«Come fa l'Italia a non passare?»

Gigi Buffon è stato interpellato a tre settimane dai playoff con vista sulla Coppa del Mondo
Gigi Buffon è stato interpellato a tre settimane dai playoff con vista sulla Coppa del Mondo
ROMA - A fine mese l'Italia si giocherà la qualificazione al prossimo Mondiale negli attesissimi playoff che, il 26 marzo, vedranno gli azzurri affrontare l'Irlanda del Nord. In caso di successo, Tonali e compagni giocherebbero la finalissima il 31 marzo contro la squadra che trionferà nell'altra semifinale, ovvero Bosnia-Galles.
La selezione di Rino Gattuso vuole assolutamente evitare la terza assenza consecutiva al ballo delle migliori nazionali al mondo. «Ansia per i Mondiali? No, domina “fiducia” - le parole del capo delegazione dell'Italia Gigi Buffon a Il Messaggero - La parola è fiducia. Fiducia proprio totale. Per poter analizzare certi momenti la prima cosa da fare è estraniarsi dal contesto e fare delle analisi come se tu fossi una persona terza. Trovare la lucidità per analizzare la situazione. Prendiamo carta e penna e buttiamo giù i nomi della squadra dell'Italia: siamo un gruppo ultra-competitivo per dei livelli superiori a quelli che possono essere uno spareggio e quindi il sapere che andremo a giocare un playoff con gente come Donnarumma, come Dimarco, come Bastoni, Calafiori, Barella, Tonali, Retegui, Kean, Pio Esposito, cavolo dico, come fa l'Italia a non passare? Cioè, faccio fatica. Poi magari potrebbe pure capitare per la terza volta. Però almeno arriverò lì in un modo sereno e so che questa è la verità. Poi il campo ci potrà smentire perché lì può accadere tantissimo altro».
Se l'Italia non dovesse andare al Mondiale, l'ex portierone della Juve si dimetterebbe: «Confermo. Sono sempre il primo a prendermi responsabilità di tutto. Esco di scena, se serve trovare un capro espiatorio. Prendo e me ne vado a casa. È quello il problema? Ma che modo è di ragionare? Questa cosa mi fa impazzire, non c’è mai uno sforzo per capire se realmente un professionista ha dei valori, se è capace. Così, è come tirare in aria la monetina: se va bene tutti bravi, se va male tutti scarsi. Questo modo di ragionare e scegliere lo trovo imbarazzante, però va benissimo».




