Cerca e trova immobili
MEDIO ORIENTE: LIVE

Netanyahu ordina: «Ampliare la zona cuscinetto il Libano»

Intanto il ministro degli Eesteri Baghaei ha accusato gli Stati Uniti e Israele di tentare di paralizzare «le fondamenta scientifiche e il patrimonio culturale del Paese»
AFP
Intanto il ministro degli Eesteri Baghaei ha accusato gli Stati Uniti e Israele di tentare di paralizzare «le fondamenta scientifiche e il patrimonio culturale del Paese»

In una giornata "interlocutoria" della guerra in corso in Medio Oriente, ieri gli Houthi hanno fatto il loro ingresso nel conflitto, confermando in serata di aver lanciato raffiche di missili da crociera e droni contro siti militari e vitali nello stato di Israele. L'entrata in guerra delle milizie yemenite hanno provocato la reazione del governo di Sana'a che ha accusato Teheran di voler trascinare il paese — al pari di altri vicini — «in guerre inutili».

22:07

L'Iran "scollegato" da un mese
Il blackout internet a livello nazionale in Iran ha raggiunto il 30° giorno consecutivo, lasciando milioni di persone isolate da informazioni e comunicazioni dall'inizio della guerra con gli Stati Uniti e Israele. "Il blackout internet in Iran è entrato nel 30° giorno, mentre la misura di censura a livello nazionale continua per la quinta settimana, dopo 696 ore", ha dichiarato oggi il gruppo di monitoraggio internet NetBlocks a X. Mentre la rete intranet nazionale rimane operativa, supportando app di messaggistica locali, piattaforme bancarie e altri servizi, l'accesso a internet a livello globale è stato severamente limitato. Molti iraniani non hanno avuto altra scelta che affidarsi a piattaforme controllate dallo Stato e ad alternative costose per rimanere in contatto con i propri cari. (ats)

21:45

Prossimi colloqui, il Pakistan disponibile a ospitarli
"Il Pakistan sarebbe onorato di ospitare e facilitare nei prossimi giorni colloqui significativi tra le due parti per una soluzione globale e duratura del conflitto in corso": lo ha dichiarato il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar in una dichiarazione video, ripresa da Anadolu. Dar non ha rivelato se i colloqui sarebbero stati diretti o indiretti e non ci sono state dichiarazioni immediate da nessuna delle due parti. I ministri degli esteri di Turchia, Pakistan, Egitto e Arabia Saudita hanno oggi "discusso dei possibili modi per porre fine in modo rapido e definitivo alla guerra nella regione", ha aggiunto Dar. (ats)

21:35

Quanti soldati statunitensi ci sono in Medio Oriente?
In Medio Oriente ci sono al momento 50'000 soldati americani, 10'000 più del solito. Lo riporta il New York Times, ricordando come in situazione normali sono circa 40'000 le truppe americane nell'area sparse in vari Paesi, dall'Arabia Saudita al Bahrain passando per l'Iraq, la Siria, la Giordania, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait. Secondo le indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal nei giorni scorsi, il Pentagono potrebbe ordinare il dispiegamento nell'area di altri 10'000 solati, arrivando a poter contare su 17'000 truppe pronte ad agire per incursioni mirate a terra. (ats)

21:01

Alcune zone di Teheran al buio dopo i raid
I media iraniani riferiscono che alcune zone di Teheran stanno subendo interruzioni di corrente a seguito dei raid aerei nella regione. "A seguito degli attacchi a Teheran, alcune zone della città stanno attualmente subendo interruzioni di corrente", riferisce l'agenzia di stampa Fars. Non ci sono stati commenti immediati da parte delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) o dell'esercito statunitense in merito agli ultimi attacchi nella capitale iraniana. (ats)

20:34

Netanyahu ordina: «Ampliare la zona cuscinetto il Libano»
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato all'esercito di «ampliare ulteriormente» una zona di sicurezza in Libano, mentre Israele continua la sua campagna nel paese vicino. «In Libano, ho appena ordinato all'esercito di ampliare ulteriormente la zona di sicurezza esistente», ha affermato Netanyahu in una dichiarazione video. «Questo ha lo scopo di neutralizzare definitivamente la minaccia di invasione (da parte dei militanti di Hezbollah) e di tenere il fuoco dei missili anticarro lontano dal confine».

20:33
AFP
20:32

Idf, oltre 140 attacchi in 24 ore contro il sistema missilistico di Teheran
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno annunciato che l'Aeronautica ha effettuato oltre 140 attacchi contro le infrastrutture del regime iraniano nelle ultime 24 ore. Secondo l'esercito, sono stati colpiti siti di lancio e stoccaggio di missili balistici e infrastrutture di difesa aerea. Intanto il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in un messaggio in occasione del 30esimo giorno dall'inizio della guerra degli Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha affermato che le forze iraniane "stanno aspettando l'arrivo delle truppe americane sul territorio per dar loro fuoco e punire per sempre i loro partner regionali". "Continuiamo a sparare. I nostri missili sono in posizione. La nostra determinazione e la nostra fiducia sono aumentate", ha aggiunto. (ats)

17:47

Raid in Kuwait, feriti 10 soldati
Dieci soldati kuwaitiani sono rimasti feriti in un attacco missilistico iraniano contro un campo militare nel Paese del Golfo: lo ha dichiarato domenica l'esercito kuwaitiano, senza specificare la località, come riporta il Guardian. Il campo ha subito danni materiali, ha affermato l'esercito in un post su X, aggiungendo che il Kuwait ha affrontato 14 missili balistici e 12 droni nelle ultime 24 ore. (ats)

17:39

Riecco Mojtaba
Il leader supremo iraniano, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, si rifà vivo con un messaggio in cui ringrazia il popolo iracheno e la leadership religiosa per il loro sostegno all'Iran "di fronte all'aggressione": lo riferiscono media statali iraniani. Secondo West Asia News Agency, il messaggio e' stato consegnato in un incontro da Mohammad Ale Sadegh, ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran a Baghdad, allo sceicco Hammam Hamoudi, capo del Consiglio Supremo Islamico dell'Iraq. (ats)

17:06

Herzog telefona a Pizzaballa: «Profondo dolore per lo spiacevole incidente»
«Ho appena telefonato al Patriarca latino di Gerusalemme, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, per esprimere il mio profondo dolore per lo spiacevole incidente avvenuto questa mattina. Ho chiarito che l'incidente è scaturito da preoccupazioni per la sicurezza, dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele. Ho ribadito l'incrollabile impegno di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e a preservare lo status quo nei luoghi santi di Gerusalemme». Così il presidente israeliano Isaac Herzog su X.

17:05

La polizia israeliana impedisce al patriarca Pizzaballa di celebrare la messa

La nota del patriarcato: «È la prima volta da secoli che accade»

Apri articolo

16:49

I mediatori chiedono proposte sulla riapertura di Hormuz
Nei colloqui oggi a Islamabad, tra Pakistan con Turchia, Egitto e Arabia Saudita le discussioni iniziali si sarebbero concentrate sulle proposte per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo scrive Reuters sul sito. I paesi avrebbero discusso di proposte legate al traffico marittimo, che prima dell'incontro il Pakistan aveva inoltrato alla Casa Bianca. Tra le proposte, una proveniente dall'Egitto, che prevede tariffe simili a quelle del Canale di Suez. Turchia, Egitto e Arabia Saudita potrebbero formare un consorzio per gestire il passaggio del flussi di petrolio attraverso Hormuz, proposta che sarebbe stata discussa con Usa e Iran.

15:49
OpShotI soccorritori perlustrano l'edificio che ospitava la redazione di Teheran dell’emittente Al Araby TV.
15:48

«Controlliamo anche il golfo dell’Oman»
La Marina iraniana ha annunciato oggi di aver esteso il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz fino al Golfo dell'Oman, la sua porta d'accesso, e ha avvertito gli Stati Uniti che aprirà il fuoco contro la portaerei Uss Abraham Lincoln non appena questa si troverà a tiro. La nave, parte dell'operazione statunitense contro l'Iran, è attualmente schierata nel Mar Arabico, a centinaia di chilometri dal Golfo dell'Oman e dallo Stretto di Hormuz. (ansa)

14:04

L’Iran minaccia di prendere di mira la portaerei Usa Lincoln
L'Iran minaccia di prendere di mira la portaerei USS Abraham Lincoln se dovesse trovarsi a tiro (ansa)

13:20

«La Grande guerra mondiale finirà solo con la nostra vittoria»
«Non usciremo da questa guerra, se non con la vittoria». È quanto afferma il potente capo del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, in dichiarazioni rilanciate dall'agenzia iraniana Tasnim a un mese dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica e dall'inizio della risposta iraniana. Ghalibaf, stando a quanto riportato, parla di «grande guerra mondiale» e ripete che l'Iran non accetterà «l'umiliazione». (ansa)

13:10

Tre fermi per sventato attentato a sede Bank of America a Parigi: «Collegamento con la guerra in Medio Oriente»
Altre due persone sono state arrestate nella notte tra ieri e oggi nell'ambito delle indagini sul tentato attentato alla sede parigina della Bank of America, ha riferito all'Afp la Procura Nazionale Antiterrorismo (Pnat). Intanto, la custodia cautelare del minore arrestato ieri «è stata prorogata», ha dichiarato la Pnat. In totale, tre persone sono ora in custodia cautelare legate all'episodio che il ministro dell'Interno francese Laurent Nuñez ha collegato alla guerra in Medio Oriente.(ats)

12:15

La polizia israeliana impedisce al patriarca Pizzaballa di celebrare la messa

La nota del patriarcato: «È la prima volta da secoli che accade»

Apri articolo

11:58
imago
11:55

«Aspettiamo l'invasione Usa: puniremo i loro partner regionali»
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, avverte che le forze armate iraniane sono in attesa di un'invasione di terra statunitense per punire i loro partner regionali, secondo quanto riportato dai media statali citati da Sky News. Ghalibaf afferma inoltre che gli Stati Uniti parlano pubblicamente di negoziati, ma in realtà stanno preparando un attacco di terra in segreto.
«Il nemico lancia apertamente un messaggio di negoziazione e segretamente pianifica un attacco di terra», ha scritto Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano dal 2020, nel suo messaggio diffuso dall'agenzia di stampa Tasnim. «Gli Stati Uniti esprimono le proprie richieste con un elenco di 15 punti e perseguono ciò che non sono riusciti a ottenere in guerra».
«Siamo nel bel mezzo di una guerra mondiale di vasta portata e dobbiamo prepararci al tortuoso e difficile cammino che ci attende fino al raggiungimento della vetta», ha aggiunto. Ghalibaf è stato in precedenza comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, capo della polizia e sindaco di Teheran. Secondo alcune fonti, Washington lo considera un potenziale partner ed è indicato come il candidato preferito di Donald Trump per la leadership. (ats)

09:58

Al Araby: «La nostra sede di Teheran colpita in un raid»
L'emittente televisiva qatarina Al Araby riferisce che la sua sede a Teheran è stata danneggiata da un raid aereo. L'edificio sarebbe stato colpito oggi da un missile israeliano, causando ingenti danni.
Le immagini girate all'interno dell'ufficio mostrano finestre in frantumi, schegge di vetro e detriti. All'esterno, gli immobili circostanti appaiono a loro volta danneggiati, mentre le strade sono ricoperte di macerie. Le trasmissioni sono state sospese, ha dichiarato l'emittente in un post su X. (ats)

08:38

Cinque morti in attacco a città portuale sul Golfo Persico
Cinque persone sono rimaste uccise e altre quattro ferite nell'attacco israelo-americano alla città portuale di Bandar Pol, nella provincia di Hormozgan, sul Golfo Persico, avvenuto oggi, secondo quanto riferito dal governatore provinciale. (ats)

08:11

Colpito un porto vicino allo Stretto di Hormuz
Attacchi missilistici statunitensi e israeliani hanno colpito una città portuale iraniana vicina allo Stretto di Hormuz. Lo riferiscono media statali iraniani.

08:07
dpa
08:06

L'Iran minaccia di colpire le università Usa in Medio Oriente
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha minacciato di colpire le università statunitensi in Medio Oriente dopo aver subito la distruzione di due atenei in Iran da parte di raid aerei statunitensi e israeliani.
«Se il governo degli Stati Uniti vuole che queste università nella regione evitino ritorsioni (...), deve condannare il bombardamento delle università con una dichiarazione ufficiale entro mezzogiorno di lunedì 30 marzo», ha affermato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie in una dichiarazione riportata dai media iraniani.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha condannato gli Stati Uniti e Israele per aver attaccato «deliberatamente numerose università e centri di ricerca», tra cui l'Università della Tecnologia di Isfahan, nell'Iran centrale, e l'Università di Scienza e Tecnologia di Teheran. (ats)