Operation Libero annuncia la nuova copresidenza

A prendere il posto di Ameti e Manser-Egli, saranno Julius Felix e Lisa Marchon
BERNA - Saranno Julius Felix e Lisa Marchon i nuovi co-presidenti di Operation Libero. Lo ha annunciato oggi lo stesso movimento politico, indicando i nomi dei successori di Sanija Ameti e di Stefan Manser-Egli, i quali hanno rassegnato le loro dimissioni nel novembre 2025. A guidare il gruppo sarà una coppia giovane, che si batte per una Svizzera aperta e liberale e intende difendere attivamente i valori democratici fondamentali, indica in un comunicato il movimento, progressista fondato nel 2014.
Marchon, trentenne e originaria di Friburgo, è attiva all'interno del gruppo dal 2024, anno in cui si era occupata a promuovere l'Iniziativa popolare federale "Per una Svizzera forte in Europa" (Iniziativa Europa). Mentre l'argoviese Felix, 26 anni, è stato eletto nel comitato nazionale di Operation Libero nel marzo di quest'anno. Lavora presso una banca elvetica ed è membro del PS.
La nuova copresidenza è stata composta in un anno ricco di votazioni importanti e decisive per la Svizzera liberale, afferma il gruppo. Nel 2026 si deciderà infatti in che misura la Confederazione vorrà continuare ad essere aperta in futuro, sostiene Operation Libero, riferendosi all'iniziativa popolare "No a una Svizzera da 10 milioni!" lanciata dall'UDC.
Ma all'orizzonte del movimento si profilano altre battaglie, come l'Iniziativa sulla neutralità, l'Iniziativa per la democrazia, gli accordi bilaterali III e l'iniziativa per la protezione delle frontiere, ha dichiarato il movimento, che intende consolidare ulteriormente il proprio ruolo nel dibattito politico.
Nel 2025, Operation Libero - che si batte per una Svizzera aperta e integrata in Europa - ha registrato il più alto gettito di donazioni degli ultimi cinque anni, un chiaro segnale che questi obiettivi trovano riscontro in tutto il Paese, sostiene il gruppo che si schiera in modo apartitico.
A 12 anni dalla sua fondazione, in risposta all'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa" dell'UDC, il movimento si oppone nuovamente contro i testi promossi dai democentristi. L'annuncio della nuova copresidenza segna così anche il via alla campagna contro l'Iniziativa per la sostenibilità.
Stando a Operation Libero l'UDC giocherebbe sempre la stessa partita, strumentalizzando le sfide e scaricando la responsabilità sugli altri. Da qui il nome della campagna, lanciata a tale proposito, denominata "The Blame Game" (gioco dello scaricabarile in inglese). Secondo il movimento l'approvazione del testo contro una Svizzera da 10 milioni porrebbe fine alla libera circolazione delle persone, metterebbe sotto pressione i diritti umani fondamentali e metterebbe in discussione i pilastri centrali della Confederazione.
Per quanto riguarda i co-presidenti dimissionari, Manser-Egli, in carica da sei anni, e Ameti - al comando da cinque, continueranno a far parte del comitato direttivo, ha dichiarato il movimento.



