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LUGANO
27.01.2016 - 16:410
Aggiornamento : 28.01.2016 - 09:06

Via Passeggiata alle Scuole è oggi via Federica Spitzer. «Per non dimenticare»

Borradori: «Dopo l'odierno caso del sergente della cantonale occorre ancora di più ricordare perché l'orrore non si ripeta»

LUGANO - Non poteva certo esserci solo l'onta dell'istigazione alla discriminazione razziale, accusa rivolta oggi nei confronti di un sergente della polizia cantonale, a segnare l'odierna giornata della memoria. L'inaugurazione di una via di Breganzona (Passeggiata alle Scuole) dedicata a Federica Spitzer, testimone degli orrori dell'Olocausto, è diventata ancora di più un momento per «non dimenticare affinché ciò che è accaduto non si ripeta», come ha sottolineato il sindaco Marco Borradori.

Presso la Scuola Media di Breganzona si è così riunita una folta delegazione del Municipio di Lugano, tra cui Borradori e la vicesindaco Giovanna Masoni Brenni, ma anche Moreno Bernasconi, presidente della neonata Fondazione dedicata proprio alla signora Spitzer e numerosi altri ospiti.

La dedicazione, che rientra nel progetto del nuovo stradario volto a eliminare i doppioni susseguiti alle aggregazioni, fa parte del «disegno di politica culturale della Città», come ha sottolineato la Vicesindaco di Lugano. Un progetto approvato nel 2009 che «avverrà a tappe e si concluderà nell'arco dei prossimi anni». Un progetto, ancora, basato sull'idea di uno strumento culturale. Ed è proprio per promuovere questa idea di cultura che si è scelto di rendere eterna la memoria di Federica Spitzer, nata a Vienna nel 1911 e recatasi spontaneamente nel lager di Theresienstadt per salvare i suoi genitori. Ci riuscì nel 1945. Lei, assieme ai suoi genitori, furono i 147 sopravvissuti tra 1300 deportati.

Trovò rifugio in Svizzera e in Lugano scorse quel primo "raggio di sole" dopo tanti soprusi. Ed è a Lugano che Federica Spitzer ha vissuto tutto il resto della sua vita. «E oggi non poteva essere giorno migliore per ricordare questa donna, giorno in cui un sergente della Cantonale è stato inquisito per orribili espressioni di stampo nazista. La conoscenza rimane l'antidoto perché simili tragedie, come quella dell'Olocausto, non si ripetano», ha sottolineato Borradori.

Ricordare, ma non odiare, come amava dire Federica Spitzer: «Provo amarezza per il mio destino, ma non odio i nazisti. C'è gente che vive tutta la vita serbando odio. Io, no. Sono in pace».

 

 

Oggi, Giorno della Memoria, è stata dedicata a Breganzona una via a Federica Spitzer, donna coraggiosa e di...

Pubblicato da Marco Borradori su Mercoledì 27 gennaio 2016
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