«Trasferire in altri Cantoni metà dei profughi ucraini senza lavoro»

Lo chiede una mozione al Consiglio federale di Lorenzo Quadri: «Lingua italiana e mercato del lavoro saturato da frontalieri ne ostacolano l'inserimento»
BERNA - «Trasferire almeno la metà dei profughi ucraini residenti in Ticino ma che non vi hanno trovato lavoro, in altri Cantoni in grado di garantirne un miglior inserimento professionale». È quanto chiede una mozione presentata al Consiglio federale da Lorenzo Quadri.
La richiesta, si legge nell'atto parlamentare, è motivata dal fatto che i migranti in questione sono «privi delle peculiarità ticinesi che lo ostacolano: lingua italiana e mercato del lavoro saturato da frontalieri». Inoltre, «l’anno prossimo saranno trascorsi 5 anni dall’introduzione dello statuto S, e quindi i titolari che l’hanno ottenuto da più tempo potranno chiedere un permesso B. E saranno i Cantoni e i Comuni a doversi far carico per intero del sostentamento dei profughi ucraini con permesso B che non sono autonomi finanziariamente».
Il tasso di occupazione dei profughi ucraina varia da Cantone a Cantone. In Ticino è al 30%. «Per aumentare il grado di occupazione degli statuti S, anche in prospettiva del passaggio al permesso B, è necessario che la Confederazione trasferisca almeno la metà dei profughi ucraini residenti in Ticino ma che non vi hanno trovato un impiego in Cantoni in cui – per le ragioni di lingua e di mercato del lavoro citate sopra – una loro integrazione professionale appaia realistica».



