Contro il presidio antifascista «provocazioni e ultimatum inutili»

Ordine pubblico e sicurezza: in un'interpellanza al Consiglio di Stato, Giuseppe Sergi - Movimento per il socialismo (MPS) - chiede chiarezza sulle prese di posizione del Municipio di Lugano.
LUGANO - L'interpellanza inviata al Consiglio di Stato da Giuseppe Sergi - Movimento per il socialismo (MPS) - chiede oggi alla politica di fare luce su una serie di decisioni prese durante il presidio antifascista non autorizzato del 21 febbraio scorso a Lugano, che ha sollevato un acceso dibattito.
«Il presidio - si legge nella motivazione, che ha in Matteo Pronzini il cofirmatario - ha suscitato e suscita ampio dibattito pubblico e politico. Appare necessario che il governo, quanto prima, informi con chiarezza sullo sviluppo della vicenda e sulle modalità con cui è stata assunta una serie di decisioni».
Il documento critica aspramente l'atteggiamento del Municipio di Lugano e l'ingente schieramento di forze di polizia («oltre 200 agenti in tenuta antisommossa»), ritenuto sproporzionato e «provocatorio» a fronte di una manifestazione pacifica contro razzismo e autoritarismo.
Viene inoltre contestato l'ultimatum di dispersione con minaccia di gas lacrimogeni, motivato da ragioni di ordine pubblico che i firmatari giudicano «inesistenti» (in assenza di scontri o pericoli reali).
Infine, le sei domande poste al Consiglio di Stato:
1. Chi e con quale obiettivo ha chiesto la presenza e l’intervento della polizia cantonale e delle squadre antisommossa?
2. Chi ha deciso di chiamare gli agenti romandi? In base a quali valutazioni? In base a quale accordo (concordati bilaterali, intercantonali, convenzione IKAPOL)?
3. Chi ha deciso di comunicare ai partecipanti che, se non si fossero immediatamente dispersi, avrebbero subito un intervento massiccio e violento?
4. Quali sono stati i criteri che hanno portato a questa decisione, in particolare pericoli di scontri, di perturbazioni al traffico, di situazioni di pericolo per cose e persone?
5. Chi ha preso la decisione, trascorso il termine dell'ultimatum di 10 minuti, di rinunciare all’intervento prospettato?
6. Quali sono stati i criteri che hanno portato a questa decisione, in particolare i pericoli di scontri, di perturbazioni al traffico, di situazioni di pericolo per cose e persone?



