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12.06.2019 - 18:310
Aggiornamento : 13.06.2019 - 20:04

Italiani lontani dagli alberghi ticinesi, scelgono il mordi e fuggi

Gli operatori del settore analizzano i dati negativi sui pernottamenti. Prevale però l'ottimismo e si punta in particolare sulle escursioni in bici

MILANO/LUGANO - Il dato freddo dice che negli ultimi anni i turisti italiani sono in calo in Svizzera e soprattutto in Ticino. Secondo l’istituto federale di statistica, infatti,  nel 2018 i pernottamenti degli italiani in Ticino sono stati 156'136, il 6,9% in meno rispetto al 2017. Un dato che però secondo gli operatori rileva solo l’indicatore del pernottamento e non anche altri come per esempio il turismo di giornata. «Questi dati si riferiscono solo ai pernottamenti e non tengono conto del numero considerevole di italiani che vengono in Ticino per escursioni di giornata, per concerti, per eventi come quelli (tanti) che si svolgono soprattutto in estate nel luganese e la cui partecipazione è in larga parte di persone che vengono proprio dal Nord Italia», spiega a ticinonline/20 minuti Viola Maspoli di Lugano Region. A cui fa eco Michel Cavadini dell’Agenzia Turistica Ticinese: «Non tutte le strutture rilevano la presenza dei visitatori in base alla provenienza come invece fanno alcune attrattive private. Per cui molti escursionisti italiani non risultano nelle statistiche e nei dati aggregati».

Sicuramente negli ultimi anni il Ticino sconta ancora la crisi della piazza finanziaria di Lugano che ha perso attrattività e di conseguenza ci sono meno pernottamenti per affari. E alcuni fattori puntuali come la chiusura del casino di Campione d’Italia che ha determinato cali drastici nei pernottamenti, come il caso rilevato in un hotel 5 stelle sul lago di Lugano. E, magari, a tenere lontani i turisti della Penisola anche la barriera psicologica di una frontiera tra i due paesi nonostante una lingua e alcune tradizioni condivise.

Ma gli operatori turistici ticinesi rimangono ottimisti: «In Italia abbiamo intensificato la collaborazione con le Organizzazioni Turistiche Regionali e siamo presenti soprattutto col Mendrisiotto, col Bellinzonese e con il Luganese, ovvero le tre destinazioni ticinesi che hanno maggiore attrattività sul mercato italiano e che investono maggiormente su di esso», aggiunge ancora Cavadini spiegando come anche la scelta di raccontare il Ticino al pubblico e agli operatori del settore in una location nel centro di Milano nell’ambito dello Swiss Summer Lounge proposto da Svizzera Turismo, rientra nella strategia di presentare il Ticino come destinazione importante. Tre gli assi principali su cui puntano gli operatori di Ticino Turismo: la cultura (con eventi e concerti come l’Estival Jazz di Lugano, i patrimoni UNESCO del Mendrisiotto e del Bellinzonese, con musei come il centro culturale LAC Lugano Arte e Cultura ma anche i mercatini di Natale che ogni anno attirano sempre più gruppi e visitatori individuali dalla Penisola), la natura (le escursioni in montagna, più di 200 scaricabili su una app – Hike Ticino - creata appositamente, le camminate culturali in castelli, chiese, città, gli itinerari per la bici), e l’enogastronomia (tour e soggiorni culinari tra grotti e ristoranti gourmet e tra i vigneti del Mendrisiotto).

E i prezzi? Ma non è che forse tra le ragioni dei mancati pernottamenti degli italiani bisogna considerare questo come principale fattore? «Sicuramente sì e lo sappiamo. Per esempio la questione del pedaggio autostradale: la vignetta è vero che costa 36.50 euro, esattamente come un viaggio in macchina andata e ritorno in Liguria da Milano. Ma vale 14 mesi e non una volta sola. La concorrenza è altissima: basti pensare anche ai voli low cost dagli aeroporti di Malpensa e Bergamo. Proprio per questo scegliamo di posizionarci ad un pubblico più mirato e profilato come per esempio al pubblico della bici al quale proponiamo offerte specifiche. Ma la nostra offerta è di qualità, abbiamo ottimi hotel con rapporto qualità prezzo elevati e anche ostelli bellissimi che costano poco», conclude Cavadini.

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