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BERLINALE

L'Orso d'Oro va al norvegese "Dreams"

La pellicola è il capitolo conclusivo della trilogia iniziata con "Sex" e continuata con "Love".
AFP
Fonte ats ans
L'Orso d'Oro va al norvegese "Dreams"
La pellicola è il capitolo conclusivo della trilogia iniziata con "Sex" e continuata con "Love".
BERLINO - La pellicola norvegese "Dreams" di Dag Johan Haugerud ha vinto questa sera l'Orso d'oro festival di Berlino. Si tratta dell’ultimo capitolo della trilogia dell’autore scandinavo, iniziata con “Sex” (presentato alla Berlinale lo scor...

BERLINO - La pellicola norvegese "Dreams" di Dag Johan Haugerud ha vinto questa sera l'Orso d'oro festival di Berlino. Si tratta dell’ultimo capitolo della trilogia dell’autore scandinavo, iniziata con “Sex” (presentato alla Berlinale lo scorso anno) e proseguita con “Love” (inserito nella competizione principale dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia).

Una storia tutta al femminile quella di "Dreams" con protagonista una ragazzina di diciassette anni, Johanne, che si innamora perdutamente della sua insegnante di francese. Fin qui niente di speciale se non il fatto che questa ragazza ha un ottima penna dalla sua, una capacità di scrittura capace di rendere benissimo i turbamenti inaspettati che lei prova per questa donna come la sua voglia di spogliarsi e spogliarla quando la vede.

Ora nel tentativo di non perdere neppure un attimo di questa sua prima cotta Johanne scrive tutto: circa novantacinque pagine piene di ogni passaggio delle cose dell' innamoramento. Quando sua madre e sua nonna scoprono i suoi scritti, il loro shock iniziale per le descrizioni intime lascia poi subito il posto all'ammirazione per la scrittura letteraria di questa diciassettenne.

Un vero volano per le due donne anziane, anche se di diversa generazione, che mettono subito mano ai ricordi sulle proprie vite amorose, sui loro piaceri e sulle opportunità mancate. La nonna di Johanne, ex figlia dei fiori e dalla gioventù più aperta della figlia, è poi lei stessa una poetessa affermata e prova così sia orgoglio che invidia per il talento naturale di sua nipote.

Ma in questa storia dai contorni sfumati su quello che veramente è accaduto a questa ragazzina, che aveva avuto per tanto tempo come libro di riferimento "Piccole donne", non mancano certo le domande: cosa è successo veramente tra Johanne e la sua insegnante? Dove finisce la realtà e inizia la poesia? E ancora: si può considerare quello che successo un abuso da parte della professoressa? E, soprattutto, questi scritti profondamente personali è giusto che trovino la strada per la pubblicazione?

«Una trilogia - ha affermato a Berlino il regista e scrittore Haugerud - in cui volevo far capire che tutti noi possiamo adottare nuove forme di pensiero e comportamento sociale. Nel mio caso mi è bastato ricordare come mi sentivo quando mi sono innamorato la prima volta. È qualcosa di personale e nostalgico ritrovare quelle prime sensazioni di un amore che nasce quando tutto sembra meraviglioso».

Nel cast del film: Ane Dahl Torp, Selome Emnetu, Ingrid Giæver, Anne Marit Jacobsen ed Ella verbye.

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