Keystone
A sinistra, in foto, Iwao Hakamada. A destra, la sorella: Hideko Hakamada.
GIAPPONE
23.12.2020 - 11:320

Condannato a morte quasi 50 anni fa, ora va di nuovo a processo

Ci sarà un'altra revisione del processo a Iwao Hakamada, nel braccio della morte dal 1966

TOKYO - Continua la saga giudiziaria in Giappone per l'84enne Iwao Hakamada, l'ex pugile che si trova nel braccio della morte da quasi mezzo secolo.

La Corte Suprema si è espressa infatti favorevolmente alla revisione del processo dopo l'ennesimo appello degli avvocati della difesa che sostengono l'innocenza dell'uomo costretto - a loro dire - «ad ammettere un crimine che non aveva commesso durante gli interrogatori a tratti brutali della polizia».

Era il 1966 quando l'ex pugile venne arrestato con l'accusa di aver sterminato una famiglia di 4 persone durante una rapina, prima di dar fuoco la loro abitazione. Dopo la sentenza di terzo grado, nel 1980, venne condannato alla pena di morte, ma i suoi avvocati riuscirono a riaprire il processo dimostrando irregolarità e le forti pressioni psicologiche esercitate su di lui per ottenere una dichiarazione di colpevolezza.

Nel 2014 un'altra Corte decise di riaprire il processo per via di incongruenze negli esami del Dna, accordandogli la libertà, ma l'anno successivo un tribunale ha nuovamente contestato il procedimento legale sui test di laboratorio, rimettendosi al giudizio definitivo della Corte Suprema.

Durante l'ultimo viaggio del Pontefice a Tokyo, nel novembre dell'anno scorso, il 'cattolico innocente' - come ama definirsi Hakamada - battezzato col rito religioso durante la sua incarcerazione, è riuscito anche a partecipare alla messa del Papa. Una presenza che è riuscita a dare un forte impulso al movimento contrario alla pena capitale, in una nazione dove il dibattito è ancora aperto. Il Giappone è infatti l'unica democrazia avanzata, insieme agli Stati Uniti, ad applicare la condanna a morte, con tassi di approvazione che si aggirano intorno all'80%.

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