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Guai giudiziari per Trump: la famiglia di Albanese gli fa causa

La denuncia è stata presentata dal marito, Massimiliano Cali, e dal figlio della coppia, poiché le regole delle Nazioni Unite impediscono alla sua rappresentante di presentare la denuncia a proprio nome.
Foto Imago
Fonte ats
Guai giudiziari per Trump: la famiglia di Albanese gli fa causa
La denuncia è stata presentata dal marito, Massimiliano Cali, e dal figlio della coppia, poiché le regole delle Nazioni Unite impediscono alla sua rappresentante di presentare la denuncia a proprio nome.

NEW YORK - La famiglia di Francesca Albanese ha fatto causa al presidente Donald Trump e ad alti funzionari dell'amministrazione Usa, contestando le sanzioni che il governo americano le ha imposto per il suo sostegno al perseguimento giudiziario dei leader israeliani e delle aziende internazionali coinvolte nella guerra a Gaza.

Il ricorso civile, depositato presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, sostiene che l'amministrazione Trump ha violato i diritti garantiti alla Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i diritti dei palestinesi nei territori occupati, dal Primo, Quarto e Quinto Emendamento, sequestrando irragionevolmente i suoi beni senza il dovuto processo legale. Il ricorso chiede al tribunale di dichiarare le sanzioni incostituzionali.

La causa è stata intentata dal marito, Massimiliano Cali, e dal figlio della coppia - il cui nome non è stato reso pubblico - poiché le regole delle Nazioni Unite impediscono a Francesca Albanese di presentare la denuncia a proprio nome. Nel ricorso, la famiglia della Albanese denuncia la perdita dell'accesso ai conti bancari, ai rapporti con diverse università, alla possibilità di viaggiare negli Stati Uniti e all'accesso a un appartamento dell'esperta Onu a Washington.

«Le sanzioni, se utilizzate in modo appropriato, sono uno strumento potente per interrompere e indebolire le attività di terroristi, criminali e regimi autoritari», si legge nel ricorso: «Tuttavia, le sanzioni vengono abusate quando mirano a mettere a tacere punti di vista sgraditi e a violare i diritti costituzionali di persone che il governo non gradisce».

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