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13.04.2020 - 14:320

Caldo estivo, siccità e rischio di incendi in Ticino

Ad oggi, nel mese di aprile non è caduto un goccio di pioggia

I meteorologi mettono in guardia per la giornata di domani, con l'arrivo del vento che accentua la possibilità di roghi nel nostro cantone

LOCARNO - Un'immagine da satellite con strane velature ad alta quota sul mar Adriatico. Ma non si tratta di un fenomeno meteorologico, bensì di fumo proveniente dai numerosi incendi in Dalmazia (vedi foto allegata). «Il tempo è molto secco anche a Sud delle Alpi e domani, con una corrente favonica irregolare fino a basse quote, il rischio di incendi di bosco sarà particolarmente elevato», segnala MeteoSvizzera dalla propria pagina Facebook, invitando quindi a prestare la massima attenzione

Scarse precipitazioni - D'altra parte, dopo un inverno che ci ha riservato poca neve, anche i primi mesi del 2020 sono stati caratterizzati da scarse precipitazioni. «A Lugano, Poschiavo e Piotta si sono accumulati poco più di 100 millimetri di precipitazione, a Cevio e Locarno-Monti poco più di 80 millimetri», sottolineano i meteorologi di Locarno Monti.

«Per gennaio - si specifica - abbiamo dei valori mediamente compresi tra il 10 e il 30 % rispetto alla norma 1981-2020, a febbraio tra il 10 e il 60%. In entrambi i mesi i quantitativi maggiori sono stati misurati nell’Alto Ticino». Nel mese di marzo, la distribuzione delle precipitazioni è risultata diversa: «Meno precipitazioni lungo le Alpi (~60% della norma) e più abbondanti verso il Mendrisiotto (~120% rispetto la norma)».

Aprile di...fuoco - È tuttavia il mese di aprile a preoccupare maggiormente visto che, mediamente, si accumulano 155 mm a Lugano e 186 mm a Locarno. E, ad’oggi, in tutto il sud delle Alpi siamo fermi a quota 0. «Questa assenza di precipitazioni, determinata da tempo stabile anticiclonico - aggiungono i meteorologi -, è accompagnata da un soleggiamento che in questa prima metà di aprile è risultato particolarmente abbondante». Negli ultimi giorni le temperature massime hanno superato i 25 gradi facendo segnare le prime giornate per definizione “estive” (quando la temperatura massima supera appunto i 25 gradi) e i valori delle temperature medie giornaliere hanno avuto uno scarto positivo di ben 5-7 gradi rispetto alla norma 1981-2010, sia in pianura che in montagna.

Siccità primaverile e incendi - «È proprio in questo periodo dell’anno, quando la vegetazione si sveglia, che la necessità d’acqua è più importante che mai». Questo cosa vuol dire? Maggiori problemi per contadini e chi si occupa di agricoltura. Ma non solo. «I boschi di latifoglie diventano dei luoghi privilegiati per gli incendi. I raggi solari riescono a penetrare nel sottobosco asciugando in modo importante il terreno e lo strato di humus. Ecco quindi che basta un nonnulla per innescare un incendio», mettono in guardia gli esperti.

Attenzione domani - Inutile dire che in caso di una giornata ventosa, questo rischio viene ulteriormente accentuato. Dando uno sguardo alle previsioni, un occhio particolare dovrà essere rivolto alla giornata di domani. Il vento, tipicamente molto secco, raggiungerà in modo irregolare anche le regioni a basse quote. Fuochi all'aperto? Decisamente una pessima idea.

#NasaEarthData
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