SALONE DI GINEVRA 2018
09.03.2018 - 19:350
Aggiornamento 12.03.2018 - 16:01

Porsche: elettrificazione e guida autonoma rispettando la propria filosofia

Il responsabile dello sviluppo tecnico di Porsche ci spiega come verranno investiti i 6 miliardi destinati alla mobilità elettrica.

La mobilità elettrica è ormai sulla bocca di tutti e sembrerebbe che nessuno possa escludersi da questa corsa. Nemmeno un costruttore di automobili sportive come Porsche, che oltre ad aver sempre dimostrato una certa sensibilità verso l’argomento presentando prodotti e prototipi molto interessanti ha anche recentemente dichiarato di investire sei miliardi di Euro nella mobilità elettrica entro il 2022. Un argomento del quale abbiamo parlato, in occasione dell’ottantottesimo salone di Ginevra, con il Dr. Michael Steiner, responsabile ricerca e sviluppo del costruttore di Zuffenhausen.

Qui a Ginevra Porsche ha presentato la Mission E Cross Turismo, un derivato della Mission E il cui compito è quello di tastare il polso per comprendere se vi sia spazio per una sorta di (passateci la definizione) piccola Panamera con richiami Off-Road. Tecnicamente è invece identica alla Missione E presentata nel 2015 che tutti conosciamo, vale a dire due motori elettrici (uno per assale) per una potenza complessiva di oltre 600 cavalli, trazione integrale a regolazione elettrica, scatto da 0 a 100 km/h coperto in meno 3,5 secondi, una velocità massima superiore ai 250 orari e un tempo di ricarica che in quattro minuti consente di percorrere 100 chilometri.

Dr. Steiner, quando potremo vedere la Mission E su strada?

"Molto presto. La vettura è tecnicamente matura e pressoché pronta per entrare in produzione, fatto che dovrebbe avvenire alla fine del 2019. L’accoglienza della vettura è stata molto buona sia in Europa che Nord America e proprio per questo motivo non vediamo l’ora di cominciare.”

Porsche sta effettuando grandi investimenti nella mobilità elettrica. Dato che questo argomento comprende molti aspetti, dai propulsori alle reti di ricarica, come verranno impiegate le risorse all’interno del vostro marchio?

“Circa la metà è destinata allo sviluppo tecnico e l’altra metà in infrastrutture come per esempio i siti produttivi, strutture di ricarica, e via dicendo. Questo significa che i soldi da noi investiti vanno nella direzione della Missione E, dei suoi possibili futuri derivati nonché delle vetture sviluppate sulla base della piattaforma per veicoli elettrici “PPE” che condividiamo con Audi.”

Porsche già ora è forte di una gamma piuttosto ampia di modelli elettrificati, avendo Panamera e Cayenne ben due versioni ibride plug-in ciascuna. L’elettrificazione si estenderà ad altri modelli?

“Per quanto concerne le plug-in ibride continueremo a lavorare sui modelli esistenti a motore anteriore a benzina. Per quanto riguarda invece le vetture puramente elettriche ci concentreremo appunto sulla nuova Missione E o su modelli basati sulla citata piattaforma PPE. Da un punto di vista ingegneristico è certamente possibile progettare una vettura ed equipaggiarla con tutte le tipologie di propulsori di cui disponiamo (a benzina, ibridi, puramente elettrici) ma questo significa effettuare dei compromessi che vanno a discapito di uno di queste tecnologie che non potrebbero quindi esprimere al massimo la loro efficienza e il loro potenziale. Per questo motivo abbiamo deciso di procedere con lo sviluppo su due strade separate.”

Le recenti Panamera Turbo S E-Hybird e Cayenne Turbo S E-Hybrid hanno dimostrato che l’approccio di Porsche alle tecnologie del futuro è focalizzato si all’efficienza ma d’altro canto anche finalizzato all’ottenimento delle massime prestazioni. In quest’ottica come si pone il marchio nei confronti della guida autonoma?

“In realtà è molto semplice. Da un punto di vista tecnico potremmo senza problemi produrre un’auto a guida completamente autonoma, d’altro canto sappiamo che la nostra clientela apprezza guidare. Di conseguenza il nostro obiettivo è quello di cerare delle tecnologie le quali sgravino il conducente dalle operazioni più noiose, per esempio stare in colonna o cercare il posteggio.”

 

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