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Consiglio di Stato «soddisfatto» del voto dei ticinesi

Il Governo accoglie con favore i due no all'iniziativa 200 franchi bastano e all'iniziativa contro il dumping salariale.
Tipress
Fonte Cantone Ticino
Consiglio di Stato «soddisfatto» del voto dei ticinesi
Il Governo accoglie con favore i due no all'iniziativa 200 franchi bastano e all'iniziativa contro il dumping salariale.

BELLINZONA - Fine dei giochi, in Ticino, per le votazioni odierne. E il nostro Governo, ora, dice la sua.

200 franchi non bastano - «Il Consiglio di Stato ha accolto con soddisfazione il voto odierno della popolazione svizzera e ticinese, che ha respinto l’iniziativa popolare federale "200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)"», si legge nel comunicato. «Il Governo ticinese – condividendo la posizione della Conferenza dei Governi cantonali – si è schierato contro la proposta, nella convinzione che una così drastica riduzione del canone radiotelevisivo avrebbe impedito alla SSR di continuare a svolgere in modo soddisfacente il proprio mandato di servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche e geografiche del nostro Paese. Il ruolo centrale svolto oggi dalla SSR a favore della formazione della cittadinanza, del dibattito pubblico, e – non da ultimo – della coesione nazionale è ampiamente riconosciuto ed esce rafforzato dal voto. Il Consiglio di Stato considera la decisione popolare odierna, che conferma quella del 2018 in relazione all’iniziativa «No Billag», come una chiara indicazione in vista dei prossimi anni».

L'Esecutivo sottolinea poi che «seguirà ora con particolare attenzione le conseguenze della riorganizzazione che sarà adottata dalla SSR in applicazione del progetto SRG SSR Enavant – che fa seguito alla decisione del Consiglio federale di ridurre il canone a 300 franchi – con l’obiettivo di limitare il più possibile le conseguenze negative per la RSI e per il nostro Cantone».

«La tutela dei lavoratori c'è e funziona» - Per quanto riguarda la bocciatura dell'iniziativa popolare contro il dumping salariale, il Consiglio di Stato si dice ugualmente soddisfatto.

«L’applicazione di quanto proposto avrebbe comportato un aumento sensibile della burocrazia e importanti costi ricorrenti per l’ente pubblico, in un periodo in cui le finanze cantonali sono già particolarmente sotto pressione, senza reali benefici per il nostro mercato del lavoro». Il voto odierno «conferma che secondo la popolazione ticinese gli strumenti attuali a tutela dei diritti di chi lavora in Ticino e i meccanismi del partenariato sociale sono adeguati e funzionano. Il Consiglio di Stato conferma il proprio impegno per la difesa della legalità e della correttezza sul mercato del lavoro – dimostrato dal fatto che il Ticino, già oggi, è il Cantone con il tasso di verifiche di gran lunga più alto della Svizzera, che si attesta tra il 25 e il 30% delle aziende rispetto a un obiettivo nazionale che oscilla fra il 3 e il 5% nei settori non coperti da contratti collettivi».

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