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LUGANOLa scelta del cuore: dormire sul divano per lasciare il letto a due profughe

23.05.22 - 08:41
Patrick Flachsmann, 48enne informatico di Besso, vive in un due locali e mezzo. Ora gli spazi si sono ridotti.
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LUGANO
23.05.22 - 08:41
La scelta del cuore: dormire sul divano per lasciare il letto a due profughe
Patrick Flachsmann, 48enne informatico di Besso, vive in un due locali e mezzo. Ora gli spazi si sono ridotti.
Nel suo appartamento a fine marzo sono arrivate una mamma 31enne e la bimba di 10 anni. Direttamente dalla zona del Donbass, in Ucraina. Storia di una convivenza particolare.

LUGANO - La sua quotidianità è cambiata in un giorno di fine marzo. Da quando da un pullman carico di profughi provenienti dall'Ucraina sono scese mamma Natalia, 31 anni, e la figlia Xenia (10). Patrick Flachsmann, 48enne informatico di Besso (Lugano), ha aperto loro le porte del suo piccolo appartamento. Un due locali e mezzo. «Ora dormo sul divano – spiega –. Il letto e la mia stanza li ho lasciati a loro». 

Spazio ristretto, ma... – Storia di una convivenza particolare. In uno spazio piuttosto ristretto. «I metri quadrati non li so. Però è chiaro che il mio appartamento è piccolo. Detto questo, avendo conoscenti in Ucraina, la guerra con la Russia mi ha colpito sin da subito emotivamente. Già nei primi giorni di conflitto bellico mi ero detto disponibile ad accogliere qualcuno. Le due persone che ospito arrivano dal Donbass, comunichiamo tramite Google Translator oppure parlando un po' di inglese». 

«Correttezza reciproca» – Un uomo di 48 anni in casa con una 31enne. Il dubbio che ogni tanto ci scappi un malinteso può sorgere. «In realtà sin da subito c'è stata una correttezza reciproca. Io non sono il tipo che approfitterebbe mai di situazioni del genere. L'ho fatto davvero col cuore e basta. Per me era indifferente chi sarebbe arrivato, l'importante era aiutare qualcuno. Devo dire che con Natalia e con sua figlia si è creato un buon feeling. Ci alterniamo nella cucina e anche nelle faccende domestiche». 

Dalle valli a Gardaland – Patrick non si sente particolarmente invaso nella sua privacy. «Di giorno in settimana sono praticamente sempre fuori, al lavoro. Alla sera ognuno ha comunque le proprie cose da fare. A volte stiamo insieme, altre no. La stessa cosa accade nel weekend, mi è capitato di portarle a visitare le nostre valli, siamo stati anche a Gardaland. È una convivenza che funziona. La bimba ha iniziato scuola nel frattempo. Natalia è infermiera, nel suo Paese lavorava in una casa per anziani e stava studiando per diventare docente di educazione fisica. Sta imparando l'italiano, nel frattempo avendo il"permesso S" sta già cercando lavoro». 

«Non mi tiro indietro» – Amici e famigliari sono abbastanza stupiti della scelta di Patrick. «Forse perché sanno che abito in un posto piccolo. Però sono una persona abbastanza socievole, quando c'è da dare una mano a qualcuno non mi tiro indietro. Non so per quanto tempo durerà questa situazione. Non mi pongo il problema. Spero ovviamente che la guerra finisca. Nel frattempo ho scoperto che il mio divano letto è anche abbastanza comodo». 

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