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LUGANO

Aggressori e vittime processati insieme

Arriva in aula il 9 febbraio l'episodio di violenza avvenuto in un autosilo luganese la sera del 23 giugno 2024
Depositphotos (chaoss)
Immagine di archivio.
Fonte CdT
Aggressori e vittime processati insieme
Arriva in aula il 9 febbraio l'episodio di violenza avvenuto in un autosilo luganese la sera del 23 giugno 2024

LUGANO - Approderà davanti alle Assise criminali, a partire dal 9 febbraio, la violenta aggressione avvenuta la sera del 23 giugno 2024. Ricordiamo i fatti: una lite degenerò improvvisamente in violenza all'interno di un autosilo di Lugano. Quattro le persone coinvolte, due delle quali – un 23enne e un 28enne, entrambi cittadini svizzeri domiciliati nel Luganese – ebbero la peggio nello scontro, rimanendo gravemente ferite.

A fissare quei momenti furono le telecamere di videosorveglianza dell’autosilo. Le immagini, decisive, permisero agli inquirenti della Polizia cantonale di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e, in seguito, di risalire all’identità dei due presunti autori, fuggiti in auto subito dopo la colluttazione. Come riportato dal Corriere del Ticino, parallelamente all’inchiesta svizzera si attivarono i canali dell’assistenza giudiziaria internazionale, coinvolgendo anche la Magistratura italiana.

L’indagine condusse così all’arresto dei sospettati – un 25enne e un 26enne, cittadini italiani residenti in Italia – fermati in provincia di Alessandria. Dopo alcuni mesi di detenzione, i due uomini sono stati estradati in Svizzera alla fine di aprile 2025.

La Corte sarà presieduta dalla giudice Monica Sartori-Lombardi, affiancata dai giudici a latere Emilie Mordasini e Luca Zorzi. Le accuse principali sono pesanti: tentato omicidio intenzionale, lesioni gravi e tentate lesioni gravi. Difesi dagli avvocati Olivier Ferrari e Rosa Maria Cappa, i due rischiano una pena superiore ai cinque anni di detenzione, come richiesto dal procuratore pubblico Luca Losa.

Il dibattimento, che si svolgerà con la presenza degli assessori giurati, presenta tuttavia un elemento singolare. Alla sbarra, infatti, non ci saranno soltanto i presunti aggressori, ma anche le due persone rimaste ferite quella notte. Nei loro confronti, la Magistratura contesta il reato di rissa. Entrambi respingono le accuse. Difesi dagli avvocati Marisa Alfier e Felice Dafond, uno dei due sostiene di non ricordare quanto accaduto, mentre l’altro nega di aver partecipato attivamente allo scontro.

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