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MENDRISIO
19.06.2020 - 08:010
Aggiornamento : 10:10

Furto di farmaci all'OBV, denunciata e licenziata un'infermiera

La donna, attiva da diversi anni nel nosocomio di Mendrisio, ha sottratto a più riprese dei sonniferi.

Il caso è stato segnalato al Medico cantonale e alla Procura, che ha aperto un'inchiesta.

MENDRISIO - Denunciata e licenziata per aver rubato dei farmaci. È successo di nuovo. Già fra il 2014 e il 2017, un infermiere era riuscito a sottrarre un importante quantitativo di medicinali dalle scorte dell’Ospedale Beata Vergine di Mendrisio (OBV). In quell’occasione erano spariti degli psicofarmaci, in questa si tratta di sonniferi, trafugati a più riprese.

I fatti risalgono al periodo pre-coronavirus e sono stati confermati dal responsabile della comunicazione dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC) Mariano Masserini: «Le verifiche regolari che l’EOC conduce in tutte le sue strutture hanno effettivamente permesso di portare alla luce un caso di sottrazione ripetuta di farmaci (della categoria dei sonniferi) all’Ospedale Regionale di Mendrisio».

La persona implicata è stata individuata e fermata anche grazie alla collaborazione della Polizia. Contro l’operatrice sanitaria ci sarebbero prove schiaccianti, fra cui anche dei filmati che la riprendono mentre sottrae i farmaci. Stando a nostre informazioni, la donna - attiva nel corso degli ultimi anni in diversi reparti dell’Ospedale - ricopriva nell’ultimo periodo un ruolo di responsabilità all’interno del reparto di Medicina 1, lo stesso teatro delle 17 morti sospette su cui sta indagando la Procura.

L’OBV ha come detto sporto denuncia e proceduto all'allontanamento della collaboratrice, come previsto dalle disposizioni contrattuali. L’inchiesta è ora nelle mani delle autorità inquirenti, che dovranno fra le altre cose appurare per quanto tempo la donna si sia servita delle scorte del nosocomio e come sia riuscita a passare inosservata, anche perché dopo il caso emerso nel 2017 le misure di sicurezza erano state ulteriormente implementate.

In conformità con le prescrizioni per questi casi, anche l’Ufficio del Medico cantonale - a cui in questo periodo il lavoro non è certamente mancato - è stato informato.

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