In Piazza per i rifugiati ambientali

A Bellinzona Sciopero per il Clima richiama l’attenzione sulle migrazioni forzate legate alla crisi climatica.
A Bellinzona Sciopero per il Clima richiama l’attenzione sulle migrazioni forzate legate alla crisi climatica.
BELLINZONA - Venerdì 13 marzo, Sciopero per il Clima è tornato a riempire le strade e le piazze di Bellinzona, portando al centro della mobilitazione il tema delle migrazioni forzate legate alla crisi climatica. Circa 200 persone erano presenti alla manifestazione.
Secondo un rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), negli ultimi dieci anni gli eventi meteorologici estremi hanno causato circa 250 milioni di spostamenti interni nel mondo: quasi 70 mila persone al giorno sono costrette a lasciare la propria casa a causa di inondazioni, siccità, caldo estremo e altri impatti del cambiamento climatico.
«Quando si parla di crisi climatica spesso si dimenticano le persone costrette a lasciare la propria abitazione a causa di siccità, inondazioni o desertificazione. Continuare a trattare i rifugiati ambientali come un’emergenza temporanea è un errore: serve una strategia politica a lungo termine. È per questo che siamo qui oggi a manifestare», ha affermato Letizia Vicentini.
Durante la manifestazione è stato sottolineato anche il ruolo dei Paesi europei. «Durante i dibattiti mi sento spesso dire che la Svizzera ha poche responsabilità, ma il nostro stile di vita contribuisce direttamente a queste migrazioni forzate: è la conseguenza delle nostre scelte politiche ed economiche. Chiediamo quindi un impegno concreto da parte delle istituzioni», ha dichiarato Alice Guidotti.








