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CANTONE/BERNA
03.06.2020 - 10:010
Aggiornamento : 10:45

«I criminali scarcerati in Italia arriveranno presto in Svizzera?»

Le preoccupazioni di Marchesi sul ripristino della Libera circolazione finiscono a Berna

Ciò a seguito del decreto italiano che permette a chi ha condanne inferiori ai 18 mesi di scontare la pena ai domiciliari

LUGANO/BERNA - «Dopo tutta la fatica che si compie per arrestarli, dopo tutti i rischi, ecco questo provvedimento che definirei un indulto. Tutto questo delegittima un intero sistema. Già far scontare per intero le pene è diventata cosa particolarmente difficile, ma questo nuovo provvedimento libera di fatto chi ha meno di 18 mesi da scontare e permette i domiciliari a chi nella maggior parte delle volte non ha nemmeno un domicilio certo». Queste le parole di Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato di polizia italiano (SAP) alla notizia della pubblicazione del decreto legge del Governo italiano dell 16 marzo 2020.

Se in Italia vi è preoccupazione, perché persone pericolose verranno fatte uscire dalle carceri a seguito delle difficoltà di gestione nel periodo Covid-19, anche in Svizzera - e in Ticino in particolare - vi è il timore che l'abolizione del controllo sistematico alle frontiere, possa permettere ai suddetti criminali di varcare il confine per sfuggire alla giustizia italiana.

Questa paura, il consigliere nazionale UDC Piero Marchesi ha deciso di sottoporla tramite interpellanza al Consiglio federale con i seguenti interrogativi:

1. È a conoscenza di questa decisione adottata dal Governo italiano?

2. Il Governo italiano ha informato ufficialmente i Governi dei paesi confinanti di questa decisione?

3. Condivide la preoccupazione che questi criminali potrebbero presto varcare i confini, molti di fatto non più presidiati, per venire in Svizzera e così sfuggire alla giustizia italiana?

4. In caso affermativo, che misure intende mettere in atto per impedire, o quantomeno limitare questo fenomeno?

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