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20.12.2019 - 06:000
Aggiornamento : 07:37

FCA-PSA, c'è l'accordo: nasce il quarto costruttore mondiale

Il nebuloso mondo della mobilità sostenibile obbliga ad accordi sempre più frequenti: ora tocca ad FCA e PSA, che, insieme, venderanno quasi 9 milioni di vetture all'anno

di Redazione
ALBEN

Fumata bianca: nasce il quarto costruttore mondiale di automobili dopo Volkswagen, Toyota e l'alleanza Renault, Nissan e Mitsubishi. Alla fine di un tira e molla durato alcuni mesi, l'italoamericana FCA e la franco-tedesca PSA hanno infatti finalmente trovato un accordo; uniscono quindi le forze per affrontare un futuro ancora poco chiaro perfino per i più grandi, fatto, anzitutto, di mobilità sostenibile e guida autonoma.

Carlos Tavares (PSA) e Mike Manley (FCA), amministratori delegati, si stringono la mano fiduciosi di disporre di una "solida struttura patrimoniale" e di "un elevato livello di liquidità", come scrive FCA in una nota ufficiale, per viaggiare in tranquillità verso un fatturato di 170 miliardi di euro che corrispondono a 8,7 milioni di vetture all'anno. La nuova società, che al momento non ha ancora un nome, sarà presieduta da John Elkann; il ruolo di CEO sarà invece affidato a Carlos Tavares, affiancato dallo stesso Mike Manley.

Entrambe le parti rassicurano che non si tratta di un accordo cercato e formalizzato per contrastare un periodo di crisi, bensì, come detto, per affrontare le sfide future; strategia che, tengono a sottolineare, non coinvolgerà il personale. Anche per questo, i sindacati e gli stessi governi accolgono con favore la notizia, una notizia considerata "ottima" dal ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire e dal suo omologo italiano Roberto Gualtieri. Il consiglio di amministrazione sarà composto da 11 membri, cinque dei quali nominati da FCA (incluso Elkann) e cinque da PSA (inclusi il Senior Non-Executive Director e il Vice Presidente); al perfezionamento dell'operazione, il Consiglio includerà anche due membri in rappresentanza dei lavoratori di FCA e di Groupe PSA.

Che cosa guideremo quindi? Ancora presto per dirlo, ma pare che la strategia del nuovo colosso dell'automobile sia incentrata su due piattaforme, una per le vetture più piccole e una per le medie, onde raggiungere importanti obiettivi di economia di scala che consentiranno di risparmiare su ogni aspetto della progettazione e della distribuzione: le parti prevedono che i risparmi associati alle tecnologie, ai prodotti e alle piattaforme rappresenteranno il 40% circa dei 3,7 miliardi di euro di sinergie annuali a regime, mentre i risparmi relativi agli acquisti - che beneficeranno principalmente delle economie di scala e degli allineamenti al miglior prezzo - rappresenteranno un ulteriore 40% di tali sinergie. Il restante 20% sarà rappresentato da risparmi in altre aree, tra cui marketing, IT, spese generali e amministrative e logistica. Queste stime di sinergie non prevedono alcuna chiusura di stabilimenti in conseguenza dell'operazione. Si prevede quindi un flusso di cassa positivo già dal primo anno e sarebbero necessari circa quattro anni per raggiungere l'80% delle sinergie, al costo di 2,8 miliardi.

La nuova capogruppo con sede in Olanda sarà quotata su Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange e beneficerà della sua forte presenza in Francia, Italia e negli Stati Uniti.

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