Meloni la scarica, lei non se ne va. Mozione di sfiducia per Santanchè

L'atto parlamentare delle opposizioni contro la ministra del turismo italiana approderà lunedì prossimo alla Camera
ROMA - La mozione di sfiducia delle opposizioni alla ministra del turismo Daniela Santanchè approderà in Aula alla Camera lunedì per la discussione generale. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio come hanno riferito le opposizioni al termine della riunione.
«La ministra del turismo Daniela Santanchè ha perso la fiducia della premier: ci pare evidente che debba dimettersi», ha detto ieri sera la presidente dei deputati di Italia Viva (IV) Maria Elena Boschi annunciando la presentazione di una mozione di sfiducia alla Camera.
«Siamo davanti a un fatto politico di evidente rilevanza: la presidente del Consiglio intende disfarsi della sua ministra del turismo, che resiste e rimanda al mittente la richiesta. Al punto tale che Meloni è costretta a chiederglielo via comunicato ufficiale - gli ha fatto eco il vicepresidente di IV Enrico Borghi -. A questo punto delle due l'una: o Santanchè si dimette nelle prossime ore, o Giorgia Meloni è costretta a ricorrere alla mozione di sfiducia individuale (rievocando il caso Mancuso sotto il governo Dini). In ogni caso - conclude Borghi - dopo questa giornata il governo è a pezzi».
Ieri sera la Meloni, in una nota diffusa da Palazzo Chigi dopo le dimissioni del sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, ha dichiarato che «auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del turismo Daniela Santanchè».
A processo a Milano per presunto falso in bilancio della sua società editrice Visibilia e indagata per un'ipotesi di bancarotta, l'esponente di Fratelli d'Italia già a inizio 2025 era finita sulla graticola.



