Si sballa con la bomboletta spray sul bus: «Anche un'inalazione può essere letale»

L'avvistamento da parte di un lettore di tio.ch ha causato una certa preoccupazione. Ingrado: «Pratica nota e documentata nei giovani, ma i rischi sono altissimi».
L'avvistamento da parte di un lettore di tio.ch ha causato una certa preoccupazione. Ingrado: «Pratica nota e documentata nei giovani, ma i rischi sono altissimi».
LUGANO - Un ragazzo seduto da solo, su un bus del Luganese, a un certo punto estrae una comune bomboletta spray dalla giacca e se la spruzza direttamente nel naso.
Un comportamento che non ha mancato di lasciare perplesso, e preoccupare un lettore di tio.ch che si trovava sul mezzo pubblico: «Era davvero strano, lo ha fatto così all'improvviso, come se niente fosse...»
Stando a quanto confermato da Ingrado alla redazione la pratica di utilizzare spray di uso comune (gas propellenti, vernici o solventi) per ottenere effetti psicoattivi e 'sballarsi' sono note e documentate, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti. «Si tratta di un uso improprio di queste sostanze, le quali sono in grado di produrre vapori che, se inalati, agiscono rapidamente sul sistema nervoso centrale, causando effetti simili a quelli dell’alcol o di alcune droghe sedative», spiega il vicedirettore Marcello Cartolano.
«Non risultano tra le sostanze più diffuse in Svizzera, rispetto a cannabis, alcol o stimolanti, ma rappresentano un comportamento a rischio noto nei contesti giovanili, spesso sottovalutato proprio per la loro apparente “banalità” anche perché gli effetti sono di breve durata (da pochi minuti a mezz’ora), il che può indurre a ripetere l’assunzione», aggiunge Cartolano.
Questo rende questa pratica, già di per sé estremamente dannosa per la salute, ancora più letale: «L'elemento davvero critico di queste sostanze è che anche una singola inalazione può essere letale, causando un arresto cardiaco improvviso o soffocamento. Inoltre danneggiano cervello, fegato, reni e polmoni a lungo termine. Possono inoltre provocare deficit cognitivi, problemi di memoria e disturbi neurologici», conclude.





