Il caso Datamars finisce in Consiglio di Stato
BELLINZONA - La Datamars SA di Bedano ha recentemente annunciato il licenziamento di tredici collaboratori a seguito della decisione di trasferire una parte della produzione in Slovacchia. Il sindacato OCST è immediatamente intervenuto per tutelare i diritti dei dipendenti e per valutare la possibilità di limitare o attenuare le conseguenze di questa decisione sui lavoratori. In particolare ha proposto l’adozione di un piano sociale che riconoscesse anche al personale licenziato una congrua indennità di uscita. La direzione dell’azienda ha avuto un atteggiamento di chiusura nei confronti delle richieste sindacali e ha proposto un piano sociale che prevede un’indennità di uscita totale di 38'000.- franchi da suddividere tra i dipendenti licenziati.
Per il sindacato si tratta di un atteggiamento di insensibilità nei confronti dei lavoratori. Gianni Guidicelli ha presentato una interrogazione sul tema partendo dalla seguente considerazione: "Questo ulteriore episodio di trasferimento della produzione verso paesi con un costo del lavoro più basso, deve imporre una particolare riflessione sul ruolo che il nostro cantone svolge nell’ambito della promozione industriale e dell’applicazione della legislazione in merito. In particolare della Legge sull’innovazione. Ci risulta in effetti che la ditta in questione abbia ricevuto nel 2000 e nel 2007 dei contributi tramite la citata legge. Ha inoltre beneficato nel 2009 delle indennità per lavoro ridotto, previste dalla Legge sull’assicurazione disoccupazione".
Insomma il della Datamars dimostrerebbe come in definitiva l’azienda non abbia un particolare senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori e del territorio che la ospita. Da qui le domande al Consiglio di Stato. Gianni Guidicelli e i cofirmatari Lorenzo Jelmini, Marco Chiesa, Felice Campana chiedono a quanto ammontano gli aiuti concessi alla Datamars tramite la Legge sull’innovazione, se alla ditta sono stati recentemente concessi degli aiuti previsti dalla Legge sulla disoccupazione e della Legge sul ricollocamento, come valuta la decisione della ditta, in relazione soprattutto agli intendimenti iniziali che hanno portato alla concessione degli aiuti previsti dalla L-Inn. Infine si propone se non sia opportuno che la concessione di ogni tipo di aiuto e contributo sia da legare, oltre che a politiche salariali sostenibili, anche a impegni precisi di mantenimento dell’occupazione in Ticino?




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