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CANTONE / SVIZZERA

«Trasferire in altri Cantoni metà dei profughi ucraini senza lavoro»

Lo chiede una mozione al Consiglio federale di Lorenzo Quadri: «Lingua italiana e mercato del lavoro saturato da frontalieri ne ostacolano l'inserimento»
20Minuten Agency
Fonte red
«Trasferire in altri Cantoni metà dei profughi ucraini senza lavoro»
Lo chiede una mozione al Consiglio federale di Lorenzo Quadri: «Lingua italiana e mercato del lavoro saturato da frontalieri ne ostacolano l'inserimento»

BERNA - «Trasferire almeno la metà dei profughi ucraini residenti in Ticino ma che non vi hanno trovato lavoro, in altri Cantoni in grado di garantirne un miglior inserimento professionale». È quanto chiede una mozione presentata al Consiglio federale da Lorenzo Quadri.

La richiesta, si legge nell'atto parlamentare, è motivata dal fatto che i migranti in questione sono «privi delle peculiarità ticinesi che lo ostacolano: lingua italiana e mercato del lavoro saturato da frontalieri». Inoltre, «l’anno prossimo saranno trascorsi 5 anni dall’introduzione dello statuto S, e quindi i titolari che l’hanno ottenuto da più tempo potranno chiedere un permesso B. E saranno i Cantoni e i Comuni a doversi far carico per intero del sostentamento dei profughi ucraini con permesso B che non sono autonomi finanziariamente».

Il tasso di occupazione dei profughi ucraina varia da Cantone a Cantone. In Ticino è al 30%. «Per aumentare il grado di occupazione degli statuti S, anche in prospettiva del passaggio al permesso B, è necessario che la Confederazione trasferisca almeno la metà dei profughi ucraini residenti in Ticino ma che non vi hanno trovato un impiego in Cantoni in cui – per le ragioni di lingua e di mercato del lavoro citate sopra – una loro integrazione professionale appaia realistica».

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