Sono passati quattro anni. «Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi»

Il 24 febbraio 2022 scattava la "operazione militare speciale". Oggi trilaterale Zelensky-von der Leyen-Costa a Kiev
KIEV - KIEV (ats ans) - «Quattro anni fa, la Russia scatenava una guerra di aggressione contro l'Ucraina. Da allora, la popolazione ucraina ha dato prova di una immensa resilienza. La Svizzera sostiene l'Ucraina tramite l'aiuto umanitario e quello finalizzato alla ricostruzione. S'impegna per una pace giusta e duratura». Sono le parole pronunciate dal presidente della Confederazione Guy Parmelin in occasione del quarto anniversario della "operazione militare speciale" lanciata dalle truppe russe il 24 febbraio 2022.
Il y a quatre ans, la Russie lançait une guerre d'agression contre l'Ukraine 🇺🇦
— Guy Parmelin (@ParmelinG) February 24, 2026
Depuis lors, la population ukrainienne fait preuve d'une immense résilience. La 🇨🇭 soutient l'Ukraine à travers l'aide humanitaire et à la reconstruction. Elle s'engage pour une paix juste et durable. pic.twitter.com/sNev7WHrxg
Le parole di Zelensky - Sono varie le dichiarazioni e i commenti fatti in occasione di questo triste anniversario. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il suo omologo russo Vladimir Putin «ha fallito, non ha raggiunto i suoi obiettivi di guerra» e ha aggiunto che Kiev «farà qualunque cosa necessaria per arrivare a una pace solida e duratura».
L'Ucraina è pronta a fare «tutto» il possibile per garantire una pace solida e duratura, afferma Zelensky in un videomessaggio in occasione dell'anniversario. «Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha piegato gli ucraini. Non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l'Ucraina e faremo tutto il possibile per raggiungere la pace e per garantire giustizia», ha detto Zelensky.
In Kyiv for the tenth time since the start of the war.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) February 24, 2026
To reaffirm that Europe stands unwaveringly with Ukraine, financially, militarily, and through this harsh winter.
To underscore our enduring commitment to Ukraine’s just fight.
And to send a clear message to the Ukrainian… pic.twitter.com/iULkEQji16
Il trilaterale a Kiev - «A Kiev per la decima volta dall'inizio della guerra. Per ribadire che l'Europa è al fianco dell'Ucraina, finanziariamente, militarmente e in questo rigido inverno. Per sottolineare il nostro impegno costante nella giusta lotta dell'Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all'aggressore: non ci arrenderemo finché non sarà ristabilita la pace. La pace alle condizioni dell'Ucraina». Lo scrive su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, appena arrivata a Kiev con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa per un incontro trilaterale con Volodymyr Zelensky.
Con loro ci sono alcuni commissari europei - tra i quali quello all'Energia Dan Jorgensen - e un gruppo di leader del continente, tra i quali il primo ministro croato Andrej Plenkovic, la premier danese Mette Frederiksen, il presidente ceco Petr Pavel.
Tra veti e negoziati - Dal canto suo Costa, parlando con un gruppo di media internazionali, tra i quali l'Ansa, durante il viaggio in treno per Kiev, ha commentato: «Abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l'Ucraina» anche se «a volte non è facile prendere decisioni». Sul veto dell'Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: «È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito».
Costa affronterà con il presidente ucraino anche il caso dell'oleodotto Drubzha, che secondo Budapest l'Ucraina sta volutamente non riparando. Come ritorsione Viktor Orban ha bloccato le nuove sanzioni per Mosca e il prestito da 90 miliardi a Kiev. L'idea dei vertici Ue è quella di assicurarsi che l'oleodotto sia presto riparato, per non fornire alcun casus belli a Orban. Una volta ripristinato il flusso di petrolio, Bruxelles si aspetta l'immediato via libera dell'Ungheria al prestito per Kiev.
Riguardo ai negoziati Costa ritiene che «alcune questioni possono essere negoziate solo dall'Unione europea: il processo di adesione dell'Ucraina, il congelamento dei beni, le sanzioni contro la Russia. E sicuramente dobbiamo partecipare attivamente alle discussioni con la Russia sul futuro assetto di sicurezza dell'Europa».
«Desidero rendere omaggio al coraggio e alla determinazione del popolo ucraino che, in questi quattro terribili anni, ha resistito all'invasione su larga scala della Russia, respingendo quest'ultima nella parte orientale del paese, e continua a difendere il fronte con grande coraggio. Rendo omaggio anche alla determinazione dell'Ucraina a compiere progressi sul percorso europeo. È davvero impressionante come un Paese in guerra stia riuscendo a realizzare le riforme necessarie per portare avanti il processo di adesione», ha concluso.



