Anche Annie Lennox e Kate Bush nell'album silenzioso contro l'AI

1000 artisti uniti contro il piano del governo che consentirebbe alle aziende di utilizzare opere protette senza autorizzazione
LONDRA - Un album silenzioso in segno di protesta contro il progetto del governo britannico di concedere alle aziende di intelligenza artificiale l'utilizzo di opere protette dal diritto d'autore senza chiederne l'autorizzazione.
È quello che hanno pubblicato più di 1.000 musicisti - fra questi Annie Lennox, Kate Bush e Damon Albarn - per simboleggiare la loro scomparsa artistica qualora dovesse andare in porto l'idea che hanno in mente al numero 10 di Downing Street.
Una protesta che è andata in scena sulle tracce silenziose delle registrazioni sotto "l'egida" di un titolo esemplificativo: "Is This What We Want?".
Il monito lanciato dai 1000 artisti sulla minaccia che incombe sulla loro figura, era stata preceduta dalla richiesta di protezione delle opere che Paul McCartney, Elton John, Björn Ulvaeus degli Abba, l'attrice Julianne Moore e gli autori Val McDermid e Richard Osman avevano avanzato, visto l'uso senza licenza che ne fanno le aziende tecnologiche che operano nel campo della AI.
Al Guardian, il compositore britannico Ed Newton-Rex (ex dirigente dell'IA) che sta dietro all'idea, ha dichiarato che «l'album senza musica rappresenta l'impatto sui mezzi di sostentamento degli artisti se il governo dovesse andare avanti con i suoi piani. La proposta del governo consegnerebbe il lavoro di una vita dei musicisti del Paese alle aziende di IA, gratuitamente, consentendo a queste ultime di sfruttare il lavoro dei musicisti per far loro concorrenza».
Per Newton-Rex il piano del governo britannico «non solo sarebbe disastroso per i musicisti» ma non ne vede proprio la necessità: «Il Regno Unito può essere leader nell'IA senza gettare sotto l'autobus le nostre "industrie" creative leader a livello mondiale». Una delle partecipanti al progetto, Kate Bush, ha dichiarato polemicamente che «nella musica del futuro, le nostre voci rimarranno inascoltate?».
I profitti dell'album, disponibile su servizi di streaming come Spotify, saranno devoluti all'associazione di beneficenza Help Musicians.




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