Iniziative sulle casse malati, piano in arrivo (ma già non piace)

Scontenti sia i socialisti che la Lega. Riget: «antidemocratico vincolare l’entrata in vigore al finanziamento». Piccaluga: «La volontà popolare non è negoziabile».
BELLINZONA - Si muove qualcosa sul fronte delle iniziative popolari sulle casse malati approvate nel settembre 2025. Il Governo è stato ascoltato dalla Commissione gestione e finanze del Gran Consiglio, iniziando a delineare i prossimi passi. Un’impostazione, quella proposta, che però non convince gli iniziativisti.
A riassumere l’audizione è stato il presidente della Gestione, Fabrizio Sirica. Il Consiglio di Stato è in ritardo rispetto alla scadenza fissata dal Parlamento, ma ha annunciato un messaggio dopo Pasqua, ha spiegato al Cdt. Tra i punti chiave: un’applicazione parziale e proporzionale delle iniziative e il possibile legame tra la loro attuazione e la copertura finanziaria. In sostanza, senza risorse adeguate, l’intero impianto potrebbe saltare.
Proprio su questo aspetto la Commissione intende chiedere un parere giuridico per verificarne la compatibilità con la Costituzione.
Critico il PS. La co-presidente Laura Riget, pur aprendo a un’applicazione transitoria, ha giudicato «antidemocratico» vincolare l’entrata in vigore al finanziamento, proponendo invece di procedere parallelamente, come per la 13esima AVS. Obiettivo dei socialisti è quello di migliorare il potere d’acquisto entro il 2027.
Scontenta anche la Lega. Il coordinatore Daniele Piccaluga chiede un piano chiaro e completo, senza compromessi parziali: la volontà popolare, sottolinea, «non è negoziabile».



