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Ora la cresima si fa a 40 anni

La rivelazione di Don Gianfranco Feliciani, storico parroco di Chiasso, a pochi mesi dalla sua pensione. Il video girato per strada e la nostra intervista.
Ora la cresima si fa a 40 anni
Davide Giordano tio/20min
Ora la cresima si fa a 40 anni
La rivelazione di Don Gianfranco Feliciani, storico parroco di Chiasso, a pochi mesi dalla sua pensione. Il video girato per strada e la nostra intervista.

CHIASSO - «Il cristianesimo non funziona più come una volta. Oggi i sacramenti non si ottengono più perché "si deve". Ma perché uno li vuole. E infatti io ho gente che fa la cresima a 40 anni. Per scelta». La voce tonante di Don Gianfranco Feliciani risuona per le vie della "sua" Chiasso. Ancora per poco visto che dalla prossima estate il parroco che ha servito la città di confine per ben 25 anni andrà in pensione.

«Mica sparisco» – Un addio di peso che suscita qualche lacrimuccia di commozione tra diversi suoi parrocchiani. E non solo. Perché Don Feliciani è stato un personaggio che, con diverse sue dichiarazioni, ha fatto discutere un po' tutta la Svizzera italiana. «Ma guardate che mica sparisco. Resto comunque un prete. Mi rifugerò a Rancate. E aiuterò chi ne ha bisogno, sarò sempre a disposizione».

«Rimpianti? Forse avrei dovuto avere più coraggio» – Incontriamo il 74enne presso la casa per anziani di Via Franscini. Sta andando a celebrare la messa per gli ospiti della struttura. «Un po' mi spiace lasciare la parrocchia di Chiasso. Per lo spirito di comunità che si era creato. Rimpianti? Non ne ho a dire il vero. Forse avrei dovuto avere più coraggio nell'affermare certi concetti».

«Non ho raccontato nulla di mio» – Gli facciamo presente che a volte, durante le sue omelie o nelle apparizioni sui media, ha avuto la "lingua un po' lunga". «In realtà – sospira col sorriso – avrei dovuto dire ancora di più. Forse alcune cose andavano esplicitate ulteriormente. E comunque non ho raccontato nulla di mio. Mi sono sempre ispirato alla parola di Dio».

Cosa ha fatto l'Europa – Poi il sacerdote si sofferma su una caratteristica di Chiasso, una località di accoglienza in cui circolano popolazioni di varie etnie e diversi migranti. «Accogliere è uno dei principi del cristianesimo. Non mi stancherò mai di ripeterlo. L'Europa se lo deve ricordare. Ma d'altra parte la nostra stanca Europa a un certo punto ha pensato di mettere da parte anche la fede cristiana. Ha creduto che se ne potesse fare a meno. Ma poi cosa succede? Succede che la fede la si riscopre in un altro modo. Con più convinzione ancora».

«Basta coi sacramenti per inerzia» – E a quel punto il parroco cita l'imminente cresima che si celebrerà proprio a Chiasso. «Su 22 cresimandi la metà è gente di 20, 30, 40 anni. Gente convinta, motivata nonostante si continui a parlare di secolarizzazione e ateismo. Il cristianesimo in realtà è ancora presente e radicato nella nostra società. Solo che c'è stato un cambio di approccio. Non ha più senso pensare di continuare a distribuire i sacramenti per tradizione, per inerzia, senza consapevolezza. È molto meglio permettere alle persone di conquistare la fede gradualmente, attraverso le esperienze di vita. Il caso dei cresimandi "maturi" di Chiasso non è isolato. Io in questo cambiamento radicale credo molto».

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