Le ruspe in azione all'ex Istituto Vanoni
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LUGANO
27.07.2021 - 18:090
Aggiornamento : 19:05

Le ruspe in azione all'ex Istituto Vanoni

Lo stabile in via Rinaldo Simen è in disuso dal 2016. Nel comparto è prevista la realizzazione di un polo sociale

Lo scorso maggio l'edificio era stato teatro di un'occupazione temporanea da parte dell'autogestione luganese

LUGANO - Lavori in corso (sotto la pioggia) al civico numero 11 di via Rinaldo Simen a Lugano: nelle scorse ore sono infatti entrate in azione le ruspe per la demolizione dell'edificio che un tempo ospitava l'Istituto Vanoni, centro educativo per giovani dai tre ai vent'anni in situazioni di vulnerabilità. Un'operazione prevista da anni che ora entra nel vivo, per la successiva realizzazione di un polo sociale.

Il progetto originale, che prevedeva un investimento di 65 milioni di franchi, era stato presentato dalla Fondazione Antonia Vanoni nella primavera del 2012. Ma con il passare degli anni i piani sono cambiati e ridimensionati. È certo che sarà realizzato un nuovo stabile per l'istituto. E poi sono previsti altri contenuti misti a carattere sociale, che però sono ancora in via di definizione.

La licenza edilizia è del 2017, anche per la demolizione, come ci dice l'avvocato Stefano Camponovo di Lugano, presidente della Fondazione Vanoni. Ma i tempi per l'avvio del cantiere erano dettati dalla politica (l'opera gode infatti di contributi statali). Negli scorsi mesi è arrivato l'ok da Berna ed è stato licenziato il messaggio governativo. «Ora tocca al Gran Consiglio, siamo fiduciosi».

L'occupazione del 29 maggio - Fatto sta che lo stabile situato nel comparto tra via Rinaldo Simen e via Giuseppe Bagutti - in disuso dal 2016 con il trasferimento delle attività della fondazione in via Brentani, in spazi presi in affitto - è salito agli onori della cronaca lo scorso 29 maggio, quando era stato temporaneamente occupato dagli autogestiti. Si era trattata di un'azione dimostrativa al termine della manifestazione contro la decisione della Città di sgomberare il sedime dell'ex Macello (sgombero poi avvenuto nelle ore successive, con tanto di demolizione dello stabile utilizzato dal CSOA Il Molino).

L'occupazione in questione aveva turbato i ragazzi della Fondazione, «in quanto la vedevano come una profanazione di spazi che erano la loro casa». Non vale lo stesso per la demolizione, assicura ancora l'avvocato Camponovo: «Quest'operazione viene vissuta diversamente, i ragazzi la vedono come il passo necessario per costruire qualcosa di nuovo: il loro cuore è rimasto lì, in via Simen, sapendo che in futuro ci sarà qualcosa di più bello».

Demolizione sospesa - Nel frattempo la demolizione è già stata sospesa. L'impresa - riferisce la Rsi - non ha notificato tempestivamente l'inizio dei lavori. Tutto il resto della documentazione è a posto, tanto che lo scoglio potrebbe essere superato nell'arco di brevissimo tempo. 

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