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CANTONE / MEDIO ORIENTE

«Soli e senza risposte». Critiche dai turisti ticinesi bloccati in Medio Oriente

Il racconto di G.B. di Gordola: Nessuna comunicazione da parte delle autorità svizzere. E un viaggio di rientro organizzato da sola: prima in auto, poi a piedi e infine 33 ore di volo
AFP
«Soli e senza risposte». Critiche dai turisti ticinesi bloccati in Medio Oriente
Il racconto di G.B. di Gordola: Nessuna comunicazione da parte delle autorità svizzere. E un viaggio di rientro organizzato da sola: prima in auto, poi a piedi e infine 33 ore di volo

GORDOLA - Per circa 200 turisti svizzeri rientrati felicemente ieri dal Medio Oriente grazie al volo speciale organizzato da Swiss, ce ne sono diverse centinaia che si trovano bloccati nelle aree sotto attacco da parte dell'Iran, specialmente negli Emirati Arabi Uniti, in attesa di informazioni e di una via per tornare a casa. La sensazione diffusa tra loro è quella di sentirsi abbandonati dalle Istituzioni, che avrebbero mostrato una reazione carente. Che la Svizzera non sia particolarmente reattiva di fronte alle situazioni di emergenza e di crisi, lo dimostrano i recenti fatti tragici di Crans-Montana, dove la lentezza delle indagini è stata criticata ampiamente a livello internazionale.

Ma torniamo agli svizzeri bloccati in Medio Oriente. Tra coloro che hanno vissuto in prima persona i disagi c’è G.B. di Gordola. A fine febbraio si trovava a Dubai quando la situazione geopolitica ha iniziato a deteriorarsi. «Sabato 28 febbraio la situazione ha cominciato a peggiorare in modo evidente», racconta. Nei giorni successivi lei e altri connazionali hanno tentato di mettersi in contatto con le rappresentanze diplomatiche svizzere negli Emirati.

Secondo il suo racconto, però, i primi tentativi sono andati a vuoto. «Durante il fine settimana abbiamo provato a contattare le autorità svizzere a Dubai e ad Abu Dhabi, ma gli uffici erano chiusi», spiega. «Capisco il calendario, ma le emergenze — per definizione — non lo rispettano. Nel mondo dell’economia reale, quello delle imprese private, quando si manifesta una crisi si lavora - anche il sabato e la domenica».

Anche nei giorni successivi non sarebbe stato facile ottenere informazioni concrete: «Il lunedì abbiamo riprovato più volte al telefono senza ricevere risposta».

Solo dopo tre giorni sarebbe arrivata una comunicazione generale. Tuttavia, secondo G. B., il messaggio non avrebbe fornito informazioni operative utili. «Nessuna indicazione concreta, nonostante la registrazione sui canali ufficiali. Dopo tre giorni è arrivata finalmente una comunicazione molto generale. Peccato che il messaggio fosse fuorviante: si limitava a invitare ad attenersi alle indicazioni delle autorità locali e non forniva alcuna informazione operativa su possibili alternative via terra verso Paesi confinanti, opzione che, in realtà, per molti si è rivelata una delle pochissime vie di uscita praticabili», racconta.

Di fronte all’incertezza, alcuni viaggiatori hanno deciso di organizzarsi autonomamente per lasciare la regione. È quanto ha fatto anche la nostra interlocutrice, che ha scelto una via alternativa via terra. «Abbiamo preso un’auto con autista privato fino a Muscat, circa sei ore di viaggio. Abbiamo attraversato la frontiera a piedi e, da lì, siamo riusciti a trovare voli verso l’Europa», spiega. Il percorso di rientro è stato lungo e complesso: Muscat–Il Cairo–Istanbul–Zurigo, per un totale di circa 33 ore di viaggio.

«Noi viaggiamo spesso e parliamo bene inglese, quindi siamo riusciti a organizzarci rapidamente», sottolinea. «Ma molte altre persone non hanno le stesse risorse o la stessa propensione a prendere decisioni in situazioni di incertezza». G.B. ci tiene a precisare che non ha mai chiesto interventi straordinari come voli gratuiti. «Ci sarebbero bastate informazioni chiare, opzioni possibili e qualcuno che rispondesse al telefono», afferma.

Negli ultimi giorni, come detto, circa 200 cittadini svizzeri sono riusciti a rientrare in Svizzera, ma secondo diverse testimonianze migliaia di persone si troverebbero ancora nella regione del Golfo in attesa di sviluppi. Per loro la situazione resta incerta.

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