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LUMINOL'inceneritore a Lumino spaventa gli abitanti: «Non lo vogliamo»

19.06.24 - 08:28
Le rassicurazioni da parte di Teris durante l'incontro informativo non sono bastate.
Archivio Ti Press
Fonte cdt/No inceneritore
L'inceneritore a Lumino spaventa gli abitanti: «Non lo vogliamo»
Le rassicurazioni da parte di Teris durante l'incontro informativo non sono bastate.
I proponenti della petizione "No Inceneritore" ora chiedono, in una lettera aperta, di rinunciare al progetto.

LUMINO - Un incontro da tutto esaurito quello che si è svolto lunedì sera nella palestra di Lumino tra la Teris SA - società di teleriscaldamento e parapubblica di proprietà dell'Azienda elettrica ticinese (AET) per il 60% e dell'Azienda cantonale dei rifiuti (ACR) al 40%, entrambe di pertinenza cantonale - e la popolazione del paese e Castione. Al centro delle discussioni, il progetto della centrale termica.

Un progetto che non convince - Presenti durante la serata, Andrea Fabiano e Andrea Papina, rispettivamente direttore e membro del Cda di AET e ACR: a loro è spettato il difficile compito di rassicurare gli abitanti sulla futura centrale a termica. Tuttavia, illustrare i benefici a livello regionale per il processo di decarbonizzazione e la conseguente indipendenza energetica che deriverebbero dall'implementazione della centrale, non è stato sufficiente per fare breccia nella volontà degli abitanti. Così come neppure le argomentazioni riguardo al «rispetto delle regolamentazioni e dei limiti di emissioni della legislazione federale».

Gli abitanti dei due paesi confinanti non si sono lasciati convincere nemmeno dalla spiegazione del progetto che, nel caso di Lumino, prevede l'impiego di legno di scarto. Sottolineando che «nella centrale non verranno bruciati rifiuti solidi, tanto meno quelli di legno problematici come legni trattati con sostanze particolari». Il legno di scarto proverebbe infatti da cantieri, falegnamerie e demolizioni, hanno aggiunto.

Lettera aperta a Teris Sa - Ai cittadini, tuttavia, l'idea di avere in casa una centrale termica, con tre ciminiere da 18 metri l'una, proprio non va giù. Tanto che il primo firmatario della petizione “NO all’inceneritore a Lumino”, Mattia Monighetti, insieme agli altri proponenti ha indirizzato una lettera aperta alla Teris SA. «Le presentazioni fatte da Teris SA e dall’Ufficio cantonale dei rifiuti e dei siti inquinati non hanno minimamente convinto e rassicurato i cittadini», si legge nella missiva. Volontà supportata dal fatto che «l’ubicazione “dell’inceneritore” è prevista a pochissime decine di metri – non centinaia! – dalle Scuole di Castione (Asilo, Elementari, Medie), dagli abitati di Lumino e Castione, dal campo di calcio di Lumino, dalla pista ciclabile, dal centro di agility dog, dalla scuderia di cavalli e a poca distanza dal futuro pozzo di captazione dell’acqua potabile».

«Poco importa il combustibile che verrebbe utilizzato», dicono, perché «i territori abitati di Lumino e di Castione, che non ne trarrebbero alcun vantaggio». Rischiano piuttosto «di confrontarsi con pericolosi inquinanti generati dalla combustione del legno di scarsa qualità (trattato con colle, vernici rivestimenti e lacche) i cui fumi nocivi sarebbero smaltiti attraverso 2 ciminiere da 18 metri (+1 ciminiera per il gas)».

Nella loro analisi vengono considerati anche «8'300 kg di ceneri pericolose prodotte settimanalmente e da smaltire in discariche speciali; l’emissione di diossine, ovvero composti fortemente cancerogeni, che non è esclusa; la direzione delle correnti ventose che porta i fumi verso il centro di Lumino; acque meteoriche dell’inceneritore classificate da debolmente a mediamente inquinate; traffico invasivo causato da numerose autocisterne che giornalmente giungono a Lumino, su strade inadatte a questo scopo, per rifornire l’inceneritore con 12'000 tonnellate di legno di scarsa qualità all’anno».

«Rinunciate al progetto» - Con queste premesse la lettera si conclude con una richiesta: «Chiediamo pubblicamente a Teris SA di dar prova di buon senso e di rinunciare a presentare una nuova domanda di costruzione per” l’inceneritore” previsto a Lumino – poco importa il combustibile utilizzato (legno di scarsa qualità/legno naturale) – evitando nel contempo di dar vita a un inutile, dannoso e ingiustificato scontro con la popolazione».

La petizione, intanto, a pochi giorni dal suo lancio ha già raccolto circa 500 firme.

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