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Chi sarà l'ambasciatore ticinese a Berna?

Il governo ha smussato il profilo del futuro delegato per i rapporti confederali ma apre la porta ai giornalisti. Ecco i possibili papabili alla carica di ambasciatore ticinese a Berna
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Chi sarà l'ambasciatore ticinese a Berna?
Il governo ha smussato il profilo del futuro delegato per i rapporti confederali ma apre la porta ai giornalisti. Ecco i possibili papabili alla carica di ambasciatore ticinese a Berna
LUGANO - Il bando di concorso sarà pubblicato ufficialmente solo domani ma già da ieri si conoscono le caratteristiche e i compiti del futuro “delegato del Cantone per i rapporti confederali”. Se alcune caratteristiche ...

LUGANO - Il bando di concorso sarà pubblicato ufficialmente solo domani ma già da ieri si conoscono le caratteristiche e i compiti del futuro “delegato del Cantone per i rapporti confederali”. Se alcune caratteristiche sono piuttosto ovvie – formazione accademica, conoscenza delle lingue, senso d’iniziativa, capacità di lavorare autonomamente – altre invece sono più sorprendenti. Non è richiesta per esempio un’esperienza di lavoro a Berna o nell’amministrazione federale: si dice soltanto che il candidato deve conoscere “le realtà amministrative”, senza precisare quali (comunali, cantonali, federali?). Si chiede invece che il candidato abbia “esperienza anche nel settore privato”.

Leggere tra le righe - Significativo pure il fatto che il delegato potrà lavorare solo al 60%, che il suo contratto sarà “nella forma del mandato” (non sarà quindi un funzionario cantonale di diritto pubblico) e che l’impiego presuppone “una presenza frequente” a Berna. Proviamo a leggere fra le righe: il delegato potrà essere domiciliato in Ticino e recarsi a Berna solo tre giorni alla settimana, o anche meno se lavorerà in parte a Bellinzona. Vuol dire che il consiglio di Stato non ha preso sul serio la richiesta formulata a più riprese dalla deputazione ticinese alle camere federali di avere un vero e proprio “ambasciatore” con presenza fissa a Berna e un impiego a tempo pieno? Sembra infatti che il governo abbia voluto smussare le intenzioni iniziali: non a caso si parla di un “delegato” e non più di un “ambasciatore”. Il rischio è che si riproduca la situazione di alcuni anni fa quando c’era già un delegato ai rapporti con la Confederazione, Pierfranco Venzi. Situazione che è stata giudicata insoddisfacente proprio perché il delegato stava più in Ticino che a Berna. Unica novità: il governo è intenzionato a trovare un ufficio bernese per il nuovo delegato, ma sta ancora cercando una sede adeguata.

È possibile però che il profilo un po’ smussato del futuro “ambasciatore” sia stato pensato per allargare la rosa dei candidati, se è vero, come ha dichiarato a LaRegione il presidente del governo Luigi Pedrazzini, che il concorso “non è stato tagliato su misura per qualcuno”.

Avanti gli ex alti quadri federali - Ma chi sono i potenziali papabili? Occorre senz’altro partire da persone che hanno svolto, o tuttora svolgono, funzioni importanti nell’amministrazione federale e che ne conoscono i meccanismi. La forma di contratto “a mandato” facilita d’altronde la presa in considerazione di ex alti quadri federali ora in pensione. Per esempio Carlo Malaguerra, ex direttore dell’Ufficio federale di statistica, oppure Pietro Veglio, già rappresentante svizzero nel consiglio esecutivo della Banca Mondiale. Notevole anche l’esperienza di Nadia Piffaretti, 40enne, anche lei attualmente alla Banca Mondiale ma con un passato di collaboratrice personale di Ruth Metzler, al dipartimento federale di giustizia e polizia, e prima ancora di assistente di Luigi Pedrazzini.

I giornalisti papabili - Un’altra categoria dei papabili sono i giornalisti attivi, oggi o negli anni scorsi, a Palazzo Federale. Quel “conoscere le realtà amministrative” sembra infatti tagliato su loro misura: le conoscono eccome, pur non avendo lavorato nell’amministrazione federale. Si pensi soltanto a Moreno Bernasconi, attualmente capo delle pagine “Confederazione” al Corriere del Ticino e membro del consiglio di fondazione di Pro Helvetia, che da una ventina di anni vanta ottime relazioni nella capitale federale. Oppure Monica Piffaretti, già direttrice de LaRegione, o Daniele Piazza, da oltre 30 anni corrispondente da Berna per la RSI. Dalla generazione più giovane ci potrebbero essere Davide Vignati, attuale corrispondente del Corriere del Ticino e in passato giornalista anche presso gli altri due quotidiani ticinesi, oppure Paola Ceresetti, da alcuni anni corrispondente della RSI. Un altro volto noto e ex corrispondente bernese della RSI, Roberto Porta, vanta anche un’esperienza a livello cantonale, essendo oggi corrispondente dal Gran Consiglio.

Quelli tra giornalismo e politica - Un paio di persone hanno invece avuto esperienze sia nel giornalismo, sia nell’amministrazione federale. È il caso di Andrea Arcidiacono, già giornalista a Palazzo Federale per il Corriere del Ticino e la RSI e ex portavoce di Ruth Dreifuss e Pascal Couchepin. Oppure Nenad Stojanovic, ex corrispondente del Giornale del Popolo e collaboratore di Moritz Leuenberger, ora deputato al Gran Consiglio. Molto interessante anche il profilo di Livio Zanolari: poschiavino, già deputato al Gran Consiglio grigionese, è stato corrispondente della RSI e successivamente portavoce di ben sei consiglieri federali nei dipartimenti degli esteri e di giustizia e polizia.

L’esempio di Zanolari ricorda che non deve necessariamente trattarsi di un ticinese. Gli interessi del Cantone possono essere difesi anche da altri confederati, siano essere grigionitaliani o, perché no?, romandi o svizzero-tedeschi. Anzi, la loro difesa del Ticino potrebbe magari rivelarsi più credibile e più efficiente.

Sembra invece cadere l’ipotesi di un “ambasciatore” legato agli ambienti economici. Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio, industria, artigianato e servizi del Ticino, ha infatti dichiarato ieri al Quotidiano della RSI che le associazioni economiche intendono mandare a Berna un loro “lobbista” dal profilo ben preciso. Il concorso scade a fine agosto, mentre il delegato dovrebbe entrare in funzione il 1 gennaio 2011.

RED

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