Riarmo record: la Svizzera investe 58 miliardi tra F-35, droni e sistemi Patriot

Oltre 20 miliardi per lo scudo aereo e quasi 9 per i droni. Il maxi piano del DDPS divide la politica
Oltre 20 miliardi per lo scudo aereo e quasi 9 per i droni. Il maxi piano del DDPS divide la politica
BERNA - La Svizzera si prepara al più imponente piano di riarmo degli ultimi decenni. Tra il 2026 e il 2039 il Dipartimento federale della difesa (DDPS) prevede investimenti per 58 miliardi di franchi, destinati a rafforzare le capacità dell'Esercito con nuovi sistemi di difesa aerea e cibernetica, caccia F-35, droni, carri armati e radar. Una cifra che equivale a circa due terzi dell'intera spesa sostenuta dalla Confederazione nel 2024. A pesare maggiormente sarà il rinnovo della difesa dello spazio aereo, il cui costo complessivo dovrebbe superare i 20 miliardi di franchi, avvicinandosi a quello della Nuova ferrovia transalpina (NFTA), costata circa 23 miliardi. Solo per la difesa aerea il piano prevede investimenti per 19 miliardi, ma il conto è destinato a salire. Nella pianificazione, infatti, non sono ancora stati inseriti gli aumenti di costo del sistema missilistico Patriot né l'acquisto di un secondo sistema di difesa a lungo raggio, deciso dal Consiglio federale anche a causa dei ritardi nelle consegne del Patriot. Secondo una stima del DDPS, questa seconda piattaforma richiederà circa 5 miliardi di franchi, comprensivi di munizioni, logistica e formazione. Tra i sistemi in corsa figurano il francese Samp/T, l'israeliano David's Sling e il sudcoreano L-SAM.
Anche il dossier Patriot - riportano i quotidiani Tamedia - continua a far lievitare le previsioni di spesa. Se inizialmente la Confederazione aveva negoziato con gli Stati Uniti un accordo da circa 2 miliardi di franchi, oggi il costo potrebbe arrivare addirittura a 6 miliardi. Armasuisse non conferma la cifra, ma ammette che esistono «diverse possibili modalità di prosecuzione del programma Patriot» e che ciò comporta «una forbice di costi molto ampia». Tra le opzioni allo studio vi è anche l'acquisto di una versione più moderna del sistema.
Il riarmo supererà i 10 miliardi di franchi
Nel complesso, il rafforzamento della difesa aerea a lungo raggio potrebbe quindi superare i 10 miliardi di franchi, mentre l'intero progetto per la protezione dello spazio aereo oltrepasserebbe quota 20 miliardi. L'entità dell'investimento è stata confermata anche dal consigliere federale Martin Pfister. Per garantire una protezione efficace del Paese con il sistema Patriot e una seconda piattaforma serviranno «contro i 10 miliardi di franchi». E ha avvertito: «Nei prossimi anni avremo bisogno di moltissime risorse».
Il piano non è ancora definitivo e presuppone un progressivo aumento del budget destinato all'Esercito fino all'1% del Pil entro il 2032, oltre alla creazione di un fondo dedicato agli armamenti. Resta però aperta la questione del finanziamento, con il Parlamento ancora diviso sull'eventuale aumento dell'IVA.
Il progetto divide anche il mondo politico
Persino il consigliere agli Stati dell'UDC Werner Salzmann riconosce che oltre 20 miliardi di franchi rappresentano «un importo enorme». Tuttavia, ritiene che non esistano alternative: «Se non investiamo questo denaro, corriamo il rischio di non essere in grado di respingere un attacco. Come politico della sicurezza non sono disposto ad assumermi questo rischio».
Di tutt'altro avviso la consigliera agli Stati del PS Franziska Roth, che definisce i 20 miliardi destinati alla difesa aerea «una quantità di denaro assurda». Secondo la socialista, il Consiglio federale «ha fissato le priorità sbagliate», trascurando la protezione della popolazione civile e il sistema sanitario. Inoltre contesta l'utilità dei nuovi sistemi: «Non abbiamo bisogno né del Patriot né del secondo sistema», perché «non apportano alcun valore aggiunto alla nostra sicurezza, dato che non sono adatti alle minacce più probabili».
Tra le nuove priorità strategiche figurano infine i droni. Secondo numerosi esperti, i futuri conflitti saranno sempre più combattuti con velivoli senza pilota, motivo per cui il DDPS intende investire entro il 2039 quasi 9 miliardi di franchi in sistemi per individuare e abbattere i droni, oltre che nello sviluppo di droni offensivi. Un capitolo che conferma come il riarmo svizzero guardi ormai non solo ai tradizionali sistemi d'arma, ma anche alle tecnologie destinate a cambiare il volto delle guerre del futuro.




