultimi libri.
Di origini umili, nato a Gubbio, in Umbria, il 15 aprile del 1937, a diciott'anni era partito per Palermo, per seguire le battaglie di Danilo Dolci ispirate al pacifismo gandhiano, per il riscatto dei disoccupati e delle classi meno abbienti. Nella prima metà degli anni Sessanta aveva raggiunto Parigi e lavorato alla rivista di cinema Positif.
Saggista, giornalista e critico militante cinematografico, letterario e teatrale, al ritorno in Italia a metà degli anni Sessanta ha fondato con Piergiorgio Bellocchio e Grazia Cherchi i Quaderni piacentini. Nel 1964 ha scritto l'inchiesta 'L'immigrazione meridionale a Torino', rifiutata da Einaudi e pubblicata da Feltrinelli.
Amico di grandi scrittori, registi e intellettuali come Fabrizia Ramondino con cui ha condiviso tante lotte militanti, Laura Betti, Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini, del quale scrisse "è con Pasolini che ho 'litigato' di più" nel libro che gli ha dedicato, uscito nel 2022 per La Nave di Teseo, Fofi era famoso per i suoi attacchi a volte violenti ma anche per la sua mitezza e capacità di sciogliere tutto in un abbraccio subito dopo.
L'editore Sandro Ferri ricorda i suoi "aneddoti con personaggi famosi come Luis Buñuel, Elsa Morante, Bianca Guidetti Serra, Fabrizia Ramondino, Alex Langer, Federico Fellini e moltissimi altri. Sempre divertenti, dissacranti ma con un lato di empatia".
A Fofi si deve anche la riabilitazione della figura di Totò, sottovalutato dalla critica, a cui ha dedicato fra l'altro il saggio del 1997 'Totò. L'uomo e la maschera' (Fetrinelli) scritto con la compagna di vita dell'attore Franca Faldini.
Collaboratore di diversi giornali, da Avvenire al Manifesto, L'Unità e il Sole24 Ore, Fofi ha abbracciato tutti i campi della cultura con uno sguardo cosmopolita e ha pubblicato e collaborato con diversi editori, grandi e piccoli.
A ripercorrere la sua carriera attraverso gli articoli, i saggi, le recensioni su cinema, letteratura, società e politica è l'antologia 'Son nato scemo e morirò cretino. Scritti 1956-2021' (minimum fax), uscito nel 2022. Ne 'L'oppio del popolo' (Eleuthera) pubblicato nel 2019 si trova invece la sua visione sul ruolo della cultura nella società contemporanea in cui non viene stimolata la capacità critica.




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