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CANTONE
01.06.2015 - 11:420
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Inaugurato l'anno giudiziario

Il direttore del DI, Norman Gobbi, ha illustrato i punti salienti di "Giustizia 2018", senza dimenticare la sicurezza negli stabili giudiziari

BELLINZONA - Al Palazzo dei congressi si è tenuta l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2015/2016.

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi dopo aver ringraziato le autorità giudiziarie e ricordato la figura di Eros Ratti, noto costituzionalista ticinese scomparso lo scorso aprile, ha fatto il punto della situazione in un settore, quello della giustizia, in costante evoluzione. Con Giustizia 2018 si è avviato un processo di riforma che si prefigge "di dotare il nostro Cantone di un apparato giudiziario moderno, efficace ed efficiente, che sappia rispondere in modo sempre soddisfacente e puntuale alle esigenze dei cittadini sì, la resa di una giustizia "giusta", ma anche in tempi ragionevoli".

Tra i progetti in corso vi è quello di ridefinire "i comprensori delle giudicature e dei giudici di pace, la rielaborazione del sistema di retribuzione e il rafforzamento ulteriore della formazione. Il Governo, seguendo quanto proposto dal gruppo di lavoro, intende confermare le competenze giudiziarie attuali del giudice di pace e mantenere l’elezione popolare del giudice di pace".

Un altro cantiere aperto è il centro di competenze in materia di contravvenzioni. Si sta lavorando per riunire in un'unica autorità penale delle contravvenzioni le competenze di perseguimento delle contravvenzioni attualmente distribuite tra diversi uffici cantonali e il Ministero pubblico. In questi giorni il Dipartimento sta quindi costituendo un nuovo gremio che si occuperà dei necessari approfondimenti. 

Poi c'è un altro gruppo di lavoro che riguarda il Tribunale d'appello e la sua organizzazione. Il Dipartimento delle istituzione propone alle autorità giudiziarie una "autonomia gestionale e amministrativa".

Gobbi ha ricordato che la giustizia in Ticino costa oltre 60 milioni all'anno" e i costi non accennano a diminuire. Da qui la necessità di riorganizzare il Ministero pubblico, organizzare la nuova futura prima istanza penale che riunirà Pretura penale e Tribunale penale cantonale e la revisione della legge sugli onorari dei magistrati.

Infine non è mancato l'accenno alla questione sicurezza negli stabili amministrativi e giudiziari.  I fatti al Palazzo di giustizia di Milano rendono il tema attuale. A tal proposito Norman Gobbi, ha dichiarato che "alcuni interventi – come la posa di pulsanti di allarme presso le aule penali di Lugano, Mendrisio e Locarno – sono già stati compiuti. Quello che intendo promuovere è tuttavia un concetto di sicurezza coordinato. In questo senso, il Dipartimento sta collaborando anche con i servizi della Confederazione su un primo progetto che sarà quello del Pretorio di Bellinzona".

 

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