Foto Dipartimento territorio
ULTIME NOTIZIE Ticino
CANTONE/ITALIA
25 min
L'odissea di una famiglia ticinese a Malpensa
Cancellato il volo per le Canarie, senza rimborso. «Faremo causa»
CANTONE
6 ore
Nuova notizia fake, si scherza con la salute di tutti
Sono stati diffusi alcuni nostri articoli volutamente modificati. Seguite solo i canali ufficiali
CANTONE
10 ore
Giuseppe Buffi, il ricordo a 20 anni dalla sua scomparsa
Il PLR invita a una commemorazione presso il Palazzo delle Orsoline a Bellinzona
FOTO E VIDEO
VACALLO
10 ore
Rapina a un distributore di benzina
È accaduto in via del Breggia. I tre malviventi si sono dati alla fuga
CANTONE
11 ore
Quindici aziende "lasciano a casa" per il virus
Telelavoro "coatto" per evitare contagi. La lista delle aziende si allunga. L'indagine Aiti
CANTONE
13 ore
Coronavirus: «Ci sono 15 casi sospetti»
Merlani: «Attendiamo i risultati dei test». Le scuole lunedì saranno aperte normalmente
FOTO E VIDEO
AROGNO
14 ore
Fiamme e fumo in Val Mara
Sul posto sono giunti i pompieri. La situazione è ora sotto controllo
CANTONE
14 ore
Scuola di polizia: assunti in 50
Iniziano lunedì i corsi per aspiranti gendarmi. Tra le nuove reclute 6 donne
LUGANO-MILANO
15 ore
Chi ha paura di andare a Milano?
Ecco come i nostri lettori si regolano con l'epidemia
CANTONE
15 ore
Carnevali annullati: «Soldi pubblici per compensare le perdite»
L'MPS chiede al Governo di allestire in tal senso un messaggio all'indirizzo del Gran Consiglio
CAPRIASCA
15 ore
Giù le maschere, tutto torna alla normalità
Senza carnevale Or Penagin, niente orari prolungati per i locali, niente rumore e nessuna autorizzazione speciale
CANTONE
16 ore
Aiuto sociale speciale entro settembre
Un'apposita commissione valuta le motivazioni
CAPRIASCA
17 ore
Una petizione per salvare Or Penagin
Su internet è stata lanciata una raccolta firme.
CANTONE
18 ore
Una preferenza per i direttori scolastici
Un'iniziativa parlamentare chiede che i collegi possano esprimere un gradimento sui candidati
LUGANO
18 ore
Lavoratori a casa per il virus: «Chiamano preoccupati»
Alcune aziende in Ticino hanno iniziato a mettere "in isolamento" i lavoratori. Unia: «Diverse sollecitazioni»
CANTONE
26.09.2019 - 06:400
Aggiornamento : 10:07

Alla ricerca di un lavoro nella “giungla” delle piante invasive

Per estirpare le piante infestanti il Cantone spende quasi 200mila franchi all'anno. Il coordinatore del progetto spiega che si tratta anche di un’opportunità per le persone da tempo disoccupate

BELLINZONA - Hanno nomi da Settimana enigmistica ed effetti assai poco simpatici. Poligono del Giappone, Ambrosia, Ailanto, Pueraria lobata (altrimenti detta Kudzu), Palma del Giappone sono le piante invasive e d’importazione che minacciano non solo la biodiversità, ma strade, argini di fiumi e tralicci elettrici. Per fermare la “giungla” il Canton Ticino spende ogni anno migliaia di franchi: la lista delle commesse pubbliche, appena pubblicata, elenca mandati a Caritas Ticino per oltre 185 mila franchi.

A Caritas? - È il lato sociale, quello meno conosciuto, della battaglia condotta dal Gruppo di lavoro organismi alloctoni invasivi, un team interdipartimentale coordinato da Mauro Togni del Dipartimento del territorio. La premessa è che «questi organismi causano danni di vario tipo. Non solo alla biodiversità, ma anche alle infrastrutture pubbliche la cui stabilità viene messa in pericolo da queste piante che hanno ritmi di crescita assai superiori alle specie autoctone». L’estirpazione delle neofite, che ha un costo, evita di dover rimediare a danni spesso più onerosi. 

La formazione - Ma non è un’operazione semplice, richiede tecnica, formazione e braccia. Da qui i mandati a Caritas Ticino e L’Orto di Muzzano (i partner della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie nei programmi di reinserimento) : «Il progetto ha coinvolto così le persone in assistenza, in particolare i disoccupati di lungo periodo, dando vita a due squadre con un organico variabile dalle 4 alle 10 persone - spiega Togni -. Già in avvio sono state tolte due persone dalla disoccupazione, nominandole capisquadra». Trattandosi di un lavoro particolare questo programma di occupazione temporanea ha una durata più lunga (un anno rispetto ai 6 mesi) per seguire la stagione vegetativa. «In parallelo viene fatta una formazione in classe per dare ai partecipanti delle conoscenze sulle neofite».

Nuovi progetti - Anche i Comuni dimostrano sempre più interesse per la lotta alle invasive (tra l’altro i mandati cantonali finora hanno privilegiato partner pubblici che contribuissero finanziariamente ai progetti). Nel Sopraceneri ci si crede un po’ di più, ma anche nel Sottoceneri l’impegno cresce: «Ci sono diversi progetti in avvio nella valle del Cassarate, a Lugano in varie zone». Tra le vittorie il coordinatore cita quella sul Poligono del Giappone che infestava il riale Orino in Val Malvaglia: «Dopo due anni di interventi, assieme al locale Consorzio, abbiamo restituito la sponda del fiume alle persone. La collaborazione è il solo modo per vedere la luce in fondo al tunnel». Pagante è la costanza su terreni che di volta in volta danno meno filo da torcere: «In Val di Blenio in cinque anni, investendo grossomodo la stessa cifra annua, abbiamo decuplicato la superficie d’azione».

Il reintegro di persone - La battaglia alle invasive non si misura però solo in metri quadrati riconquistati, altrettanto importante è l’aspetto umano: «Sembreranno cifre piccole ma in un lustro abbiamo reintegrato una mezza dozzina di persone, di cui quattro hanno trovato lavoro nel ramo del verde». Inoltre, sottolinea Togni, «il progetto rimette in moto individui fermi da più di due anni. È un recupero importante della routine nel mondo del lavoro». Eradicare piante, ma ritrovare radici nella società.

Commenti
 
Treccani Danilo 5 mesi fa su fb
Axel12 5 mesi fa su tio
Fa ridere che si spendono soldi per eliminare la palma del Giappone ormai diventata infestante ma non se ne vieta la piantumazione e vendita (come indicato dagli stessi ingegneri forestali). Nonostante sia oramai presente ovunque i giardinieri continuano a utilizzala così come i comuni (vedi il caso Paradiso), anche in caso di pulizia del bosco o delle sterpaglie non viene eliminata come se fosse sacra ma non se ne capisce il motivo.
Daniele Sala 5 mesi fa su fb
Milo J. Luisoni Marco Robbiani
sedelin 5 mesi fa su tio
il commento di FERDI NANDO é utilissimo per capire la questione. in effetti lungo tutto il fiume cassarate il poligono del giappone prospera e impera in modo preoccupante. ho interpellato il comune di lugano 3 anni fa che mi ha risposto "stiamo collaborando con gli esperti del cantone".... a tutt'oggi la situazione è peggiorata. fra non molto, se non si lavora assiduamente e costantemente con decine di operai e fondi sufficienti, la vegetazione indigena sparirà. ma sembra che ai nostri politici non riguardi più di quel tanto, ora va di moda il CO2.
Paolo Longoni 5 mesi fa su fb
Opportunità per le persone disoccupate? Dai please, siamo seri. Al limite opportunitá, per chi sta dietro a questi corsi, di non essere loro stessi disoccupati. Ho svariati amici, ed io stesso, abbiamo partecipato al corso neofite organizzato dall’orto di muzzano. Io mi sono tirato fuori quando, dopo un giro di chiamate nelle aziende e nei comuni ho capito l’inutilità del progetto e come conferma, gli amici che sono andati avanti e ottenuto il finto diploma (non é un afc, quindi valore 0) sono comunque a casa a cercare lavoro, nessuno li ha assunti come estirpatori di neofite. Solo uno mi pare sia stato assunto, ma dall’orto stesso. La verità é che si c’è il problema del “poligono del Giappone”, ma perché un comune dovrebbe assumere un operaio a 3.500 fr, quando può farsi mandare 4/5 persone a gratis perché in assitenza?
Ferdi Nando 5 mesi fa su fb
Paolo Longoni condivido tutto!!! Solo una cosa no, l'operaio a FR3500. È un lavoro impegnativo e lo sai di certo anche te. operaio secondo i salari di operai comunali e al minimo FR. 4500.
tip75 5 mesi fa su tio
fate lavorare chi beneficia di aiuti (immigrati) e poi i disoccupati (dopo, dato che la disoccupazione l'hanno pagata al contrario dei primi)
Ferdi Nando 5 mesi fa su fb
io cerco di lavorare in questo ambito da tre anni, ma se il cantone spende 200'000.-- all'anno, I comuni di soldi per questo progetto non li spendono MAI!!!!! Il cantone dovrebbe ingaggiare direttamente chi vuole fare questo lavoro, così i soldi non sarebbero buttati via ma dati a chi, come dice l'articolo, è disoccupato da tempo. Una dritta per il Cantone, andate a vedere come si comportano certi comuni in ambito piante invasive! Io ne ho strappate parecchie di piante invasive e so come ci si comporta di fronte a questa problematica, è un processo lungo e ci vogliono molte ora di lavoro!!! I soldi che il cantone da ogni anni non solo sono spesi male, ma sono troppo pochi per debellare il problema. Prendono poco seriamente il problema vero e non serve mandare a fare questo lavoro chi proprio non ha voglia di farlo (con tutto il rispetto per i disoccupati!!!!), ma farlo fare a chi ha piacere di farlo bene e nel modo GIUSTO!!! BISOGNA PRENDERSI IL TEMPO PER FARLO!!!!!
Fran 5 mesi fa su tio
Fanno un lavoro importante e FONDAMENTALE. Peccato che solo pochi qiesto lo cspiscono: 15 like la dice lunga.
bimbogimbo 5 mesi fa su tio
Per poter valutare se questa soluzione sia buona o no dovremmo conoscere i dettagli di come vengono spesi questi 200k chf, e quanto ci costa l’organizzazione e la conduzione del progetto. Possibile che i media ci buttino ormai li solo pillole di notizie superficiali e incomplete? Che delusione....
Potrebbe interessarti anche
Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-02-28 06:44:05 | 91.208.130.85